Era il 1974 quando un uomo di 27 anni allora sconosciuto e destinato a essere considerato il Re dell’orrore pubblicò un libro talmente sconvolgente da essere censurato nelle scuole americane. L’uomo di cui sto parlando è Stephen King (Edwin è il suo vero cognome) e il libro in questione invece è Carrie (bisogna anche ringraziare la moglie di King, Tabitha, che lo convinse a continuare l’opera).

La trama del libro è la seguente:

“Carrie White è una ragazza che frequenta il liceo e vive con una madre ossessionata dalla religione. Come se ciò non bastasse, è spesso vittima dei tiri mancini dei suoi compagni di classe, essendo goffa e solitaria.
Un giorno, dopo essere stata umiliata e presa in giro da alcune compagne di classe, Carrie scoprirà di avere un potere davvero speciale che comincerà a conoscere sempre di più.”

La prima edizione del libro

La prima edizione del libro

Questo fu il primo libro che Stephen King pubblicò e si rivelò essere un grande successo. Nonostante sia l’opera più corta, Carrie è un piccolo capolavoro. In meno di 200 pagine, King riesce a narrare una storia piena di tensione dove il lettore capisce che ci sarà una tragedia ma si fa “attendere” con molta ansia.
I personaggi vengono descritti davvero bene; è incredibile come in poche pagine sia riuscito ad approfondirne la psicologia. La narrazione è molto interessante in quanto non tratta solo gli avvenimenti che stanno succedendo a Carrie ma anche alcune interviste e pezzi tratti da giornali e libri in cui si parlerà del caso della ragazza.
Un libro terrificante e crudele che ci sbatte in faccia temi delicati come il bullismo, la xenofobia e il bigottismo religioso

Dopo il successo del libro, nel 1976 Brian De Palma si trovò dietro alla camera da presa per dirigerne il film. Grazie a questo lavoro De Palma verrà riconosciuto a livello internazionale come uno dei registi più apprezzati del momento.

Locandina italiana del film. Quello sguardo...

Locandina italiana del film.

La sua regia è davvero magistrale. Intanto in molti punti del film cerca di farci sentire come Carrie sia esclusa dalla società e dalle persone (basti ricordare la sequenza iniziale con tutte le ragazze che si fanno la doccia insieme e lei lontana, il tutto con movimenti rallenty). Si potrebbero citare altre scene in cui lui ci mostra il suo genio registico (come la scena in cui Carrie balla insieme a Tommy), ma la Scena arriva con una delle sequenze più belle che io abbia mai visto (la scena del secchio).
Nel ruolo di Carrie troviamo Sissy Spacek (che nel film aveva quasi 30 anni ma ne dimostrava comunque di meno!). Lei è assolutamente perfetta; goffa, timida, sola e con un ombra di tristezza negli occhi. E come non dimenticare quello sguardo, lo sguardo che ha quando impazzisce. Questo film porterà anche lei al successo e in quell’anno verrà nominata agli Oscar come Miglior Attrice Protagonista.
Il ruolo della madre, Margaret White, viene affidato a Piper Laurie e anche lei ottiene la nomina agli Oscar come Migliore Attrice non protagonista. La sua parte non è proprio identica a quella descritta nel libro (lì infatti era proprio matta), ma comunque la sua ossessione per la religione è qualcosa che riesce a far inquietare lo spettatore. Anche lei meravigliosa.

Et dulcis in fundo ecco il remake uscito nelle sale italiane l’8 gennaio (mentre in America è uscito a ottobre) Lo sguardo di Satana – Carrie (che originalità, hanno capovolto il titolo).
Alla regia questa volta c’è Kimberly Peirce (regista famosa per aver diretto Boys Don’t Cry, che valse a Hilary Swank l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista), mentre nei ruoli di Carrie e Margaret troviamo rispettivamente Chloe Grace Moretz e Julianne Moore.

Locandina italiana del remake

Locandina italiana del remake

Qui rispetto al libro e al film di De Palma troviamo un differenza di tipo temporale; infatti non sarà ambientato negli anni ’70 ma ai giorni d’oggi (probabilmente per farci sentire più vicino alle tematiche che sono narrate). Bisogna anche precisare che la Peirce non è De Palma, quindi il film non avrà quei momenti registici elevati come nel vecchio film, ma la regista sa il fatto suo e riesce a dirigere bene il cast di attori e la camera da presa. Una nota di merito va anche al fatto di aver inserito a inizio film il parto di Carrie, scena molto forte e cruda in cui ci viene mostrata la pazzia di sua madre. Chloe Moretz si dimostra essere molto brava nel ruolo di Carrie mentre Julianne Moore riesce a incarnare l’immagine di Margaret che avevo io leggendo il libro e cioè una persona completamente pazza e ciò viene mostrato anche a livello fisico (nel libro era una vecchia mentre qui viene dimostrata con uno sguardo quasi vuoto e con un’ombra di follia che inquieta chi le sta vicino). Il remake non si allontana molto dal film del 1976 anche se alcune cose sono state aggiunte o leggermente cambiate. Nonostante non sia ai livelli dell’originale rimane un film ben fatto che mi è piaciuto parecchio.

E qui finisce la recensione su Carrie. In realtà bisognerebbe parlare anche del film tv del 2002 e del musical del 1988 ma non li ho visti (anche se so che il film tv non ha avuto critiche proprio positive e il musical fu chiuso dopo 5 esibizioni).

Finalmente sono riuscito a fare qualcosa di un po’ particolare e devo dire che ne sono quasi soddisfatto. Spero vi sia piaciuto l’articolo e una buona giornata/serata a tutti!

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commenti
  1. pazzaserialkiller ha detto:

    Ciao!! Questa recensione è davvero proprio ben fatta e completissima, complimenti. Inutile dire che questo è uno dei tanti film in lista da vedere xD. Quando ho iniziato a leggere il tuo post, mi son detta ” Aspetta… La trama del libro sembra quella del film appena uscito che… ” Scorro verso il basso e capisco tutto xD xD. Sinceramente, per quanto Stephen King sia un bravo scrittore, non lo metto in dubbio, ho letto pochi suoi libri e devo dire che non mi hanno entusiasmato più di tanto, non ricordo nemmeno i titoli in particolare e alcuni non li ho nemmeno finiti. Comunque sia appena vedrò il film ti farò sapere ;). Buon pomeriggio! Killerrrr

    • The Butcher ha detto:

      Ciao killer! Sono molto felice che la recensione ti sia piaciuta =)
      Comunque sia di Stephen King ti consiglierei di leggere libri come “La bambina che amava Tom Gordon”, “Misery”, “It”, “Il miglio verde” (libri molto forti con un’introspezione dei personaggi fatta veramente bene). Ci sarebbero anche tanti altri libri da citare in merito, ma per ora è meglio se leggi questi qui. Stammi bene e passa una bella serata ;)

    • Shiki ha detto:

      Ciao Killer :)
      Dopo i gusti son gusti ma è indiscutibile che King sia uno scrittore bravissimo! Soprattutto, al di fuori del genere (horror o comunque thriller, drammatico) io adoro come parla dei personaggi e per ora ho letto solo due libri suoi e voglio recuperare xD! Passa una belle giornata e un buon week-end :D

  2. wwayne ha detto:

    Di King ho letto nell’ ordine:

    Cell
    Joyland
    Christine la macchina infernale
    22/11/’63
    The Dome
    Ossessione
    Carrie
    Le notti di Salem
    Buick 8

    Sono state tutte e 9 delle bellissime esperienze, dei veri e propri viaggi all’ interno di un libro unico, di un mondo sconosciuto, di una mente geniale.
    E, come sempre succede alla fine di un bel viaggio, si é soddisfatti di come é andato, ma si é anche tristi, perché avremmo voluto prolungarlo per sempre.
    Ciò che apprezzo di più di King é l’ empatia che riesce a creare tra il lettore e i personaggi del romanzo. Ad esempio, mentre leggevo 22/11/’63 mi affezionavo profondamente non soltanto al protagonista, ma anche ai personaggi di contorno. E’ davvero un’ abilità non comune.
    Visto che abbiamo dei gusti letterari in comune, spero che questo mio post (in cui parlo anche di King) ti dia degli spunti per le tue letture future: http://wwayne.wordpress.com/2013/08/24/la-fine-di-un-altra-era/. : )

    • The Butcher ha detto:

      Il fatto che King riesca a farti amare un personaggio o a farti capire i suoi sentimenti lo rende un bravissimo scrittore. Poi queste sono cose che ricerco spesso nei libri; per me un personaggio deve avere un’ottima introspezione psicologica anche se non originale, ma deve averla.
      Ho visto il tuo blog e letto il tuo articolo su Stephen King e mi è piaciuto molto. Ti terrò d’occhio da ora in poi ;)

  3. pazzaserialkiller ha detto:

    Un salutone e buon weeeeek-end ;D ;D . Kill

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