Hacker; tra mito e realtà

Pubblicato: 25 febbraio 2014 da Shiki Ryougi 両儀 式 in Cultura
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Dopo l’articolo di The Butcher mi sono arrovellata un po’ per trovare un’idea su cui scrivere. Non avevo voglia di fare recensioni, anche se ci sono tante cose di cui vorrei parlarvi, quindi alla fine ho deciso per un argomento che mi affascina da molto tempo.
Io posso dire di essere rimasta affascinata dai computers alla tenera età di sei anni circa (in pratica quando vidi la sala d’informatica alle elementari, che ovviamente non ci fece quasi mai usare) ma misi le mani davvero su una di queste splendide macchine all’età di dieci anni, quando i miei ne comprarono uno. Però fino ai dodici anni lo usai solo per giocare, dopodiché ho iniziato a esplorare la rete (in cerca di giochi xD) e a frequentare forum, soprattutto di Harry Potter.
Già da quel momento cominciai a comprendere che ciò che avevo sotto mano non era un semplice gioco, però solo quando a quattordici anni me ne regalarono uno tutto per me (computer che uso tutt’ora, insieme a quello nuovo comprato l’anno scorso) iniziai a “smanettare”, inoltrandomi in “luoghi” da me inesplorati e combinando, come è giusto per chi esperimenta, qualche casino, che a volte risolvevo da sola e altre volte no (ovviamente mi capita tutt’ora, ma dopo imparo sempre qualcosa di nuovo).
A circa quindici anni sentii il termine Hacker e subito cominciai a cercare delle informazioni.
Chi sono gli Hacker?
Ovviamente molta gente mi risponderà cose del tipo: “Pirati informatici”, “Ti rubano i soldi, la password, ecc…”.
E io vi dico ni, ed ecco perché:
La cosa più semplice da dire è che l’hacker è un “curioso”, che non si limita a usufruire di qualcosa senza conoscerne la profonda composizione, pregi, difetti, ecc. E’ una persona che non si fa ostacolare dai limiti imposti dall’intelletto e dalle leggi e cerca un modo creativo per superare i problemi e questo concetto non è applicato solo all’informatica o all’elettronica, ma in generale nella vita (può essere considerato un Hacker dei suoi tempi Leonardo da Vinci).
Ovviamente la curiosità porta a volte in luoghi che non si dovrebbero esplorare o conoscere, ma dopo ogni individuo è diverso e della sua conoscenza ne fa ciò che vuole.
Un Hacker non si definisce mai tale e tanto meno si pavoneggia per le sue conoscenze (quelli in caso sono i Lamer) e nella tv, tempio della disinformazione (per fortuna non guardo più la tv, salvo eccezioni, da quando avevo circa dieci anni), è dilagato il sinonimo tra Hacker e criminale, concetto totalmente sbagliato.
Coloro che hanno le conoscenze dell’hacking (intese come profonde conoscenze informatiche) ma utilizzano questo sapere per rubare, ecc, sono definiti Cracker.
Dopo vi è una profonda distinzione, tipo una scuola di pensiero, che vengono indicate come: White hat e Black hat.
White hat è l’hacking etico, coloro che lo praticano sono finalizzati, nel campo dell’informatica, a individuare le falle in un sistema di sicurezza e a segnalarle al proprietario a modo che possa proteggersi meglio. Questo tipo di Hacker bucano quindi i sistemi di sicurezza con il solo scopo di migliorarli. La loro filosofia è di espandere le loro conoscenze e quella degli altri.
Black hat invece è l’hacking fine a se stesso, fatto per soldi (come nel caso dei Cracker) o semplicemente per arrecare danno alle altre persone con anche il semplice scopo di divertirsi.
Ci sarebbero tante cosa da dire, quello che ho introdotto è semplicemente ciò che ho appreso in generale sulla filosofia Hacker. Ovviamente potrei essere stata imprecisa o aver tralasciato cose importanti, ma qui volevo semplicemente introdurre l’argomento.
Concludo parlando del simbolo adottato dagli Hacker (quindi non idoneo a chi compie atti di cracking), cioè il Glider (navicella):

Adottato nel 2003. Il suo scopo è di identificare i sostenitori della comunità hacker senza autoproclamarsi tali (come ho già detto un vero Hacker non si autoproclama mai come tale) ma significa piuttosto esprimere rispetto verso gli ideali, la cultura e lo stile di vita hacker, riconoscendosi gli uni con gli altri.
Il glider è l’esempio più semplice di navicella (la navicella è una configurazione di celle in grado di traslare nello spazio con lo scorrere delle generazioni. Una configurazione è chiamata navicella se, in seguito a un numero finito di generazioni, chiamato periodo della navicella, essa si ripresenta nella medesima disposizione e orientazione, ma in una posizione spaziale differente) visto che ha un periodo di 4, ossia assume quattro differenti disposizioni durante la traslazione:

Concludo quindi dicendo che a quindici anni mi passò per la testa di “diventare” hacker ma poi realizzai che mi toccava quasi lasciar perdere la scuola, restando attacca al pc 24 ore su 24 e ho pensato che era meglio finire le superiori. (Adesso penso che sia un bene finire l’università xD).
Ora so solo che voglio curiosare in giro e sostengo questi ideali, cioè conoscere e permettere anche agli altri di conoscere. Le persone devono attingere al sapere da sorgenti libere.
Questo è quello che penso e ciò a cui voglio contribuire.

[Shiki]
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commenti
  1. pazzaserialkiller ha detto:

    Davvero interessante, molte robe su hacker e affini le conoscevo già perchè mi è sempre piaciuto informarmi su queste cose, ma la faccenda del Glider non l’avevo mai sentita prima d’ora xD. Anche a me sarebbe piaciuto diventare un’hacker, lo ammetto, ma più che altro mi sarebbe piaciuto essere una espertona di pc e affini, ho sempre adorato smanettare in giro… Ma alla fine, diciamo che non ho mai approfondito la cosa, poi mettici la mancanza di tempo e anche un pò la voglia, ho lasciato perdere subitissimo xD. Già è un miracolo se c’ho capito qualcosa di Programmazione -.-”… No comment xD. Ehehe, buona serata!! :) Killerrrr ^^

    • Shiki ha detto:

      Be le cose che ho scritto in realtà anche io le do molto per scontate, ma tanta gente quando gli nomini la parola hacker mi tira fuori “criminale informatico” e allora ho voluto un po’ chiarire queste semplice cose e allo stesso tempo raccontare la mia esperienza. Io con il pc me la cavo e come ho detto adoro smanettare (con conseguenze ogni tanto xD) ma con il tempo spero di raggiungere dei buoni livelli. Mi considero normale ma poi quando vedo i computer di certa gente mi viene da strapparmi i capelli… xD Comunque sono felice che l’articolo ti è piaciuto ;) Ciao e buona giornata ^.-

  2. pazzaserialkiller ha detto:

    Un salutone e buona domenica sera gente!!! :D :D :D Killer

  3. amleta ha detto:

    Un vero hacker di solito non viene a dirlo a nessuno di esserlo. Questo per un motivo ben preciso comunque. Di solito un hacker è contro il sistema e quindi fa di tutto per distruggere e non per conoscere. Poi però ci sono delle eccezioni, come in tutti i gruppi, e quindi nel gruppo degli hacker c’è pure gente che ama aiutare gli altri, mettersi al servizio di quelli che hanno bisogno, soccorrere e far in modo appunto che la tecnologia sia libera da censure e limiti.

    • Shiki ha detto:

      Un vero Hacker non vuole distruggere ma conoscere. Quelli che vanno contro il sistema e vuole distruggerlo sono gli Hacker Black Hat. Un vero hacker non dice di esserlo perché da solo non potrebbe definirsi tale. Cioè un hacker old school non può vantarsi di esserlo perché andrebbe contro la filosofia vera e propria dell’hacker. È vero che generalmente un hacker è un anarchico ma dopo bisogna distinguerli. I veri hacker non vogliono avere niente a che fare con coloro che “distruggono” il sistema e usano il loro talento per rubare, ecc. Quelli sono i cracker, erroneamente chiamati hacker dai giornalisti. Poi dopo il discorso varia da individuo a individuo. Però un vero hacker ama conoscere e andare oltre i limiti ma senza rubare o fare danni. Non ho mai detto che sono paladini della giustizia che aiutano sempre gli altri. ;)

      • amleta ha detto:

        Grazie per la tua spiegazione, in effetti quando si parla di hacker si usa solo questa parola, ma giustamente anche in questo gruppo c’è differenza. la cosa ti tocca sul vivo vedo :)

        • Shiki ha detto:

          Di niente. Sì, si tende a generalizzare, soprattutto lo fanno i media ma come in tutte le cose vi sono ben più complessità e differenze sotto. Comunque è un argomento che mi interessa molto. ^-^

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