Ben ritrovati di nuovo nel nostro blog!
Finalmente sono tornato e sono pronto a farvi conoscere qualcosa di molto interessante…

Anche questa volta la recensione si baserà su un anime.
Non uno qualunque, ma quello che ho portato come tesina all’esame di Maturità.

L’anime di oggi è Ergo Proxy, una serie fantascientifica del 2006, composta da 23 episodi, creato da Manglobe e Geneon Entertainment con la regia di Shuko Murase (Witch Hunter Robin) e la sceneggiatura di Dai Sato (Ghost in the Shell: Stand Alone Complex, Cowboy Bebop, Eureka Seven, Samurai Champloo).

 

 

La storia è ambientata nel 7207 e il pianeta terra si trova in uno stato di degrado da quando, 5 mila anni prima, è stato colpito da un cataclisma. Sembra essere rimasta un’ultima roccaforte per l’essere umano ed è una Città-Cupola (Dome-City) chiamata Romdo, luogo in cui gli uomini vivono insieme a degli androidi chiamati Autoreiv. Questo è considerato una specie di paradiso, talmente perfetto da essere considerato un’utopia riuscita anche perché, oltre ad essere un mondo privo di sentimenti, la criminalità è inesistente, almeno fino al giorno in cui vengono scoperti degli omicidi efferati che sconvolgono la popolazione.
Il caso viene affidato all’ ispettore del Citizien Information Bureau of Investigation (CIBI), Re-L Meyer, ragazza giovane ma molto ambiziosa.
Come se non bastasse, oltre agli omicidi a Romdo si sta propagando un nuovo virus informatico, chiamato “Cogito”, che colpisce gli Autoreiv, dandogli la capacità di provare sentimenti, cosa che fa cadere a pezzi l’equilibrio della città.
Infine un mostro rinchiuso in un laboratorio, il Proxy, si risveglierà e sfuggirà agli scienziati. Quest’ultimo fatto sarà occultato, ma Re-L, riceverà appunto la visita di questa creatura che sembra in qualche modo collegata al personaggio di Vincent Law, un immigrato giunto da poco a Romdo.

 

 

Un anime molto complesso nella narrazione che è riuscito a sorprendermi parecchio. Prima di tutto bisogna dire che questo prodotto parla di vari argomenti filosofici e prende spunto da molte opere letterarie. In certe scene o ambientazioni si ispira molto a opere architettoniche o a dipinti.

Ma partiamo con ordine. Il tema fondamentale dell’anime, e che molti di voi capiranno da subito, è principalmente il “Cogito Ergo Sum” di Cartesio. In breve il filosofo francese diceva che la realtà che ci circonda era un’illusione indotta da un “genio maligno”. L’uomo però non era un’illusione in quanto lui dubita e quindi pensa. Pensando, sa di esistere. Nell’anime questo principio sembra essere messo in dubbio quando Vincent Law scopre di essere legato al Proxy. E sarà sempre il Proxy che lo farà dubitare della suo essere. Infatti, chi dice che Law non sia altro che un qualcosa creato dalla mente del Proxy? In questi momenti avremo degli “scontri” filosofici tra i due che a mio avviso sono alcune delle scene migliori dell’anime.

 

 

Molte cose si ispireranno anche a opere letterarie come ad esempio “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley. In questo libro la perfetta città di Londra è quasi identica a quella di Romdo: senza crimini, senza malattie ovvero il mondo perfetto che tutti sognano. Però in entrambi i casi sembra esserci qualcosa di sbagliato: ne Il mondo nuovo gli umani hanno sentimenti e pensieri impostati fin da quando sono nati in modo da poter svolgere il proprio ruolo per la società e coloro che hanno idee diverse, anche solo di poco, vengono considerati strani. In Ergo Proxy invece l’equilibrio della città-cupola sembra invece doversi sgretolare da un momento all’altro dimostrando la fragilità di questo “ultimo paradiso”. Romdo dimostra anche di avere un lato oscuro e crudele in cui si farebbe di tutto pur di mantenere per un po’ di tempo quel fragile equilibrio.

L’anime potrebbe anche essere definito una serie “On the road” cioè i cui avvenimenti avvengono principalmente durante un viaggio. Sarà proprio il viaggio la tematica fondamentale dell’anime.
Coloro che lo affronteranno sono Re-l, Vincent e Pino, quest’ultima una piccola autoriev infetta dal Cogito. Oltre ad affrontare diverse avventure i nostri protagonisti capiranno chi sono veramente (quindi una ricerca del proprio Io). Sarà anche un modo per trovare una ragione di esistere, di capire qual’è il loro ruolo nel mondo e trovare così una risposta alla loro vita. Saranno presenti molte introspezioni psicologiche dei personaggi e alcuni episodi saranno dedicati esclusivamente a esse.
Consiglio di stare molto attenti alle varie spiegazioni e al filo narrativo durante gli episodi in quanto non è un anime semplice e una seconda visione sarebbe d’obbligo.

 

 

Passando al lato tecnico, Ergo Proxy raggiunge la perfezione.
Possiede una grafica semplice ma allo stesso tempo pulita con dei toni molto scuri che sottolineano l’atmosfera di smarrimento e decadenza presenti nell’opera. Le ambientazioni sono realizzate molto bene a partire dalla “perfetta” città di Romdo agli ambienti desolati e cupi dell’esterno (oltre alle varie città distrutte che incontreranno durante il tragitto, anch’esse oscure e alcune di loro molto claustrofobiche). Ci saranno perfino dei richiami architettonici e letterari come ad esempio la Sala del Reggente di Romdo che ricorderà in parte la Sagrestia Nuova di Michelangelo (saranno per giunta presenti le statue sopra le tombe di Giuliano e Lorenzo, ovvero Il Giorno e La Notte , L’Aurora e Il Crepuscolo, che nell’anime saranno gli autoriev del Reggente).

Alcune scene invece saranno degli ottimi richiami artistici come quando, nell’episodio quattordici, vedremo Re-L galleggiare nell’acqua come l’Ophelia di J.E. Millais, dipinto in cui vediamo Ofelia, una ragazza innamorata di Amleto che, resa pazza per essere stata respinta da quest’ultimo, mentre raccoglie fiori vicino al lago, scivola e muore annegata. Oppure richiami cinematografici a Blade Runner e La Corazzata Potemkin (in quest’ultimo verrà ripresa la famosa scena del passeggino).

Ho adorato anche il character design dei personaggi, soprattutto quello di Re-l, dei vari Proxy e degli autoriev. Parlando dell’aspetto della protagonista devo dire (e sono sicuro che in molti l’avranno notato) che assomiglia ad Amy Lee,  la famosa cantante degli “Evanescence” (cosa molto buona dato che adoro quel gruppo musicale).

Al disegno seguirà l’uso della CG (computer grafica) che, al contrario di quanto succedere con alcuni anime dell’ultimo periodo, non stona per niente con il resto, anzi, aiuta il livello tecnico dell’anime.

Anche i combattimenti, nonostante la loro brevità, sono realizzati bene e non annoiano per niente.

 

 

Le musiche sono perfette e ho adorato tantissimo l’opening e l’ending (la prima è Kiri dei Monoral mentre l’ultima è la fantastica Paranoid Android dei Radiohead)

Con questo chiudo dicendo che Ergo Proxy non è un anime adatto a tutti e consiglio di guardarlo agli amanti del genere o a chi ha voglia di stare attento e non guardare un anime “leggero”.
Vi ringrazio di cuore della vostra attenzione!

 

 

[The Butcher]
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commenti
  1. pazzaserialkiller ha detto:

    Ne avevo già sentito parlare, ache molto bene mi pare xD. Comunque davvero l’hai portata in tesina?? Che figata xD xD! Ottima recensione, molto ben dettagliata, fatta strepitosamente ;). Buon week-end a tutti voi ;) . Killer

    • Shiki ha detto:

      Grazie mille, buon week-end anche a te!
      Come già detto, la visione di questo anime è consigliatissima, ma ovviamene non si tratta di qualcosa di semplice (come Kara no kyoukai). Ciaooo :)

    • The Butcher ha detto:

      Grazie mille, Killer =D
      Comunque sì, l’ho portata all’esame e ha un po’ sorpreso i professori (non perché fosse qualcosa di meraviglioso ma per il fatto di aver portato come tesina un anime).
      Stammi bene e buona domenica!

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