Bentornati e benvenuti a una nuova recensione!
Quest’oggi torno a parlare di film (era da un po’ di tempo che non ne recensivo uno).
Il film in questione è Io ti salverò (in inglese Spellbound che dovrebbe significare “incantato”) diretto da Alfred Hitchcock nel 1945 e tratto dal romanzo di Francis Beeding, La casa del dottor Edwardes.

La trama è la seguente: La protagonista della storia, la dottoressa Constance Peterson (Ingrid Bergman), lavora in una clinica psichiatrica, chiamata Villa Verde, e lì apprende dell’arrivo imminente di Anthony Edwardes, un noto scienziato che dovrà sostituire il direttore della clinica, il Dr. Murchison, in quanto quest’ultimo ha avuto un esaurimento nervoso.
Constance  si innamorerà subito di Anthony, ma la situazione degenererà quando scoprirà che lui in realtà è John Ballantine, un uomo che soffre di amnesia e che crede di essere l’assassino del vero Edwardes (è importante aggiungere che lui ha il terrore di vedere linee scure parallele su un fondo bianco, fattore che sarà fondamentale nel film).
Lei però non crede che si stato lui ha compiere l’assassinio e farà di tutto per scoprire la verità e salvare il suo amato.

Ci sarebbero tante cose da dire riguardo quest’opera e inizierò parlando della protagonista. Il personaggio di Ingrid Bergman mi è piaciuto molto, in quanto si è dimostrata una donna forte e coraggiosa che, al contrario di quanto dicessero gli altri, ovvero che l’assassino era John, ha continuato a difendere la persona amata fino alla fine e, attraverso le sue conoscenze nel campo della psicanalisi, ha cercato in ogni modo di far ricordare tutto l’accaduto a John. Mi piace vedere nei film donne forti e intelligenti e in questo qui sono stato accontentato.

Il lato tecnico è realizzato con molta cura (come in ogni film di Hitchcock). La regia è molto precisa e ci propone interessanti inquadrature (mi è rimasta in mente una delle scene più famose e belle del film, dove la protagonista bacia per la prima volta John e nella sua mente vediamo aprirsi sette porte che dovrebbero rappresentare l’amore sbocciato tra i due).

La parte migliore però la troviamo quando Ballantine racconta il sogno che ha fatto a Constance e al Dr. Brulov, mentore della protagonista, il quale è stato realizzato con l’aiuto di Salvador Dalì, massimo esponente del Surrealismo. Apro una piccola parentesi: questa cosa non dovrebbe sorprende in quanto il Surrealismo è nato proprio grazie alla psicanalisi di Freud e, in particolar modo, al libro L’interpretazione dei sogni che incantò molte persone tra i quali André Breton, fondatore del movimento.
Tornando al film, il sogno ha proprio caratteri onirici e surreali, oltre che citazioni alle opere dello stesso Dalì (la ruota distorta fa pensare subito al dipinto La persistenza della memoria).

Un’altra sequenza rimasta nella storia la si trova nel finale, con l’inquadratura della pistola puntata contro la protagonista. Una scena piena di tensione e ansia, ma anche molto originale e ben fatta.

Un’altra nota positiva va alla colonna sonora diretta da Miklós Rózsa e che gli è valsa il suo primo Premio Oscar alla migliore colonna sonora (negli anni seguenti ne vincerà altri due). Essa riesce infatti a darti sensazione di tranquillità e gioia (le scene romantiche tra i due protagonisti) e altre piene di tensione e di profonda drammaticità. Ciò è dovuto anche all’uso del theremin, un strumento musicale elettronico che verrà utilizzato in altri film (come Ultimatum alla Terra o Qualcuno volò sul nido del cuculo)

Infine posso dire che  Io ti salverò è un film veramente ottimo, una bellissima storia d’amore con una donna forte e grande tensione dove possiamo ritrovare temi cari a Hitchcock, come ad esempio il senso di colpa,

C’è solo una piccola nota negativa in quest’opera, ovvero la guarigione del protagonista. Nella realtà riprendersi da una forte amnesia richiederebbe molto più tempo e sarebbe anche più faticoso, ma questi sono dei piccoli dettagli e non cambia la mia opinione che questo film è da guardare assolutamente.

Detto questo chiudo e vi lascio in pace almeno fino al nostro prossimo articolo!

[The Butcher]

P.S. Io e Shiki abbiamo visto Dragon Trainer 2 e ci è piaciuto molto. Come ha detto Shiki, era più maturo del precedessore.
P.P.S. E’ uscito Kara no Kyoukai: Mirai Fukuin! Era da un sacco di tempo che aspettavamo la sua uscita. Mi sento realizzato!

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commenti
  1. pazzaserialkiller ha detto:

    E’ inutile dire che questo film mi ispira a dir poco, visto la tematica *^*…. Bella recensione, voglio assolutamente vederlo xD . Un salutone ragazzi!! :) Killer

  2. pazzaserialkiller ha detto:

    Hello, buona serata a voi!! :D :D Killerrrr

  3. Filomena scrive... ha detto:

    Ottimo articolo. Quasi, quasi ci faccio un pensierino, ma il bianco e nero mi crea una repulsione istintiva quanto profonda… credo di non aver mai visto film in bianco e nero. A parte Totò!

  4. amleta ha detto:

    Questo è uno dei pochi film che non ho ancora visto del grande maestro del thriller. Però spero di poterlo trovare e vedere presto. La storia mi intriga molto e come altri film di questo regista, la psicologia dei personaggi e di tutta la storia è la cosa più interessante :)

  5. ombreflessuose ha detto:

    Visto e rivisto e a parte la trama coinvolgente e il superbo Hitchook, la recitazone è affidata a due Grandissimi ( che amo): Ingrid Bergman e Gregory Peck
    Un sorriso serale
    Mistral

  6. sonofsorat ha detto:

    Grandissimo film…ma d’altronde stiamo parlando di Alfred Hitchcock.

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