E si ricomincia con la recensione di un nuovo film…
Oggi voglio parlare in particolare di uno che ho recuperato da poco tempo e che ormai fa parte dei miei preferiti.

Léon, film del 1994 diretto dal francese Luc Besson (Nikita, Il quinto elemento) e interpretato da Jean Reno, Gary Oldman e una giovanissima Natalie Portman.

Il protagonista della storia è Léon (Jean Reno), un sicario professionista dedito solamente al suo lavoro. La sua però è una vita senza emozioni e totalmente vuota, ma ciò cambia quando dei poliziotti corrotti del dipartimento antidroga, capitanati dallo psicotico Stansfield (interpretato da uno straordinario Gary Oldman), irrompono nell’appartamento dei suoi vicini, uccidendoli tutti. L’unica sopravvissuta è Mathilda (Natalie Portman), una ragazza di quattordici anni, che era uscita per andare a comprare il latte per Léon. Lei chiede aiuto al sicario il quale, dopo un po’ di indecisione, decide di accoglierla. Dopo aver scoperto che il suo salvatore è un killer professionista, la ragazza gli chiede di aiutarla a vendicarsi, ma non per la morte della famiglia in generale, ma solo per il suo fratellino di quattro anni (lei aveva molti conflitti col resto della famiglia).

Questa è la trama in generale del film, un film coraggioso che riesce ad unire scene d’azione magnifiche (quella iniziale e lo scontro finale le ricorderò per sempre) a momenti intense e profonde come ad esempio il rapporto tra Léon e Mathilda che si trasforma in amore, non un amore volgare, ma qualcosa di puro e semplice che non cade mai nel banale.
Il tutto reggere anche grazie alla bravura degli attori che riescono a caratterizzare bene i propri personaggi; Jean Reno (probabilmente in una delle sue interpretazioni migliori) da il giusto carisma a Léon, killer analfabeta che ha come regola quella di non uccidere né donne né bambini e che si prende cura di una pianta.
Il ruolo di Gary Oldman invece è quello che è riuscito a colpirmi di più. Stansfield è uno psicopatico e lo si vede già nella sua prima apparizione con quelle movenze e tic nervosi e la sua ossessione per la musica classica.
Non dimentichiamoci poi di Natalie Portman che non ha avuto un ruolo facile, visto anche l’età che aveva (oltretutto questo fu il suo primo film). Ragazza maltrattata dalla famiglia, in cerca di vendetta per color che le hanno assassinato il fratellino e innamorata del suo salvatore.

Di certo questo trio sarà quello che rimarrà in mente a tutti coloro che guarderanno Lèon.

La regia di Besson è impeccabile. Riesce a creare degli ottimi movimenti con la telecamera e a impostare scene perfette e anche simboliche. Da ricordare ad esempio il momento in cui Mathilda suona all’appartamento di Léon per chiedergli aiuto e di come la luce colpisce il volto della ragazza quando quest’ultimo gli apre la porta (a significare proprio la salvezza di Mathilda da una fine certa e, secondo me, anche un nuovo inizio per lei).

Tecnicamente il film non fa una piega; tutto è realizzato con la massima cura come ad esempio le musiche, perfette per ogni momento del film e davvero toccanti, composte da Éric Serra (che d’altronde ha partecipato alla maggior parte dei film di Besson) .

Consiglio a tutti di vedere questa perla del cinema. Vale veramente la pena di guardarlo, anche più e più volte, perché la storia e i suoi personaggi riusciranno sicuramente a colpirvi ed emozionarvi.

La recensione finisce qui! ^-^

In questo periodo pensavo che sarebbe anche ora di fare qualche articolo sui libri che io e Shiki abbiamo letto (ce ne sono tantissimi).
Vedremo poi in futuro…

Intanto auguro a tutti una buona giornata!

[The Butcher]
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commenti
  1. Fannes ha detto:

    Bellissimo, ovviamente da lacrime :)

  2. amleta ha detto:

    Questo film dimostra che una persona che si sente sola e bisognosa può anche legarsi ad un individuo che fa l’assassino. Questo perchè tra una condizione di solitudine e un pò di compagnia l’essere umano preferisce sempre la compagnia. Inoltre la ragazzina è anche senza famiglia e quindi la cosa è anche più che normale. Credo che questo tipo di legame sia una cosa molto particolare, un pò come quella sindrome, di cui non mi viene il nome, tra il rapitore e il rapito. Un film da vedere sicuramente :)

    • Shiki ha detto:

      Già, hai ragione ma non dimentichiamoci che è interessante anche il punto di vista di Leon: un assassino, analfabeta, senza nessun calore nella sua vita, riscopre e rimpara a vivere grazie a Mathilda. Un film davvero molto bello e da vedere! ^-^

  3. pazzaserialkiller ha detto:

    Non sembra assolutamente un brutto film, anzi, dalla recensione devo dire che mi ispira, magari ci faccio un pensiero, se lo trovo in giro ;). Nel frattempo buon inizio settimana, statemi bene gente” ^^ Killerrrr

    • The Butcher ha detto:

      Grazie mille, Killer! Fidati, il film è molto bello. Probabilmente il migliore del regista!
      Auguro un buon inizio di settimana anche a te!

  4. Pakap ha detto:

    Io amo questo film.
    Non mi stanco mai di rivederlo e ogni volta mi piace più della precedente!
    Trama stupenda, ottima sceneggiatura, abile uso della telecamera e attori capaci. Cosa si può chiedere di meglio?

  5. […] Natalie Portman (che ha in giovinezza interpretato Mathilda in Léon, magnifico film recensito qui da The Butcher), la quale riesce a recitare con estrema passione alcune commoventi scene in cui […]

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