Alcuni di voi forse sapranno del mio recente acquisto su Steam… *-*
Un po’ di giorni fa mi sono comprata To the Moon e dopo averlo finito ho immediatamente deciso di farci una recensione, in quanto merita tantissimo!
Si tratta di un gioco di genere: RPG, Avventura, Fantascienza, Drammatico e Psicologico. Sviluppato con RPG Maker XP da Kan Reives Gao, viene rilasciato l’11 novembre 2011; è la prima produzione commerciale del suo team di sviluppo di videogiochi indie chiamato Freebird Games.

Trama: Il gioco inizia con l’arrivo della Dottoressa Eva Rosalene e il Dottor Neil Watts in una bellissima villa costruita su una scogliera, accanto a un vecchio faro abbandonato. In questa casa vi abita l’anziano Johnny Wyles, ormai prossimo alla morte, insieme alla badante Lily e ai due figli di lei. I due dottori appartengono alla Sigmund Corp., una società che offre ai suoi clienti la possibilità di esaudire un loro desiderio, attraverso l’impianto di ricordi artificiali. Dato che queste memorie andrebbero in contrasto con le vere memorie del paziente, questo procedimento viene effettuato solo su persone a cui resta poco tempo da vivere, in modo da garantire loro una morte serena e senza rimpianti.
Il loro compito sarà di esaudire il sogno di Jhonny, ovvero andare sulla luna.

Ho letteralmente amato questo gioco e per vari motivi. Partiamo con ordine…
Prima di tutto la grafica e le mappe veramente curate e ricche di dettagli; come molti ben sapranno, i giochi sviluppati con i tool RPG Maker hanno uno stile che ricorda quello dei videogiochi per gameboy e spesso è difficile rendere le mappe realistiche e ben strutturate, soprattutto se si fa uso di grafica amatoriale. In questo caso il lato del mapping è risultato, almeno secondo me, davvero ottimo. L’uniche note dolenti sono la poca possibilità di esplorare (il gioco risulterà molto lineare) e alcuni piccoli bug presenti, come ad esempio la sovrapposizione di pezzi di mappa sui personaggi.


Un altro lato fantastico è la splendida colonna sonora.
Non ci sono molte parole da dire, fate prima ad ascoltarla °-°

E adesso veniamo al lato sicuramente migliore di tutto il gioco, cioè la trama.
Ovviamente, per ragioni di spoiler, non potrò dirvi niente, ma vi assicuro che sarà emozionante e commuovente. Tutti i personaggi chiave verranno caratterizzati profondamente, permettendo al giocatore di provare forte empatia per loro. In sole meno cinque ore di gioco riuscirete ad amarli o odiarli, avendo poi a cuore la loro sorte.
Infatti il gioco si basa fondamentalmente sulla storia e l’atmosfera, avendo invece un gameplay povero, finalizzato solo al proseguimento del viaggio tra i ricordi di Jhonny.

Per quanto riguarda il gioco non posso dire altro.
Se siete interessati vi consiglio di giocarci; costa pochissimo e ne vale sicuramente la pena! ;)

Volevo solo un attimo focalizzarmi su un piccolo dettaglio… il gioco è molto interessante anche perché sensibilizza i giocatori sulla misteriosa e sconosciuta Sindrome di Asperger (notare il tono ironico).
Alcuni personaggi del gioco hanno questa Sindrome (ovviamente non vi dico chi) e a dire il vero parlarne come se fosse una malattia è del tutto errato.
In Italia questa condizione risulta molto sconosciuta e sono pochi i veri specialisti che se ne occupano.
Si tratta di un disturbo pervasivo dello sviluppo ed è comunemente considerata una forma dello spettro autistico ad alto funzionamento. Per tanto chi ne è affetto non è esattamente autistico, almeno non come tutti pensano. Molti hanno in mente solo la forma autistica più grave, cioè quella in cui sono compromesse le capacità comunicative degli individui in maniera debilitante.
Gli Aspie (parola usata per indicare chi ha questa sindrome) sono persone con intelligenza nella media o superiore, ma che presentano alcuni problemi nella normale comunicazione e interazione con le altre persone; hanno spesso interessi limitati (che possono però variare nel tempo, come mania del momento) a cui dedicano molta parte della giornata. Sono molto ingenui e hanno difficoltà a interpretare i linguaggi del corpo delle persone, spesso rimanendo nel dubbio sul fatto se la persona con cui sta parlando è sincera o meno. Loro stessi sono spesso estremamente sinceri e tendono a dire le cose direttamente, risultando a volte fuori luogo o maleducati.
Solitamente possono presentare almeno una delle seguenti ipersensibilità sensitive: uditiva, tattile, visiva o olfattiva.
Quindi spesso possono non amare essere toccati o abbracciati, il chiasso, i suoni intermittenti, la folla, ecc.
Possono soffrire di depressione e di ansia a causa dei problemi che riscontrano con le persone; spesso diventano vittima di bullismo.
Generalmente sono di più i maschi a essere Asperger ma si è ultimamente visto che il metodo di diagnosi per le femmine non è del tutto corretto. Infatti le ragazze aspie, solitamente, risultano molto meno evidenti dei ragazzi. Sembrano magari solitarie, particolari, capricciose, sognatrici e fortemente ingenue ma sono brave a osservare il comportamento degli altri e ad agire di conseguenza mettendo in atto una recita per cercare di sembrare normali. Tutto ciò lo fanno spesso involontariamente.
Quindi è vero che sono di più i maschi a essere aspie ma molte femmine non vengono nemmeno diagnosticate, restando spesso con il dubbio di essere sbagliate.
Per chi è interessato consiglio di visitare i seguenti siti: Spazio Asperger & Mondo Aspie.
Qui invece c’è una simpatica raccolta di stereotipi Aspie (stereotipi, sottolineamelo).
Voglio solo aggiungere che si è notata una certa correlazione tra i DSA e gli Aspie. A volte un DSA è anche Aspie o viceversa. In fondo sono entrambe neurodiversità…
Un Aspie e DSA famoso è di certo Albert Einstein, ma anche molti altri!

[Shiki]
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commenti
  1. Il videogioco mi sembra interessante e ti ringrazio per la sensibilizzazione sulla sindrome di Asperger :) attualmente sono in lista d’attesa per la diagnosi presso uno dei pochi centri specializzati in Italia.

    • Shiki ha detto:

      Di niente :) Il gioco è molto bello ed è consigliatissimo! ^-^ Oltre tutto mi sembrava opportuno parlarne in quanto mi sto anche informando molto sull’argomento. Ho recentemente scoperto di essere DSA (con poi diagnosi ufficiale) e nel frattempo ho riconosciuto molto di me negli Aspie ma al momento non cerco la diagnosi.

  2. Pakap ha detto:

    Mi hai convinto!
    Gioco indie, breve e poco costoso, old style (come molti indie) e con una trama complessa… cosa si può chiedere di meglio in un uggioso weekend invernale?
    Uno di questi fine settimana mi ci dedico, sembra molto bello.

    Riguardo l’Asperger mi affascina da molto tempo, all’incirca da quando ho cercato di capire quale fosse il problema di House. E’ molto interessante il modo in cui si esprime e in futuro sono certo che avrò modo di approfondirne le cause e dunque comprendere la correlazione tra biochimica e fisiologia in questo disturbo; per ora mi limito a cercare simili personaggi in opere cinematografiche o simili e dunque in questo caso la tua recensione è molto gradita.

    P.s.: alcuni più che stereotipi sono la descrizione di un gamer accanito o di un libro-dipendente… e altri sono assurdi! Ahah!

    • Shiki ha detto:

      Sono felice di aver stimolato la tua curiosità :) Poi se lo giochi facci sapere! ^-^

      Comunque la sindrome di Asperger e l’autismo in generale, come molte altre condizioni, sono ancora un bel mistero. Ma sembra che una buona strada la stia aprendo l’epigenetica. Se sei interessato dai un’occhiata su internet.

      Comunque tieni conto che gli Aspie sono molto eterogenei, così come esiste spesso grosse differenze tra maschi e femmine. Il dottor House mi appare un po ‘ stereotipato ma ho visto poco la serie tv. Comunque quell’elenco di stereotipi è umoristico ma tieni conto che moltoooo spesso gli aspie sono lettori e videogiocatori accaniti! ;)
      Chi ha problemi con la socializzazione spesso si rifugia in altri mondi. Specialmente le femmine sono spesso dotate di grande immaginazione. :)

  3. Lentozzo ha detto:

    Volevo scriverci un articolo un po di tempo fa ma non ne sapevo abbastanza sulla sindrome, che ho conosciuto solo poco tempo fa proprio grazie a To the Moon, e parlare unicamente del gioco e non del resto non mi andava proprio. Prima o poi te lo ribloggo sicuramente!

    • Shiki ha detto:

      Ciao! Io qualche conoscenza ce l’ho (ho conosciuto la sindrome l’anno scorso tramite i libri della trilogia Millennium) e poi ci sono vicina in prima persona ma non mi ritengo abbastanza esperta al momento dal poterci fare veri e propri articoli dedicati. Però ne ho parlato qui, nella recensione della trilogia di Millennium che trovi nell’indice in alto nella sezione libri e nell’ultimo articolo pubblicato oggi, sul film “Molto forte, incredibilmente vicino”. Comunque se vuoi ribloggarlo per me è un piacere! Grazie mille per il passaggio ;)

  4. redbavon ha detto:

    Ciao! Ah…To the Moon! Anche io vi ho giocato, mi sono commosso e ho avuto l’irrefrenabile impulso di scriverne nella mia webbettola. Ho notato questa piccola gemma di “narrazione interattiva” che nasconde, nella sua semplicità tecnica, un numero di spunti e di letture multiple tra i pixel che eclissano produzioni tripla A che utilizzano un similare espediente narrativo. Heavy Rain, tanto per citarne uno. Ma la Sindrome di Asperger mi era proprio sfuggita!
    Non ne avevo mai sentito parlare e tu hai reso perfettamente l’idea: voglio veramente complimentarmi, di cuore e non formalmente come tale parola ormai sembra essere intesa. Ne hai parlato in un modo…naturale, mi hai dato informazioni e una visione immediatamente senza pregiudizi su un qualcosa che non conoscevo, senza cadere nella mistificazione, discriminazione, spettacolarizzare, strumentalizzazione (a volte anche involontaria). Cosa estremamente difficile quando si parla di una forma dello spettro autistico.
    Aggiorno il mio post To the Moon. Un groppo alla gola per la commozione. con una menzione alla Sindrome di Asperger e un link a questa pagina. I videogiochi fanno parte della nostra vita come un bel libro, una bella musica, un bel film…e tu ci sei riuscita in pieno!

    • Shiki ha detto:

      Ciao! :)
      Mi ha fatto davvero piacere leggere questo tuo commento… grazie mille! ^-^
      Io ho sentito nominare la Sindrome di Asperger solo un anno fa in un libro (il primo della trilogia Millennium di Stieg Larsson) e subito dopo sono andata a informarmi. Come per magia ho trovato tutte le risposte ai dubbi che mi attanagliavano da una vita. Da poco ho concluso la diagnosi di DSA (sono dislessica e discalculica) e più in là vedrò di farmi diagnosticare anche la sindrome, in quanto sono sicura, al 90 %, di essere Aspie. Questa sicurezza viene dal fatto che più m’informavo più mi sembrava di leggere articoli su di me, piuttosto che su bambini e individui Asperger. Forse per questo ho trovato così naturale descriverla… :)
      Comunque ti ringrazio anche per la citazione nel tuo articolo, tutto questo mi fa molto felice.
      To the Moon è davvero una perla tra i videogames, soprattutto per quanto riguarda quelli sviluppati con RPG Maker!
      Mentre Heavy Rain è nella mia lista. Ho intenzione di giocarci il più presto possibile.
      Il punto è che sono sempre piena di cose da fare… ma un po’ me le cerco anche io xD

      PS: Comunque sul gioco non viene esplicitato che alcuni personaggi sono Aspie, ma ci sono moltissimi riferimenti… e anche il libro che viene dato a River è di un autore molto importante che veramente esiste e tratta di tale sindrome. ^-^

      • redbavon ha detto:

        Il fatto che non venga esplicitato è un ulteriore conferma della cura riposta nel confezionare un’esperienza profonda e arricchente. Indizi precisi e concordanti sono sparsi, quando poi ho acquistato la colonna sonora To the Moon OST e ho letto che il 50% di questi profitti viene devoluto a enti che si occupano di autismo, ne ho avuto la prova. Ma ero rimasto in superficie. La “porta” m’è rimasta socchiusa, tu me l’hai spalancata.
        Mi ha fatto piacere che il mio logorroico commento ti abbia reso felice…

        Bando alle smancerie, ritorniamo al “lavoro” da videogamer: Heavy Rain, terminato una volta non ho trovato la voglia di provare altre sentieri narrativi e finali. Mi aspettavo di più dalla fanfara che lo aveva preceduto. I francesi spesso mi fanno questo effetto (anche al cinema). Ci sono eccezioni recenti che ti consiglio: Valiant Hearts e Remember Me. Darei precendenza a questi due; il primo se apprezzi l’emozione sull’interazione, il secondo se ami anche un pò di sano movimento di polpastrelli e qualche mazzata ben assestata. Altri giochi che, al pari di To the Moon, arricchiscono l’esperienza di gioco inducendo empatia ed emozioni, sono: il sottovalutato Rain e quel magnifico viaggio che è Journey. Troppo belli da non avere effetti collaterali sulla tastiera: Rain, rêverie digitale e Life is (a) Journey
        Non mi dispiacerebbe incrociare le tastiere per sapere tu sosa ne senti…Quando puoi e se ti va, vienimi a trovare nella mia webbettola, servo il peggior Grog di InFernet. Il primo giro lo offre la casa. L’invito è esteso anche al tuo compare, di “carne” al fuoco ce n’è tanta e dal nick direi che non è vegano. ;)

        • Shiki ha detto:

          Ok, grazie mille per i consigli (darò sicuramente un’occhiata e poi, presto o tardi, ti farò sapere) e l’invito. Ho già dato un’occhiata al tuo blog e sembra molto interessante. Ho letto qualcosa senza lasciare traccie, però. Di certo anche il mio Macellaio di fiducia apprezzerà molto l’invito :)

  5. Lentozzo ha detto:

    L’ha ribloggato su Un blog di poche parolee ha commentato:
    Il post che avrei voluto scrivere io.

  6. […] anche con gli articoli scritti e pubblicati da me in questo blog. Vi ricordate di quando parlai di To the Moon? Questo è un esempio di un articolo che ora non mi convince per niente ma qui ogni cosa resta, non […]

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