Forse qualcuno di voi lo sa, ma io nell’ultimo periodo sono diventato (purtroppo) un grande fan di Berserk di Kentaro Miura. In poco tempo sono rimasto così preso dalla storia e dai suoi personaggi che ho letto più o meno 30 volumi del manga. Cercando informazioni a riguardo ho scoperto che Miura in un’intervista aveva affermato che per il suo lavoro aveva preso spunto da Devilman di Go Nagai. Incuriosito, decisi di leggere questa breve serie… e sono rimasto stupito. Così tanto da considerare Devilman uno dei manga più belli che abbia letto.

Iniziamo a parlare della trama:
Il protagonista, Akira Fudo, rimane sconvolto quando il suo migliore amico, Ryo Asuka, gli rivela l’esistenza dei demoni. Costoro sono esseri diabolici, antecedenti agli umani, che abitavano la Terra milioni di anni prima e che sono rimasti ibernati nei ghiacciai fino ad oggi. Secondo Ryo l’unico modo per poter sconfiggere questi nemici è che una persona dal cuore puro si fonda con uno dei demoni in modo da combattere ad armi pari. Akira riesce nell’intento e unisce il suo spirito con quello di Amon, uno dei demoni più potenti. Da qui inizia la guerra tra Devilman e i demoni.

Inizialmente, chiunque si ritrovi a leggere Devilman, potrebbe pensare che sia solamente un manga horror/splatter dove il nostro protagonista batte di volta in volta il demone di turno. Niente di più sbagliato.
Non bisogna prendere sottogamba quest’opera che ha influenzato tantissimo molte opere successive (Berserk in primis).
Una caratteristica che molti noteranno è l’enorme influenza che la cultura cristiana ha avuto su Go Nagai. Infatti l’autore non solo citerà, ma tratterà alcuni argomenti della Divina Commedia di Dante Alighieri, L’Apocalisse descritta da Giovanni e molti argomenti dell’Antico Testamento; tutto in un modo originale e particolare.

Oltre ciò nei suoi disegni possiamo osservare momenti di pura poesia che ci fanno capire che Nagai non è solo un mangaka qualunque (la morte dell’arpia Silen è una delle scene migliori del manga). Anche se nell’opera notiamo che a volte i disegni dell’autore sono sproporzionati e privi di dettagli, riesce a recuperare terreno nelle scene d’azione dove queste imperfezioni rendono il tutto più dinamico e frenetico. Nei momenti horror mi è piaciuto parecchio l’uso dello sfondo nero e del tratto grezzo, ma soprattutto il fatto che non ci siano proporzioni favorisce meglio il senso di tensione e di horror che il lettore prova (non mi dimenticherò mai il personaggio Jinmen e quel maledetto guscio). Da notare il fatto che l’autore si sia ispirato ai disegni di Gustave Dorè creati per la Divina Commedia e ciò lo possiamo vedere specialmente nel personaggio di Devilman.

Ho apprezzato parecchio anche i dialoghi in quanto offrono un grande spunto di riflessione sul genere umano. Una delle domande più importanti che si farà il protagonista riguarderà proprio la natura umana: non sarà che il vero demone è l’uomo mentre invece quelle mostruose creature seguono soltanto la loro natura?
Verso la fine del manga non riusciremo più a distinguere il bene e il male.

 

 

Un altro particolare che ho adorato tanto è il diverso significato che l’autore ha dato rispettivamente al figura di Dio e quella di Satana. Specialmente quest’ultimo mi ha sorpreso in quanto è stato reso un personaggio molto “umano” e quindi unico nel suo genere. Purtroppo non posso soffermarmi troppo su questo argomento anche perché rischierei di fare spoiler troppo grandi.

Purtroppo Devilman non è esente dai difetti. Come ho già detto il primo difetto che salta all’occhio è il disegno.
Ci sono poi alcuni punti della trama non proprio chiari che vengono spiegati in fretta e furia e soprattutto il finale è stato troppo breve e sbrigativo nonostante il suo grande impatto.

In conclusione posso dire che Devilman è una grande opera malinconica, profonda, complessa e pessimistica che fa riflette molto sulla natura dell’uomo. Probabilmente non tutti apprezzeranno questo manga ma almeno bisogna riconoscerne l’enorme importanza storica che ha avuto.

 

 

Prima di chiudere volevo dirvi che l’edizione che ho io è quella del 2013 stampata dalla J-Pop la quale presenta nel terzo volume una serie di capitoli slegati dalla storia principale ovvero Time Travellers disegnato a posteriori di Devilman. La storia ci mostra Akira e Ryo viaggiare indietro nel tempo per impedire ai demoni di cambiare il corso della storia. Sono presenti ben cinque storie ambientate in diverse epoche. Quelle che ho apprezzato maggiormente sono state la prima e l’ultima (quella che mi ha un po’ deluso è la seconda).

Spero di aver parlato bene di quest’opera vista la sua enorme importanza e spero anche di non avervi annoiato!

 

 

[The Butcher]
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commenti
  1. Mi avevano già parlato molto bene di Devilman, dovrò darci una letta prima o poi. Mi sto convincendo sempre di più che i cosiddetti manga “vecchi” (quelli che sono sopravvissuti allo scorrere degli anni, ovviamente) siano molto superiori all’80-90% della produzione contemporanea.

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