Ecco qui la vostra Shiki (vostra è un modo di dire, in realtà io non sono di nessuno u.u) che vi recensirà un film o.o
Già, avete capito bene, oggi andremo a parlare proprio di un film!
Il protagonista in questione è Molto forte, incredibilmente vicino, un film del 2011 diretto da Stephen Daldry, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Jonathan Safran Foer.
A voi la locandina:

Trama:
Oskar Schell e suo padre Thomas Schell (Tom Hanks) hanno un rapporto molto particolare. Oskar è un ragazzino di 11 anni molto intelligente e sveglio ma ha diverse difficoltà, tra le quali il problema di parlare con le persone. Il padre, per aiutarlo e farlo divertire, ideerà dei giochi che permetteranno a lui d’interagire con gli altri.
Però, nel terribile attentato alle Torri gemelle, Thomas Schell perde la vita.
Circa un anno dopo la sua morte Oskar trova un pacchetto con dentro una chiave, nascosto in un vaso nella camera da letto dei genitori. Sul retro del pacchetto c’è scritto solo il cognome “Black”. A quel punto, credendo fermamente che quello è l’ultimo gioco lasciatogli da suo padre con l’intendo di dirgli qualcosa, Oskar si metterà a cercare cosa apre quella chiave.

Il film mi ha colpito sotto molti punti di vista. Cercherò pian piano di elencarveli, evitando gli spoiler…
Prima di tutto ho adorato il rapporto tra il protagonista e suo padre. Molto forte e pieno d’amore.
Oskar è un bambino intelligente, sensibile, pieno di fantasia e ingegno ma non è come gli altri, in lui qualcosa è diverso. Suo padre l’ha capito e fa di tutto per aiutarlo, rendendo tutto un gioco.
Posso subito dire che mi sono legata al film soprattutto perché ho rivisto mio nonno in Thomas Schell, mentre il bambino era molto simile a me, sotto molti punti di vista. Oltretutto mio nonno è morto quando avevo undici anni…
Poi, dopo questo bellissimo rapporto tra genitori e figli (il quale sarà il tema portante del film), la perdita del padre viene vissuta in modo straziante e man mano che la storia andrà avanti conosceremo sempre qualche dettaglio in più. Questo perché il film narrerà sia gli eventi precedenti che successivi alla morte del padre.
Vivremo il disagio di Oskar e vorremo anche noi sapere a tutti costi cosa apre quella chiave.

Molto interessante sarà anche il rapporto tra Oskar e lo strano inquilino che abita in casa della nonna.
Lui è un anziano signore che ha scelto, per ragioni a noi ignote, di non parlare più.
Insieme al ragazzino formeranno a una strana coppia.
Purtroppo però del signore sapremo molto poco. Penso che per saperne di più bisognerà leggere il libro da cui è tratto il film (cosa che io farò).
Però quel che vedremo basterà per incuriosirci abbastanza.

Ultimo, ma non meno importante, sarà splendido come verrà rappresentata la diversità di Oskar, oltre alla ottima interpretazione dell’attore. Lui ha la sindrome di Asperger e ha fatto richiesta per la diagnosi da poco tempo.
Questo perché, come già visto diverse volte, non è facile accorgersi della diversità dei propri figli. Si può pensare a loro come individui particolari, eccentrici, solitari, enigmatici e basta. A volte la diagnosi potrebbe non arrivare mai in tempo, addirittura in età adulta. Ma questa cosa capita, specialmente, molto spesso alle femmine.
Per informazioni sulla sindrome andate: Spazio Asperger, ma in rete troverete un mucchio di risorse e informazioni.
Ma è molto utile sottolineare la differenza del profilo femminile di questa sindrome: Mondo Aspie: speciale donne asperger.
Nel film l’attore saprà interpretare divinamente la sua diversità in quanto Aspie.
E ripeto che in lui mi ci sono vista centinaia di volte.

Concludiamo la recensione precisando che importante sarà anche il rapporto tra Oskar e sua madre, soprattutto dopo la morte di Thomas.
Questo è proprio un film da vedere, dove il tema della diversità e dell’amore tra genitori e figli la fanno da padroni.

 

 

PS: Siccome è proprio dell’amore che si parla in questa recensione, ne approfitto per ringraziare umanoalieno per averci nominato nel suo blog Dubbi Alieni, premiandoci con questo award: Condividere l’Amore

Perché in fondo chi è capace di amare davvero vive una vita migliore.
Io parlo di amore tra fidanzati, genitori e figli, amici. Ogni forma d’amore è importante e va rispettata.
Il mio proposito per l’anno nuovo?
Di trovare il modo di poter esprimere meglio il mio amore.
Agli altri posso apparire come una distaccata e fredda, ma dentro di me si cela tutt’altro.
Il mio obbiettivo è far meglio conoscere, sia a me stessa che agli altri, questo mio lato.

Lo so, non sono brava con i monologhi quindi finisco qui x.x
:)

Metto le regole per l’award e i miei nominati:

“Il mio obbiettivo è, portare l’amore nel mondo, offrire amore a chi ne ha bisogno, condividere l’amore che porto nel cuore”
Condividi questo premio con i tuoi amici Blogghisti (almeno 5) e scrivi anche il tuo obbiettivo, portiamo tutti assieme l’amore nel mondo.

Nomino:

Sì, sono pochi ma non mi veniva in mente chi altro nominare, questo perché sono svampita! xD

 

 

[Shiki]
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commenti
  1. {Ludica} ha detto:

    Sottoscrivo ogni parola. Quando l’ho visto sono rimasta impressionata dalle mille sfumature della personalità del bambino. Ogni minuto del film ero in uno stato di ansia per quello che si sarebbe scoperto dopo. Alla fine ammetto che ciò che mi ha colpito di più sono stati i micro temi, piuttosto che i temi portanti, perché trovo che sia un film fatto di piccoli dettagli che amano farsi scoprire passo dopo passo.

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