Anche in quest’articolo il vostro macellaio di fiducia farà una recensione, ma sta volta su una trilogia animata.
Ho deciso di parlare di questo argomento dato che tra pochi giorni (il 19 e 20 maggio) uscirà l’ultimo film al cinema e mi è sembrato giusto dirvi che cosa ne penso.
Non sapete di cosa sto parlando? (faccio finta che non abbiate letto il titolo a caratteri cubitali). Quello di cui vi parlerò sono tre lungometraggi tratti probabilmente da uno dei manga più belli esistenti (e anche uno dei miei preferiti in assoluto).
Ecco a voi Berserk – L’epoca d’oro! *applausi*

Trama:

Ambientato nelle Midlands, durante un periodo che possiamo classificare come Medioevo, seguiamo la storia di Gatsu (o Guts nella versione originale) un giovane mercenario che vaga nei campi di battaglia combattendo al soldo di vari signori. Dopo l’ultima vittoriosa battaglia, il nostro protagonista fa l’incontro con la Squadra dei Falchi, famoso gruppo mercenario capitanato da Griffith, un ragazzo molto ambizioso che cerca in tutti i modi di raggiungere il suo sogno. Tra i due si creerà una grande affinità, ma qualcosa di oscuro sta tramando nell’ombra…

Questa è a grandi linee la trama del primo film, L’uovo del re conquistatore.
La storia di questi tre film si baserà su un certo numero di volumi del manga originale, ovvero dalla fine del terzo fino al tredicesimo e sarà il lunghissimo flashback di Gatsu e dei Falchi.

Prima di iniziare a parlare in modo approfondito dei tre film, vorrei farvi conoscere lo studio che ha prodotto questa trilogia, ovvero lo Studio 4°C. Creato nel 1986 da Koji Morimoto e Eiko Tanaka, lo studio venne chiamato 4°C perché questa è la temperatura dell’acqua alla sua massima densità e con ciò si vuol dire che questa azienda è molto creativa e si impegna a produrre opere dense di sostanza e qualità.

Perché vi dico questo?
Perché essendo uno studio creativo, i suoi lavori sono realizzati in modo molto particolare, sia nella sceneggiatura sia nel lato tecnico. Berserk non è un’eccezione. Infatti la sua particolarità sarà l’enorme uso della CGI mista al Cel-shading (ovvero modellazione 3D che fa sembrare le immagini create in computer grafica come se fossero fatte a mano). Ma andiamo con ordine.

Con il primo film mi aspettavo molto di più. La trama è fedele alla storia, ma purtroppo ci sono state alcune cose che avrei voluto vedere. Una tra queste era il passato di Gatsu. Questo momento, nonostante la sua brevità, è stato molto emozionante. Nel manga Miura è riuscito a parlare in modo stupendo di come la superstizione possa arrecare danno alle persone e soprattutto l’avarizia dell’uomo. Per questo motivo mi è dispiaciuto che nel film l’abbiano trattato in modo sbrigativo, facendo vedere in modo confusionale alcuni momenti dell’infanzia di Gatsu che solo chi ha letto il manga può capire.
Altra cosa che mi ha lasciato perplesso è stata la durata del film: 60 minuti. Un po’ breve a mio avviso. Se avessero voluto avrebbero potuto aggiungere dialoghi interessanti che sono stati tagliati nella pellicola.

Parlando invece della CGI lo trovata in certi casi di grande aiuto, ma in altri abbastanza invasiva. Per esempio è stata utilizzata egregiamente durante le battaglie. Dato che i guerrieri erano fatti in CGI, ci sono stati facilitazioni con i movimenti delle telecamere e hanno fatto delle riprese dall’alto molto belle.
Invece non capisco perché utilizzare il digitale nelle scene in cui i protagonisti parlano normalmente. A volte vediamo i nostri personaggi fatti in CGI che parlano soltanto senza fare nessun grande movimento e ciò non fa altro che renderli simile ai vecchi giochi in 3D (questo anche per via del cel-shading) e anche abbastanza legnosi.

Ciò che mi è piaciuto molto invece è stato il rapporto tra i personaggi principali: Gatsu, Griffith e Caska. Le loro caratteristiche sono state rese benissimo e sanno colpire lo spettatore.

Ne La conquista di Doldrey certe cose sono state migliorate. Intanto la durata era più o meno di 80 minuti (la durata di un film normale) e soprattutto è un po’ diminuito l’uso della CGI sui personaggi. In questo film verrà approfondito di più il personaggio di Caska e soprattutto verrà fatta una scelta che avrà delle conseguenze enormi per il futuro.
Rispetto al primo saranno presenti maggiori scene belliche (tre quarti di film si basa su quello), mentre nel primo avevamo anche alcuni accenni fantasy-horror (tipo l’apparizione di Zodd L’Immortale). Nonostante la grande quantità di combattimenti, i momenti di psicologia dei personaggi non verranno tralasciati e in certi punti saranno anche maggior del primo.

Ma ora passiamo al film che tra poco uscirà nelle nostre sale, ovvero L’Avvento

Non posso dire più di tanto sull’ultimo capitolo perché altrimenti dovrei fare spoiler abnormi, ma sappiate che è quello riuscito meglio. E’ qui che si concentra la maggior parte del pathos della serie. Questa parte sarà dedicata quasi esclusivamente a uno dei momenti più famosi, più tragici e più belli non solo del manga di Miura ma anche della storia fumettistica nipponica (e non sto esagerando, anzi tutto il flashback sui Falchi si merita questi complimenti): L’Eclissi.
Quando lessi il manga provai una quantità enorme di emozioni forti (ma tra queste non c’erano felicità e gioia, chi ha letto il manga sa il perché). Le immagini, i dialoghi, i personaggi, tutto mi ha lasciato a bocca aperta.
Speravo di ritrovare in quest’ultima parte della trilogia quelle stesse emozioni e per fortuna non sono rimasto deluso. Il film ha fatto bene il suo dovere e ha ricreato quasi quelle sensazioni. Dico quasi perché fare ciò che è stato fatto nel manga in un film di un ora e quaranta è molto difficile, ma almeno sono riusciti a ottenere un risultato pazzesco.

Mi dispiace soltanto che certi personaggi dei Falchi come ad esempio Judo o Pipin non siano stati approfonditi più di tanto. (Judo era un personaggio con una psicologia molto profonda e Pipin… Pipin invece lo adoro XD)

Finiamo parlando delle colonne sonore realizzate da Shiro Sagisu (ha lavorato in serie come Bleach e Evangelion), che rende bene l’atmosfera dei film con musiche tipicamente medievali, drammatiche e anche crudeli. Da notare anche la presenza di Susumu Hirasawa, compositore della serie televisiva di Berserk del 1997, che qui realizza il brano chiamato Aria, il Main Theme della trilogia che ho adorato particolarmente.

La recensione su Berserk – L’epoca d’oro finisce qui. Si vociferava che lo Studio 4°C avesse in cantiere di fare anche Lost Children, un arco narrativo post-Eclissi. Spero di veder realizzato questo progetto anche perché nei vari film ci sono stati dei cameo di alcuni personaggi che appariranno in quel punto della trama: Pak, Farnese e Serpico.
Purtroppo non sono uscite notizie in merito…

Detto questo spero di non avervi annoiato con questa recensione (che è venuta più lunga di quanto mi aspettassi). Ci vediamo al prossimo articolo che – attenzione attenzione – non sarà una recensione!

Miracolo!

Ok, ora la smetto per davvero. Alla prossima!

 

[The Butcher]
Annunci
commenti
  1. Fannes ha detto:

    beeeeeello Berserk (se solo Miura fosse un po’ più svelto a disegnare…)

    • The Butcher ha detto:

      Purtroppo Miura è un mangaka bravissimo, ma sforna un capitolo di 15 pagine ogni morte di papa. Spero che un giorno ritorni a fare capitoli ogni mese (mi andrebbe bene anche di 10 pagine, purché sia costante).

  2. Pakap ha detto:

    Io avevo iniziato anni fa a leggere qualche volume a casaccio (mi ero appena avvicinato alle opere orientali…) e ho mollato tutto perchè non era ciò che allora stavo cercando; adesso invece sono sicuro che mi piacerebbe e sono tentato di iniziare la collezione dal primo volume.
    Dunque sorge la domanda: guardare questi film mi rovinerebbe la lettura? Mi conviene lasciare stare l’animazione e dedicarmi ai manga, per poi magari guardare i film in seguito? Oppure si discostano a sufficienza da non modificare eccessivamente l’esperienza?
    In ogni caso neppure sapevo che hanno fatto dei film su BK (che ignorante!)

    • The Butcher ha detto:

      Posso dirti che i film non approfondiscono alcuni elementi presenti nel manga (ad esempio l’infanzia di Gatsu). Poi i film riprendono il manga dal volume 4 fino al volume 13. Posso dirti che i film t rovinerebbero la lettura solo in piccola parte dato che il manga ha molte più cose da die.

      • Pakap ha detto:

        Va bene, buono a sapersi!
        Allora magari me li guardo e il manga lo inizio dopo, se le cose stanno così. Grazie!

        • The Butcher ha detto:

          Piccolo aggiornamento. Nel volume 12-13 succede un evento molto importante per la trama ed è uno dei momenti più alti di tutta la serie di Berserk. Questo evento si trova nel terzo film. Gli eventi che succedono in quei volumi sono tra i più forti e i più belli che abbia mai letto e quindi se non vuoi rovinarti questa sorpresa forse è meglio leggersi il manga.

          • Pakap ha detto:

            Chiaro! In tal caso posso iniziare con il primo film, poi partire con i manga e forse arrivare al secondo ma senza guardare il terzo prima di aver letto i volumi in questione

  3. […] Berserk – L’epoca d’oro (trilogia) 14 maggio 2015 […]

  4. […] totale di 25 episodi (serie diventata leggendaria per molti fan), la seconda invece come tre film (QUI per la recensione su The Golden Arc). In entrambi i casi venivano ripresi gli eventi della Squadra […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...