Se vi state chiedendo perché è uscito un mio articolo e non uno di Shiki la risposta è molto semplice. Influenza.
Quindi per qualche giorno Shiki sarà K.O. (ho di nuovo il potere!).

Oggi parlerò di un manga purtroppo poco conosciuto (o almeno è questa l’impressione che ha dato a me). Il suo nome è The Legend of Mother Sarah, manga disegnato da Takumi Nagayasu e scritto da Katsuiro Otomo (il creatore di Akira).

Trama:
In un futuro lontano dove la Terra è devastata dalle guerre nucleari, le persone si sono rifugiate in delle colonie orbitali.
Nel nuovo governo formatosi dopo l’esodo nelle colonie esistono due gruppi: gli Epoch e i Mother Earth. I primi sono progressisti che credono di poter rendere di nuovo accogliente la Terra attraverso l’utilizzo di bombe atomiche a basse radiazioni così da spostare l’asse terrestre e cambiare il clima. I Mother Earth invece sono fermamente convinti che bisogni lasciare in pace la Terra.
Purtroppo gli Epoch sganciano le bombe e così inizia una guerra tra le due fazioni, in cui avverranno anche gravi attentati alle varie colonie. Durante un attentato Sarah viene separata dalla sua famiglia e in molti sono costretti a rifugiarsi sulla Terra.
Qualche tempo dopo ritroveremo Sarah alla ricerca dei suoi figli accompagnata dal mercante Tsè Tsè in un mondo dove la vita è difficile e le persone spietate…

The Legend of Mother Sarah venne pubblicato per la prima volta nel 1990 ma solo nel 2004 è stato completato con un totale di 7 volumi. Questo progetto nacque dalla voglia di Nagayasu di poter disegnare una storia ambientata in un mondo fantascientifico. La notizia arrivò alle orecchie di Otomo che decise di scrivere la sceneggiatura del manga per Nagayasu. Purtroppo Otomo era molto occupato con altri lavori riguardanti il mondo della televisione e Nagayasu era molto insoddisfatto di come stava disegnando questo mondo fantascientifico (come se i disegni di Sarah non fossero strepitosi, ma meglio riparlane dopo). E così sono passati molti anni e il manga ha trovato la sua conclusione dopo ben 14 anni di lavorazione.

Dopo questo piccolo appunto, torniamo a parlare in generale di Mother Sarah. Il primo dettaglio che salta subito all’occhio è il protagonista femminile della vicenda. In un mondo post-apocalittico siamo di solito abituati a vedere personaggi alla Kenshiro. Invece in questo caso ci ritroviamo davanti a una donna e per la precisione a una madre. Il suo obiettivo principale sarà quello di ritrovare i propri figli e per questo viaggerà di città in città per cercare indizi su dove possano essere.
Con questo espediente Otomo farà in modo di guidarci in un mondo totalmente nuovo e ci mostrerà il nuovo mondo in cui vivono gli umani. Quindi si affronteranno varie tematiche politiche, ci verrà dato uno sguardo approfondito sugli Epoch e sui Mother Earth, il problema della fame e anche della religione.
La struttura narrativa si dividerà in due parti:
Nella prima (i primi tre volumi) vedremo storie auto-conclusive mentre negli ultimi volumi troveremo una storia molto più compatta e ampia. (tutto questo dovuto sempre dal fatto che Otomo all’inizio del progetto era impegnato in altri lavori).
Durante la parte iniziale troveremo Sarah in diverse città e in ognuna di queste ci verranno mostrate alcune tematiche in modo brutale (un mondo dove il più forte prevale sul più debole e dove la violenza è all’ordine del giorno).

In tutto questo contesto si muove Sarah, un personaggio, come detto in precedenza, molto particolare. Una donna molto forte, con una grande forza di volontà pronta a combattere quando necessario. Un personaggio pieno di valori e virtù che risplenderà in contrasto con la violenza presente nel mondo.
Però non fraintendetemi, Sarah non è un personaggio idealizzato, anche lei è costretta a ricorrere alla violenza e a uccidere e, oltre ciò, si porterà sulle spalle un enorme dolore causa però anch’esso della sua determinazione nella ricerca dei figli.

Da come ne ho parlato fin’ora sembra però esserci poco spazio per gli elementi fantascientifici. Quest’ultimi ci verranno mostrati nel prologo del primo volume per poi ritornare negli ultimi tre volumi. Ciò viene inserito perfettamente nel mondo post-apocalittico di Sarah creando una sensazione di realismo (infatti verranno date molte spiegazioni scientifiche a riguardo).

E ora parliamo dei disegni di cui il nostro Nagayasu era insoddisfatto. Vorrei veramente sapere quante volte lui abbia corretto e riveduto i suoi lavori perché il risultato finale è davvero fantastico.
I disegni sono molto precisi, le prospettive sono rispettate alla perfezione e le tavole risultano molto pulite. Più di una volta il disegnatore ci mostra ampi paesaggi dove vediamo grandi distese desertiche e rocciose oppure le città in uno stato di decadenza.
Posso dire che a livello architettonico molti palazzi sono resi benissimo, anche se quello che mi ha colpito di più sono state le colonie orbitali.

E non tralasciamo il character design e il volto di tutti i personaggi presenti nell’opera. Sono tutti (anche quelli secondari) caratterizzati perfettamente con tratti molti realistici e un’espressività facciale che riuscirà a trasmetterci molte più emozioni rispetto alle parole.

In conclusione The Legend of Mother Sarah è un manga che consiglio assolutamente. Sa essere molto maturo nelle sue tematiche e non cade mai nel ridicolo o nel banale. E mostra anche come le decisione del singolo possano cambiare le sorti della storia nel bene o nel male.

Qui finisce la mia recensione. Spero vi sia piaciuta e ci vediamo alla prossima. Urrà per Sarah!

[The Butcher]
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commenti
  1. vomit0r666 ha detto:

    È stato cagato molto meno di quanto meritasse.

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