Prima o poi avrei fatto una recensione su questo film.

Guillermo è un regista che mi piace moltissimo e non potevo non parlare del suo ultimo lavoro.

Uscito nelle sale nel 2015, Crimson Peak è un film horror-drammatico diretto e scritto da Guillermo Del Toro (alla sceneggiatura troviamo anche Matthew Robbins che in passato aveva collaborato con il regista nel film Mimic).

Trama:
La piccola Edith Cushing una notte riceve la visita del fantasma della madre (morta a causa del colera) che l’avverte di stare attenta a Crimson Peak, quando verrà il momento.
Quattordici anni dopo Edith (Mia Wasikowska) è una donna che tenta di pubblicare un proprio racconto che parla di fantasmi, ma senza grandi risultati (infatti il suo editore vorrebbe che lei scrivesse romanzi d’amore).
Subito dopo fa la conoscenza di Sir Thomas Sharpe (Tom Hiddleston), un baronetto inglese che cerca dei finanziatori per una sua invenzione capace di estrarre l’argilla. Tra i finanziatori c’è anche il padre di Edith che non è convinto dell’invenzione del ragazzo.
Intanto tra Edith e Thomas inizia a nascere un sentimento molto forte ma il padre si trova contrario e decide di allontanare il baronetto e la sua misteriosa sorella (Jessica Chastain).
Ma da lì a poco la vita di Edith cambierà radicalmente e si ritroverà faccia a faccia con un mondo oscuro.

Parto dicendo che questo film l’ho adorato tantissimo e quindi mi è dispiaciuto sentire varie critiche.
E una di quelle che ho sentito di più riguardava la storia. Il motivo è molto semplice: Crimson Peak non ha una storia originale bensì è un qualcosa di già visto.
Però questa non è una cosa negativa. Ormai in diversi ambiti – come il cinema, la letteratura, i videogiochi – troviamo storie che sanno di già visto, che non sono per nulla originali, ma la cosa importante in questo caso è il modo in cui vengono narrate.
E la storia di Crimson Peak viene narrata in modo egregio.
Una storia raccontata attraverso dei personaggi molto ben caratterizzati, certo sono un po’ stereotipati, ma gli hanno dato il giusto peso. E tra i miei preferiti rientra in assoluto il personaggio interpretato da Jessica Chastain, Lucille Sharpe, sorella di Thomas. Da elogiare anche Mia Wasikowska che ormai è diventata una bravissima attrice che dimostra di trovarsi a suo agio in film di questo tipo.

Ma oltre ciò cos’è che colpisce maggiormente di questo film? In primis (faccio il figo usando parole pompose anche se scrivo male) il fatto che sia un vero e proprio gotico ottocentesco. Avete presente no? Un genere dove il romanticismo si unisce all’orrore e tra le altre cose è presente anche il sovrannaturale. (Se volete sapere del gotico da persone più competenti di me, vi consiglio il video di Carta Traccia. Cliccate Qui se volete vederlo).
E tutti questi elementi sono uniti perfettamente nella pellicola. C’è la storia d’amore tra i due personaggi, l’affetto che provano, ma anche dei conflitti interiori che li tormentano (elemento presente nel gotico).
Poi, come ho detto in precedenza, ci sono anche i fantasmi che però non sono l’elemento centrale del film. Tempo fa Guillermo aveva detto in un’intervista di non considerare il suo film come una storia di fantasmi e ho capito il perché.
Sembrano inizialmente essere l’elemento principale dell’intera vicenda, ma poi si rivelano solo essere un contorno, qualcosa da mettere in secondo piano ma allo stesso tempo fondamentali perché metteranno in allerta Edith su qualcosa di molto pericoloso.
Non tralasciamo il design di questi esseri che sinceramente mi ha fatto impazzire e che fa proprio parte dell’estetica delle creature di Guillermo e quindi molto horror-fiabesco.
Ah, piccola precisazione; i fantasmi sono interpretati da Doug Jones, un attore e mimo ormai famoso per aver interpretato alcune delle creature horror e fantasy più belle del cinema. Ricordiamoci poi che lui ha partecipato a moltissimi film con Guillermo: è stato il Fauno e l’Uomo pallido ne Il Labirinto del Fauno e ha fatto parte di due film su Hellboy nei panni di Abraham Sapien.
Questo solo per citarne alcuni!

Ma eccoci arrivati al punto forte del lungometraggio ovvero l’impatto visivo. La fotografia ci regala dei momenti di qualità enormi considerato anche che dalla prima alla seconda parte cambia molto. Infatti all’inizio, quando ci vengono presentati i personaggi, sono presenti dei colori molto caldi, si respira un aria di tranquillità e di pace. Ma quando si cambierà location e ci troveremo nella villa di Thomas, tutto sarà diverso. L’atmosfera è molto più malinconica e nonostante sembrano esserci dei momenti di luce, essi risulteranno freddi e senza vita.
La villa stessa sarà un’ambientazione molto ben congegnata e il fatto che tra le sue pareti esca quell’argilla rossa è esteticamente geniale e da allo spettatore una bella metafora di quello che succede nel film.
E questo non sarà l’unica metafora presente, ce ne saranno tante altre e una di quelle più belle e che rimane in mente a tutti è il contrasto tra la farfalla e la falena. Ovviamente non vi dirò cosa simboleggerà perché altrimenti potreste beccarvi un piccolo spoiler.

Quindi il film ha una trama già vista? Sì, ce l’ha, ma raccontata con grande stile grazie a Guillermo. Se dovessi dargli un voto direi che un 8 bello tondo ci sta eccome. Ancora non capisco tutte le critiche fatte per via della trama poco originale. Ormai moltissime film hanno storie già viste ma se sai come gestirla e costruirla può venire fuori un bellissimo lavoro.

Consiglio vivamente di vederlo e non abbiate paura, riesce a tenere lo spettatore in tensione ma non spaventa o almeno lo fa poco (anche perché quello non è il suo vero obiettivo).

Vi ringrazio per la vostra gentile attenzione, ci vediamo in un prossimo articolo!

 

[The Butcher]

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commenti
  1. AleRandy ha detto:

    Bella recensione.

    Un’altro film incompreso di Del Toro è Pacific Rim MAGNIFICO.

  2. Celeste Sidoti ha detto:

    Direi che concordo ma sarebbe un commento sterile :D

  3. kasabake ha detto:

    Sto lentamente recuperando le cose scritte dai miei blogger preferiti e quindi anche da te e da Shiki, ovviamente.

    Parto dal fondo, cronologicamente parlando, con questo tuo ottimo pezzo, estremamente equilibrato e colloquiale, con cui hai recensito un film non certo facile, come quasi tutto quello che fa il nostro beniamino Del Toro: in lui quasi tutto è sempre simbolico e metaforico, ma qui, la capacità visionaria prende il sopravvento e la messa in scena diventa ancora più importante della storia, come hai giustamente detto nel tuo pezzo.
    Ancora una volta sei stato splendido, nel saper spiegare, in modo chiaro e convincente, tutti i punti di forza di questa pellicola, che invece da molti, troppi, è stata sottovalutata.

    Il nostro corpulento cineasta messicano ha spesso sofferto di understatement, sempre criticato da chi disprezza il mainstream e non compreso da chi non vorrebbe di contro altri significati aldilà del puro spettacolo: Del Toro è invece regista saguigno, carico, anarchico anche nell’osservanza scrupolosa delle ambientazioni e spietato giocoliere di mostri e creature.
    Ne parlammo assieme sotto al mio post sul cinema messicano ed il nostro affetto ed apprezzamento per questo artista è palese.

    Vorrei però davvero insistere sulla bellezza della tua recensione, simmetrica, equilibrata, con quel tanto anche di suspance legata alle considerazioni finali e sulla superiorità dell’aspetto della messa in scena su quello dello script: non penso ci sia modo migliore per comprendere Crimson Peak ed i suoi pregi se non che il tuo articolo. Complimentoni!!

    P.S. Sappi che io sono oltretutto un chastainer, ovvero un adoratore della dea Chastain, in tutte le sue forme…
    Ma quanto sono fighi tutti e due nel pezzo nell’After Hours si MTV con Horowitz?

    • The Butcher ha detto:

      Grazie mille per il tuo commento. Mi fa sempre piacere sapere le tue opinioni. Del Toro con questo film si è dato molto da fare e mi dispiace vedere un lavoro così ben fatto sottovalutato in questo modo.
      Ah, quindi esiste una forma di adorazione verso Chastain? Questa non la sapevo XD
      E il video che mi hai mandato…adorabile ahahah

      • kasabake ha detto:

        Bello vero? Sapevi che avresti apprezzato…
        Sulla Chastain, debbo dire che noi chastainers (plurale) non abbiamo ancora una sede, ma ci stiamo procurando una statua, tipo Buddha o dea Kalì…
        Scherzi a parte, la ritengo così eclettica e carismatica: mi ha fatto piangere e sognare in Interstellar, appassionare e tremare nel Zero Dark Thirty della Bigelow e riflettere in modo triste e mesto nello stranissimo The Tree of Life di Malick… si, una dea…

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