Dai, dai non perdiamo tempo e iniziamo subito!

Ultimamente all’università sono riuscito a trovare il tempo per guardare alcuni film e tra questi mi è capitato tra le mani The Equalizer – Il vendicatore, film thriller-noir del 2014 diretto da Antoine Fuqua (King Arthur, Attacco al Potere) con protagonista Denzel Washington, adattamento cinematografico della serie tv Un giustiziere a New York (ma che diavolo di titolo gli hanno dato in italiano?), prodotta dal 1985 al 1989.

Ne avevo sentito parlare e mi ero un po’ interessato per la trama che all’inizio ricordava quasi quella di Leòn (cosa che poi era stata solo una mia impressione).
Un buon film. Con alcuni difetti ma che è riuscito a intrattenermi e a interessarmi in certi punti. Una piccola sorpresa per me dato che mi aspettavo un film pieno di sole carneficine.
Vediamo allora cos’ha da dire quest’inutile blogger su The Equalizer.

Trama:
Robert McCall (Denzel Washington) vive una vita tranquilla a Boston dove lavora in un negozio di ferramenta. Robert sembra trascorrere una vita tranquilla e pacifica dove cerca di aiutare le persone che gli stanno intorno come ad esempio il suo amico Ralphie, che desidera diventare una guardia giurata. Nonostante tutto il nostro protagonista ha una vita solitaria e la notte, non riuscendo a dormire, passa il suo tempo in un diner aperto 24 ore su 24 a leggere i suoi libri. Qui conosce Alina (Chloe Grace Moretz), una giovane prostituta della mafia russa che si avvicina a lui perché interessata alle sue interpretazioni dei libri che legge.
Una notte però Robert scopre che Alina è stata picchiata a sangue dal suo capo per non aver soddisfatto un cliente. Questo scatenerà la rabbia del protagonista che deciderà di vendicarsi e dare giustizia alla ragazza. Ma non sa che così facendo andrà a immischiarsi in affari molto più ampi e pericolosi.

Già una volta Antoine Fuqua e Denzel Washington lavorarono insieme e fu nel film Training Day che valse a Washington l’Oscar come Miglior Attore protagonista. E con questo nuovo lavoro ci hanno regalato un film che funziona molto bene nonostante alcune carenze specialmente per quanto riguarda la sceneggiatura.

La prima nota positiva del film: Denzel Washington. Ormai credo che si sia capito che lui sia un bravissimo attore e in molti film lo ha dimostrato. E anche qui non si smentisce.
Riesce ad essere convincente sia come “angelo custode” di alcuni personaggi, una persona pronta a incoraggiare e ad aiutare il prossimo, sia come Terminator umano. Lui riesce da solo a far fuori molti dei cattivoni che oseranno far del male agli innocenti e lo fa con un’impassibilità e precisione magistrale.
Ed qui si passa a un altro lato positivo della pellicola: le scene d’azione.
Non aspettatevi calci volanti, uccisioni incredibile e sparatorie improponibili. Robert è una persona che preferisce agire nell’ombra senza destare sospetti e quindi analizzerà i nemici e li attaccherà usando i loro punti deboli e la sua furbizia.
Però c’è anche da dire che non mancano le esplosioni di tanto in tanto. E infatti sarà presente una scena tipica di certi film americani in cui il nostro protagonista cammina con lo sguardo rivolto verso la telecamera mentre dietro di lui esplode tutto quanto causando il fini mondo, ma lui niente, se ne frega e continua la sua camminata da figo (che sinceramente non ho trovato neanche brutta in questo contesto).

Come non parlare poi delle scene d’azione? Sanno come metterti tensione e puntano sempre di più sulla tattica che sulla spettacolarità e che risultano una meraviglia per gli occhi. Tra queste spicca in assoluto il “combattimento” finale tra Robert e la gang russa. Un vera e propria caccia all’uomo fatte di lunghe attese, aspettando che qualcuno faccia un errore e attaccare. Scena tra l’altro accompagnata dalla colonna sonora di Harry Gregson-Williams che segue in modo perfetto e ossessivo lo svolgersi degli eventi. Una delle parti che più mi ha colpito del film.

Ma ovviamente anche questo lungometraggio ha dei difetti. Il primo che mi è saltato all’occhio riguarda il personaggio della Moretz, Alina.
Lei è fondamentale perché da inizio all’intera vicenda e oltre tutto lo spettatore non può dare a meno di affezionarsi a lei, in quanto è qualcuno costretto con la forza a fare qualcosa che non vuole ma che tenta in tutti i modi di ribellarsi.
Nonostante tutto, nonostante fosse anche ben riuscita la costruzione del personaggio, l’hanno fatta apparire pochissimo. C’è all’inizio e, dopo che succede tutto il putiferio, sparisce dal film e torna solo alla fine. Non capisco il perché di questa scelta, avrebbero potuto approfondire il rapporto tra i due e invece niente. Mi ha creato un po’ di dispiacere.

Oltretutto certe parti della sceneggiatura non mi hanno convinto tanto. Posso accettare l’irrealismo nelle scene d’azione (per esempio un uomo che distrugge da solo un’intera organizzazione) ma per lo svolgersi degli eventi alcune scelte sono abbastanza sciocche. Non mi dilungherò su questo punto perché altrimenti dovrei fare degli spoiler per spiegarvi meglio.

Ultimo difetto sono i personaggi. Non sono brutti, molti sono stereotipati ma alla fine riesci ad affezionarti a loro. Il problema è che nessuno di loro ha una vera e propria crescita (poco o nulla il personaggio di Denzel). Anche l’antagonista principale è uno stereotipo già visto ma, per fortuna, non mi ha infastidito anzi mi è piaciuto molto anche grazie all’ottima interpretazione di Marton Csokas.

Questo era tutto quello che volevo dirvi. Il film è davvero ottimo e non deve essere preso per niente sul serio nonostante molti momenti seri. Ho scoperto che hanno intenzione di fare un seguito e spero di vedere un maggior approfondimento di Robert McCall. Sì, perché il suo passato, la sua storia è spiegata poco o nulla e sarei curioso di scoprirne di più e, magari, vederne anche una crescita.

Grazie per l’attenzione e ci vediamo la prossima!

[The Butcher]
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commenti
  1. pizzaDog ha detto:

    Grandissimo film! La trama è un po’ banalotta e i cattivi al limite dello stereotipi, ma stiamo parlando pur sempre di un film d’azione vecchio stile! Queste sono le cose che ci piacciono :)
    E Denzel è grandissimo in ogni ruolo!

  2. kasabake ha detto:

    Il film non è certamente né innovativo, né particolarmente bello o foriero di chissà quali sensazioni eppure anch’io, come te, provai molto piacere nel vederlo, gustandomelo tutto di un fiato, in occasione di un passaggio su Sky: parliamo di un action robusto, con un regia assolutamente dignitosa da parte del bravo Antoine Fuqua (autore non bravissimo, ma che ricordiamo sempre con affetto per aver diretto quel gioiellino di “Training Day”), con una trama priva di qualsiasi vera originalità e che a tratti sembra cucita con pezzi presi da un film e l’altro eppure… c’è qualcosa nel mix finale che ti tiene incollato alla visione e che ogni tanto ti regala momenti piacere e questo qualcosa lo hai descritto magnificamente nella tua recensione, tra le tue migliori, tra l’altro e che ti ha fatto enucleare benissimo pregi e difetti che sottoscrivo in pieno (come già facesti con “Pan”, recensione non semplice e che ricordo con ammirazione).
    Inoltre ciò che hai detto sul personaggio della Moretz (attrice che stimo moltissimo!!) è impeccabile: uno spreco di sceneggiatura, con un personaggio che si gioca un duetto che ricalca in modo però più squalidamente politically correct quello tra Travis Bickle/Robert De Niro (l’archetipo dei giustizieri psicopatici) e la prostituta bambina Iris Steensma/ Jodie Foster nel capolavoro di Scorsese “Taxi Driver”, rapporto anni dopo ripreso (ma in quel caso in modo creativo, non come qui) da Besson in “Leon“…
    In sintesi, hai parlato in modo encomiabile ed hai scritto tutto quello che c’era da dire sul film, quindi sufficienza al film e piena maturità alla recensione!
    Un unico appunto egoistico: da quando ha fatto “Into the badlands” adoro Marton Csokas, caratterista sfruttatissimo in un sacco di film e che ultimamente si sta prendendo qualche soddisfazione…

    • The Butcher ha detto:

      Ti ringrazio molto per quello che hai detto. Non credevo che questa recensione potesse colpirti così tanto. Mi sarebbe piaciuto poter dire altro e in modo più approfondito ma non ci sono riuscito. Per quanto riguarda quel che hai detto sul rapporto dei personaggi di Scorsese e Besson non posso far altro che concordare con te. Avrei preferito vedere i personaggi dell film interagire in modo più maturo e sopratutto vederli di più insieme. Peccato veramente per quella scelta. Riguardo Into the badlands purtroppo non lo conosco ma ti ringrazio per la segnalazione. Mi informeró meglio.

      • kasabake ha detto:

        Scherzi? Uno come te adorerà Badlands, perché hai la stoffa per scavalcare le irregolarità di trama e goderti i combattimenti asiatici stupendi ed i characherts cazzutissimi!! Guarda, se ho imparato a conoscerti, c’è quasi la tua firma sotto…

  3. Squalo Densetsu ha detto:

    Visto l’anno scorso e l’ho trovato bello. Forse inferiore a Man on Fire ma comunque da vedere. Piuttosto mi interessa un po’ quella cosa che dicevi di un secondo capitolo, perché io sapevo che Washington è noto anche come il “Paganini di Hollywood”, in quanto non fa mai sequel.

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