Questa recensione inizia subito con delle scuse.
E perché mai dovrei scusarmi? Perché sto per parlare di un’opera letteraria di grande valore e veramente bella attraverso le mie conoscenze e capacità linguistiche che io considero mediocri.
E sì, sono tornato a scrivere recensione di libri. Sembra passata una vita dall’ultima volta che ne ho parlato.
Ma bando alla ciance, iniziamo con la recensione.

Il libro protagonista del nostro articolo è Rinascimento Privato, un romanzo storico pubblicato nel 1985 e scritto da Maria Bellonci.

Trama:
Il romanzo inizia nel 1533 nella così detta “Stanza degli orologi” dove Isabella d’Este sta rileggendo le lettere di Robert De la Pole, un inglese (anglico come lo definisce Isabella) che per molti anni le ha spedito delle lettere parlando di vari avvenimenti importanti per la storia europea e italiana. Leggendo queste epistole Isabella inizia a ripercorrere gli anni della sua vita e delle scelte che ha compiuto per proteggere la città di Mantova.

Io adoro la storia. Sono sempre stato affascinato da questa disciplina che in molti sottovalutano (ma in generale mi pare che quasi tutte le discipline vengano trattate con una certa leggerezza) e sono sempre stato incuriosito dai vari eventi storici che ci hanno portato ai tempi d’oggi. Bisogna conoscere il passato per capire il presente, così diceva Tucidide ed è una frase a cui sono molto legato e che in molti dovrebbero prendere seriamente.
Ma per tornare al vero tema centrale dell’articolo parliamo del libro.

Come ho già detto prima Rinascimento Privato è un romanzo storico che in certi casi può essere quasi (e sottolineo quel quasi) una biografia di Isabella d’Este essendo il tutto scritto in prima persona.
Maria Bellonci ci mise vent’anni per scriverlo e raccogliere informazioni sull’epoca storica in cui era ambientato. E mentre leggevo l’opera mi accorgevo dell’enorme lavoro che era stato fatto sopra.
La storia si ambienterà tra fine 1400 e inizio 1500 per arrivare al 1533 il tempo “presente” in cui Isabella inizia a ricordare la sua vita.
Scelta davvero interessante quello di parlare di Isabella anche perché lei è vissuta in uno dei periodi storici più turbolenti per l’Italia. Infatti in quel periodo era in corso quelle che noi oggi chiamiamo le Guerre d’Italia.
Queste Guerre videro come protagoniste principali la Francia, la Spagna e il Sacro Romano impero che tentano di avere l’egemonia in europa e conquistare la terre d’Italia approfittando della divisione interna di quest’ultime.
Ci furono ben otto di questo conflitti ma nel libro vengono narrati dalla seconda fino alla quinta. La prima Guerra d’Italia che vedeva la discesa di Carlo VIII (re di Francia) in Italia per conquistare il Regno di Napoli e il Ducato di Milano verranno solo accennate (in modo anche accurato) nelle prime parti del libro.
D’altronde i ricordi di Isabella partono dalla notte in cui ricevette la notizia della sconfitta del Ducato di Milano per mano di Luigi XII (successore di Carlo VIII). Da questo punto in poi Isabella per proteggere Mantova dimostrerà il suo enorme intelletto e l’abilità di sapersi destreggiare in ambito politico meglio di qualunque altro.

Ed eccoci finalmente pronti a parlare di lei, Isabella.
Storicamente una delle figura più affascinanti del Rinascimento. Fu sposa di Francesco II Gonzaga ai soli sedici anni e divenne così marchese di Mantova. Dimostrò fin da subito la sua intelligenza, la sua enorme cultura e la sua abilità politica in un periodo veramente turbolento dove il rischio di essere presa di mira dalle grandi potenze era dietro l’angolo.
Ma lei seppe destreggiarsi bene in questo frangente e, nonostante le difficoltà affrontate attraverso varie alleanze politiche, riuscì fino alla fine a difendere Mantova e non solo, riuscì perfino a far accrescere la fama della città che da marchesato divenne un vero e proprio ducato.
Durante il suo governo la potenza culturale di Mantova divenne sempre più grande e tutta l’Europa invidiò lo sfarzo delle feste che organizzava, la cultura lì presente e la bellezza artistica che la caratterizzò in quel lasso di tempo.
Una grande Mecenate che riunì nella sua corte vari artisti, filosofi, studiosi che resero il Rinascimento un periodo vivace a livello culturale. Grazie a ciò faremo anche una piccola conoscenza di Pico della Mirandola, Machiavelli, Andrea Mantegna, Giovanni Bellini, Tiziano Vecellio e questo solo per citarne alcuni.
Grazie al suo amore per l’arte approfondiremo molte opere facendoci immergere in un periodo che nonostante tutto aveva ancora molto da offrire a livello artistico.
Isabella si dimostrerà sempre tenace e forte nonostante alcuni momenti di debolezza che riuscirà a nascondere a tutti quanti in modo egregio. Sarà fedele alla sua città e alla sua famiglia che riuscirà a proteggere grazie anche al suo sangue freddo ma dovrà vedersela anche con il fatto che lei sia donna. Ai tempi poi le donne non avevano per niente grandi poteri e su questo Isabella dovrà lottare duramente riuscendo perfino a ottenere l’ammirazione di certi personaggi importanti come ad esempio papa Giulio II.

Un personaggio veramente interessante costruito in modo molto fedele alla sua figura storica che è riuscita a farmela percepire non come un personaggio di un romanzo ma proprio come una persona in carne ed ossa. Anche in questo sta l’eccezionalità del libro.

Fin’ora ho parlato solo del lato storico e del personaggio principale ma non ho mai accennato a nessun elemento romanzesco. Eppure uno ce n’è ed è molto importante a livello narrativo.
L’elemento di cui mi riferisco è quel Robert de la Pole che avete letto quando ho parlato in generale della trama.
Questo sarà un personaggio completamente inventato dall’autrice con cui Isabella parlerà soltanto una volta faccia a faccia. Per il resto l’inglese invierà varie lettere alla marchesa col passare degli anni ed è qui che arriva la parte fondamentale.
Robert sarà un ottimo escamotage per poter parlare di fatti e personaggi che stanno al di fuori degli avvenimenti riguardanti Isabella e Mantova. Grazie a ciò potremo conoscere da vicino figure importantissime come Erasmo da Rotterdam, teologo, filosofo e umanista olandese, famoso per aver scritto il trattato L’elogio alla follia, che vide in maniera negativa le Guerre d’Italia. Oltre ciò si parlerà anche dell’Inghilterra, un paese a Isabella così lontano a cui arrivavano poche notizie, parlando in questo modo della dinastia dei Tudor, dei vari re e soprattutto, verso la seconda metà del libro, della decisione che prese Enrico VIII di separarsi dalla Chiesa di Roma e fondare la Chiesa Anglicana. Scelta che indebolì molto la Chiesa visto che le idee luterane si erano già diffuse parecchio. Questo fatto sarà molto importante anche per descrivere il disagio che varie persone avranno in quel periodo pieno di incertezze in cui molte cose iniziavano a essere messe in dubbio, al cambiamento che poi sarebbe avvenuto.

Sarà anche interessante il rapporto che si svilupperà tra Isabella e Robert. Isabella non risponderà mai alle sue lettere ma sarà divisa da due sentimenti per questo strano uomo. Da una parte dubbiosa verso di lui e il suo modo di rivolgersi ma ne sarà anche affascinata visto che l’anglico molte volte la idolatrerà in maniera sincera.
Il silenzio della marchesa sarà una sorta di approvazione silenziosa di queste lettere che nasconderà alla vista di tutti senza mai rivelarne l’esistenza.

Ovviamente non posso non parlare dello stile del libro. Nell’opera saranno presenti molti termini arcaici e ci sarà una certa fedeltà nel linguaggio del periodo. Il tutto però verrà unito anche a un linguaggio moderno così da facilitare la lettura al pubblico. Ci saranno diverse parti riflessive e profonde descritte con un’armoniosità eccellente che più volte mi ha colpito e affascinato.

Questo era tutto quello che avevo da dire su Rinascimento Privato. Da come avete potuto capire ho adorato questo libro. Credo che in molti dovrebbero leggerlo sia per informarsi riguardo a quel determinato periodo storico sia per conoscere una delle scrittrici moderne più importanti della nostra cultura.

Spero che questa recensione non vi abbia annoiato troppo e di aver dato giustizia a questo libro. Semmai fossi stato troppo superficiale o avessi dimenticato qualche particolare importante fatemelo sapere.

Alla prossima!

[The Butcher]
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commenti
  1. lalettricepigra ha detto:

    Uno dei miei romanzi preferiti 😊

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