Ho sempre considerato l’animazione come una delle tecniche filmiche più interessanti che siano state inventate. Sono affascinato dai lavori che possono nascere da esso e soprattutto dai vari tipi di animazione (digitale, disegno, stop motion ecc…).

Tra queste adoro le pellicole nipponiche, iniziando, molto banalmente, dai lungometraggi di Hayao Miyazaki e dallo Studio Ghibli. Diciamo che quando ero più piccolo ho iniziato a scoprire il mondo dell’animazione con essi per poi cercare altri lavori che mi hanno sempre sorpreso e che mi hanno fatto conoscere il genio di persone come Satoshi Kon, Katsuhiro Otomo e Mamoru Oshii. Ed è proprio di un lavoro fatto da quest’ultimo che voglio parlare dove però ha “solo” partecipato come sceneggiatore.

Uscito nel 1999 in Giappone (in Italia nel 2004 in home video grazie alla Yamato Video), per la regia di Hiroyuki Okiura e la sceneggiatura e soggetto di Mamoru Oshii, il film di cui parlerò oggi è Jin-Roh – Uomini e Lupi.

Prima di tutto bisogna precisare una cosa su questo lungometraggio. Jin-Roh è un prequel della “Kerberos Saga”, saga ideata da Oshhi stesso. Ma cos’è questa Kerberos Saga?

E’ una space opera militare (o semplicemente fantascienza militare, un sottogenere della fantascienza) ambientata in un universo alternativo che cominciò nel 1986 con una drammatizzazione radiofonica.
In seguito venne realizzato un film in bianco e nero intitolato Jigoku no banken: Akai megane (“Gli occhiali rossi”).  Farà seguito nel 1991 un altro film chiamato Jigoku no banken: Kerberos.
Oltre questi film verranno fatti anche manga, drammatizzazioni radiofoniche e anche un romanzo a episodi. Tutto questo non è mai arrivato in Italia.

Solo Jin-Roh è riuscito a vedere la luce nel nostro Paese grazie alla Yamato Video. La storia narrata sarà precedente agli eventi dei primi film citati ma non dovete allarmarvi visto che gli avvenimenti della pellicola saranno comprensibili anche senza la visione delle due opere sulla Kerberos Saga.

Chiusa questa parentesi possiamo finalmente concentrarci sul lungometraggio diretto da Okiura.

Fin da subito gli autori ci catapultano in questo universo alternativo dove la Germania nazista ha vinto la Seconda Guerra Mondiale e scoperto la bomba atomica che ha poi usato per attaccare il Giappone. Nonostante la dura sconfitta, negli anni ’60 la nazione nipponica è riuscita a rialzarsi grazie a un incredibile sviluppo economico . Tutto ciò però ha creato un’enorme disuguaglianza sociale e lo scontento di molte persone si è fatto sentire attraverso proteste e, nel peggiore dei casi, la violenza.
Per questo motivo è nata la DIME, un’organizzazione che grazie all’utilizzo di soldati ben addestrati combatte contro questi disagi. Dall’altra parte però abbiamo la Setta, una cellula terroristica che sarà la loro nemesi. In questo mondo scosso da continui scontri c’è Kazuki Fuse, membro della DIME.
La sua storia inizia quando si ritrova davanti a una Cappuccetto Rosso, una ragazzina con il compito di recapitare bombe ai membri della Setta. Kazuki potrebbe in qualsiasi momento premere il grilletto e porre fine a tutto ma l’unica cosa che riesce a fare prima che la ragazza si faccia esplodere è domandarle: Perché?

Dopo questo incidente Fuse incontrerà Kai, una dolce ragazza che gli ricorderà tantissimo la Cappuccetto Rosso e tra di loro inizierà a nascere un rapporto complesso e particolare.

Non è semplice parlare liberamente di Jin-Roh. La sua è una storia molto profonda quanto incredibilmente fredda. Forse una delle più fredde che abbia visto.

Se si guarda attentamente i colori della pellicola è possibile notare che risultano spenti, tendenti verso il grigio. E l’atmosfera che si respira è molto pesante come se non ci fosse alcuna speranza all’orizzonte.
Non è un film che elogia l’umanità ma anzi fa il contrario mettendo in risalto alcuni dei suoi lati negativi e andando contro il tipo di società qui presente (che in parte si ispira a quella con cui è cresciuto Oshii).

Uno degli argomenti centrali sarà basato sul racconto originale di Cappuccetto Rosso (“Rotkäppchen”) che qui viene utilizzata per raccontare l’intera storia. Nella vera storia l’escamotage del cacciatore non era presente e la favola finiva con Cappuccetto Rosso e la nonna che venivano mangiate dal lupo (tra l’altro erano presenti scene di cannibalismo che furono tolte nelle edizioni seguenti.) Kai è Cappuccetto Rosso mentre Fuse è il lupo, un lupo che cerca disperatamente di essere un umano, di essere come loro e di poterci vivere accanto. Ma lui è un lupo e alla fine la sua vera natura avrà sempre il sopravvento.

E’ affascinante anche la psicologia dei personaggi principali, che sembrano non riuscire a trovare un loro ruolo preciso in una società che riesce in tutti i modi a sopprimere la volontà del singolo.
Più e più volte tenteranno di fuggire da questa società, andare lontano e cercare di essere felici, cosa che purtroppo non accadrà mai perché saranno sempre legati a dei doveri in cui neanche credono.

Se cercate una pellicola piena di scene d’azione allora avete sbagliato di grosso perché Jin-Roh si baserà principalmente sui due personaggi dandoci scene d’introspezione degne di nota. Da citare assolutamente una delle mie scene preferite ovvero l’incubo/allucinazione di Fuse. Una parte che descrive a fondo il suo essere. E qui il merito va alla regia di Okiura che si dimostra all’altezza delle aspettative (e che prende spunto dalla regia di Oshii essendo un suo apprendista).

Dal punto di vista tecnico questo film è impeccabile. Il disegno sono incredibilmente fluide se si pensa che il film è stato fatto senza utilizzo alcuno della computer grafica. I movimenti del corpo e soprattutto le espressioni facciali saranno molto realistici cosa che sottolinea la cura maniacale che l’intero staff ha messo per la creazione di quest’opera.
Meravigliose le musiche scritte da Hajime Mizoguchi che danno al film quel tocco in più e che in vari punti è riuscita ad affascinarmi.

Questo è tutto ciò che avevo da dire su Jin-Roh. Purtroppo non è una pellicola molto conosciuta e di ciò me ne dispiaccio. Per questo invito tutti gli amanti dell’animazione di recuperare questo titolo.
Un’opera del genere non deve finire nel dimenticatoio.

[The Butcher]
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commenti
  1. Liza ha detto:

    Gli Dei proteggano Lo Studio Ghibli Miyazaki e la Yamato…cge brutto mondo sarebbe senza

  2. Celeste Sidoti ha detto:

    Molto triste, molto bello!

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