Ritorno al vinile: vera riscoperta o semplice moda?

Pubblicato: 20 dicembre 2016 da Mike in Cultura, Musica
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Anche questo 2016 è quasi bello che finito e il Natale è ormai imminente. Prima di lasciarvi col pensiero rivolto alle festività natalizie, mi permetto di rubarvi alcuni minuti del vostro tempo per riflettere su un argomento che mi sta molto a cuore. Come forse avrete intuito dal titolo, questa non sarà la solita recensione musicale ma l’occasione giusta per parlarvi di un fenomeno molto interessante, che specie negli ultimi anni, ha visto tornare in auge sul mercato discografico il caro vecchio supporto vinilico. Ricordiamo che in passato, con l’avvento dei compact-disc negli anni novanta e dell’era digitale nei ‘2000, il disco nero ha subito il triste destino di finire nel dimenticatoio, restringendosi a oggetto di nicchia per soli appassionati delle vecchie generazioni. C’è chi ormai lo dava per morto e chi lo considerava un oggetto da conservare come cimelio di famiglia in ricordo dei tempi andati. Fortunatamente da alcuni anni a questa parte, il caro vinile ha riscoperto una seconda giovinezza tanto che le vendite per questo supporto sono aumentate in modo esponenziale, con risultati a dir poco incredibili.

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L’aspetto più sensazionale in tutto questo riguarda i giovani. Tantissimi ragazzi infatti stanno cominciando ad approcciarsi al giradischi e a questa nuova modalità di ascoltare la musica, totalmente diversa dall’esperienza fredda dei cd e dei file mp3 con i quali sono cresciuti. Dal momento che metti il disco e fai cadere la puntina sui solchi del vinile, ti immergi in un’ esperienza di ascolto a 360 gradi: il ruolo dell’ascoltatore non è più passivo ma attivo. Quando ascolti musica in vinile non puoi prenderti la briga di fare altre cose, come per esempio uscire dalla stanza o concentrarti su altre attività. E’ come una sorta di rito o celebrazione che non può essere goduta a pieno se ridotta a semplice sottofondo. Molto spesso quando sentiamo la nostra musica preferita sul computer, ci capita di avere la mente impegnata altrove, con il rischio di far passare ciò che le nostre orecchie captano in secondo piano. L’uso del vinile non ti permette tante distrazioni: non puoi usare un telecomando o un pulsante per passare da una traccia all’altra e devi sempre essere pronto a girare il disco per riprendere l’ascolto. Come un’amante gelosa esso è molto esigente e richiede tutta la nostra concentrazione, ma in cambio sa come ricompensarci: ci trasmette un suono caldo e vivo, lontanamente paragonabile alla freddezza e all’isolamento dei file mp3 contenuti dentro un hard-disk (la cosiddetta “musica liquida”). E’ anche un supporto molto fragile e delicato e per questo va trattato con molta cura: basta un semplice graffio per rovinare tutto. Per questo bisogna sempre stare attenti quando lo si maneggia (non ha la stessa resistenza di un cd). Altro nemico giurato del nostro caro Lp è la polvere: per quella non possiamo fare molto (per la maggior parte del tempo il disco sarà riposto dentro la busta) ma per limitare danni ed evitare che vada ad intaccare la superficie del supporto, è sempre buona premura pulirlo con un panno anti-polvere sia prima che dopo l’uso. Per i più appassionati esistono anche delle macchinette per il lavaggio dei dischi dai prezzi più disparati: la più economica e consigliata è la Knosti. Ovviamente se avete soldi da spendere e soprattutto tempo e pazienza (queste operazioni di lavaggio sono molto noiose e lunghe). In alternativa c’è sempre il metodo “acqua e sapone”.

Con la rinascita del vinile anche la musica di vecchia generazione ha subito un grande rilancio: secondo la FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) nel 2015 i titoli più venduti sono stati quelli a marchio Pink Floyd e Led Zeppelin. Sembra un paradosso ma secondo le statistiche della Federazione hanno venduto di più i vinili della musica passata che gli Lp della scena musicale attuale. Anche i cd hanno subito un drastico calo nelle vendite poiché tanta gente preferisce scaricare dalle piattaforme come Itunes. Secondo qualche discografico questo “ritorno al vinile” non è altro che una moda passeggera. I dati del 2016 tuttavia smentiscono questa affermazione: le vendite del vecchio supporto sono incrementate notevolmente rispetto all’anno passato. E vi dico di più: anche le vecchie nostalgiche cassette a nastro sono ritornate sul mercato, specialmente in America. Sia chiaro, non agli stessi livelli del vinile ma sono ritornate. Nel continente americano sono specialmente i ragazzi a richiederle dato che la maggior parte delle loro macchine di seconda mano dispongono solamente di un registratore per cassette al loro interno. In conclusione vorrei soffermarmi un attimo sull’importanza dei negozi di dischi. E’ vero, oggi acquistare prodotti su Internet è molto più comodo e ci permette di risparmiare soldini in molti frangenti. E’ anche vero che nei negozi i prezzi sono più cari ma non per questo devono essere abbandonati. Negli anni ottanta quando si voleva acquistare un disco il più delle volte si instaurava un rapporto tra il cliente e il venditore non solo a livello professionale ma anche amichevole: si scambiavano pareri, consigli e talvolta nascevano anche discussioni stimolanti a carattere musicale. Oggi invece le tante comodità di Internet ci stanno allontanando da queste realtà fisiche. Le parole lasciano posto a un semplice e gelido click del mouse. Tanti negozi fisici chiudono e tra questi anche quelli storici. Questo non fa bene all’economia del nostro paese. Anzi, peggiora la situazione. Se possiamo cerchiamo di dare anche noi un piccolo contributo e aiutiamoli (è possibile trovare il disco più adatto a noi senza spendere troppo). Non  facciamo questo “sforzo” solo a Natale ma anche durante l’anno.  Facciamo del bene sia a loro che a noi.

Con questo chiudo questa mia divagazione sul mondo del vinile. Ad anno nuovo riprenderò come di consueto con le recensioni musicali (in questo 2016 sono uscite cose molto interessanti e di cui avrò modo di parlare). Vi faccio i miei migliori auguri di un sereno Natale da passare con i vostri cari, in allegria e in compagnia di qualche buon disco.

Magari in vinile!

[Mike]

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