Ernyaldisko – visita alla fiera del disco di Pesaro

Pubblicato: 30 gennaio 2017 da Mike in Cultura, Musica
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Lo scorso weekend io ed alcuni amici abbiamo avuto la possibilità di partecipare alla fiera del disco organizzata a Pesaro durante i giorni 21 e 22 Gennaio. Un evento molto importante che ha riunito non solo gli appassionati musicali e i collezionisti del posto ma anche quelli provenienti dalle zone limitrofe. L’affluenza da parte del pubblico è stata grandiosa (gli stessi organizzatori non si aspettavano tutto questo successo dato che la fiera era alla sua prima edizione a Pesaro). Il tutto si è svolto all’interno della Sala Congressi dell’Hotel Baia Flaminia Resort, uno scenario molto suggestivo all’interno del quale erano i benvenuti anche i nostri amici a quattro zampe.

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Che posti magici sono le fiere! Angoli di paradiso forniti di ogni ben di Dio, dai quali vorresti non separarti mai. Dischi in tutte le salse (classica, rock, metal, musica italiana, progressive, funk, disco, hip-hop, reggae, jazz, dubstep, elettronica ecc..) per accontentare  i gusti di tutti, dal semplice cliente curioso passando a quello dal palato più fino. Sensazioni, queste, che solo gli amanti del disco nero e del collezionismo possono capire. Perché vedete, è proprio qui che si consuma il rituale dello spulciare tra i vari scatoloni alla ricerca dell’acquisto giusto, quello che magari cerchiamo da tempo e non abbiamo mai trovato. Gli appassionati per descrivere tale attività hanno coniato il termine “diggare” (dalla parola inglese “dig” che significa scavare a fondo). Ma la fiera oltre a essere un’occasione per fare acquisti vantaggiosi è anche un’esperienza culturale e formativa allo stesso tempo. Al suo interno infatti si possono conoscere persone con la tua stessa passione e anche veri e propri esperti del settore che possono consigliarti nella scelta o anche farti scoprire delle chicche di cui ignoravi l’esistenza. C’è sempre tanto da imparare da questi “addetti ai lavori” con i quali è possibile intrecciare anche interessanti conversazioni musicali. Perciò il mio grande plauso va innanzitutto a queste persone che mettono a disposizione di tutti la loro competenza e professionalità con grande passione. Il confronto è dunque un aspetto fondamentale per il successo di una fiera: creare un ambiente stimolante e confortevole dal quale poterne uscire arricchiti, non solo a livello di acquisti ma anche sul piano culturale. Gli amici di Ernyaldisko naturalmente non sono stati da meno e a loro vanno i miei complimenti: hanno saputo intrattenere il pubblico cercando di venirgli incontro anche nei prezzi e nella ricerca di dischi particolarmente rari o difficili da reperire in un normale negozio di musica. Marco Massari e Dino D’Elia sono coloro che hanno reso possibile questo fantastico evento e sono due collezionisti molto affiatati. Oltre a curare l’aspetto organizzativo della fiera si sono impegnati a fondo anche nel promuoverla. Durante un’intervista alla “Radio Incontro Pesaro” hanno parlato della loro passione e del loro impegno nel diffondere questo loro amore anche verso i più giovani, affinché possano anche loro avvicinarsi di più all’ascolto musicale su supporto fisico invece di usufruire solamente delle piattaforme di streaming.

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Un altro dato rilevante riscontrato in questa “due giorni” di fiera a Pesaro è stato sicuramente quello riguardante la numerosa partecipazione di giovani, molti dei quali stanno riscoprendo per la prima volta il fascino del vinile e le sue qualità. Il bello di queste occasioni è anche vedere riunite persone di tutte le età, bambini compresi. L’offerta proposta dai numerosi espositori è stata molto variegata: tantissime le ristampe a disposizione (in particolare quelle giapponesi) e prime stampe originali molto ricercate e quotate. Oltre agli stand dei dischi collocati per tutta la sala, a disposizione del pubblico erano presenti anche un bar e uno stand interamente dedicato a gadget, magliette e memorabilia di ogni tipo. Inoltre è stato possibile anche vendere o scambiare i propri vinili e cd negli appositi espositori. Insomma, è proprio difficile tornare a casa a mani vuote! Un consiglio: dato che questi eventi capitano poche volte, evitate di portarvi a casa dischi troppo recenti. Primo perché costano un botto e secondo perché queste ristampe si trovano facilmente in qualsiasi negozio di dischi e non avrebbe senso acquistarli in fiera. Quindi se cercate titoli di gruppi indipendenti degli ultimi anni difficilmente li troverete.

In conclusione posso dire che questa è stata una delle esperienze più belle fatte nella mia vita e che mi auguro di ripetere il prossimo anno. E’ un peccato costatare che dalle nostre parti eventi come questi siano più unici che rari. Invito dunque tutti voi, se avete la possibilità, di andarci anche se non siete grandi amanti della musica. Si trova sempre qualcosa di interessante da portarsi a casa ed è comunque un modo alternativo di passare la domenica pomeriggio.

Alla prossima!

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[Mike]
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commenti
  1. redbavon ha detto:

    Amo questo tipo di fiere proprio per l’atmosfera che hai ben descritto. Occasioni ancora più preziose visto che i negozi tendono a sparire, cedendo il passo alla digital delivery o agli shop in line.
    Grazie per questo tuo bel post.

    • Mike ha detto:

      Grazie a te redbavon! Mi fa molto piacere che l’articolo sia stato di tuo gradimento. Si è vero, queste sono occasioni da non farsi scappare, specialmente dalle mie parti dove questo tipo di eventi sono assai rari. La realtà dei negozi purtroppo si sta pian piano estinguendo ma fortunatamente c’è chi riesce a reggere ancora. Penso a Bruno del Transilvania Dischi di Jesi che ha da poco festeggiato i 30 anni dall’apertura. Passo da lui una volta al mese e nonostante i prezzi un po’alti (ma d’altronde i dischi sono sempre costati molto anche al tempo delle lire) riesco sempre a portarmi via qualcosa. Per questo sono dell’idea che non bisogna abbandonare i negozi fisici: l’acquisto del disco ha tutto un altro sapore (il solo scartabellare tra i vinili mi regala sempre forti emozioni) cosa che la realtà virtuale non sarà mai capace di darti. La fiera è un’altra grande realtà della quale non potevo non parlare, specie ora che l’ho vista con i miei occhi.

      • redbavon ha detto:

        Sul discorso del prezzo, ti racconto questa: all’età di 17 anni (oggi ne ho quasi 49) i miei regalano a mio fratello e me uno stereo con tanto di casse enormi, amplificatore e lettore CD. Quest’ultimo la vera novità! Ci comprarono anche diversi CD di musica e ricordo le parole del negoziante:costano un po’ cari, ma quando il lettore CD si diffonderà costeranno molto meno. Il prezzo era di 25.000 lire, circa 12 euro. Mi pare che a distanza di tutti questi anni i prezzi siano addirittura aumentati.

        Sul discorso della digital delivery e della fisicità del negozio e del prodotto, credo abbiamo la stessa idea. Se vuoi, puoi leggere qui,
        https://redbavon.wordpress.com/2015/11/29/digitale-o-non-digitale/

        • Mike ha detto:

          Ottima analisi, io stesso non avrei saputo dirlo meglio. Ritornando al discorso dei cd concordo sul fatto che i prezzi non sono assolutamente diminuiti, anzi sono drasticamente aumentati. Ti dico solo che una volta in negozio ho visto delle ristampe di cd dei Genesis costare sui 26-27 euro (una cifra esagerata nonostante fossero incluse due tracce bonus). Non parliamo poi degli album nuovi che appena escono costano sui 20-22 euro. Posso capire la ristampa di un vinile ma cifre come queste per un cd sono esagerate. Rimango sempre dell’idea che un cd debba costare sui 10, massimo 15 euro ma non di più.

          • redbavon ha detto:

            Il prezzo è funzione in buona parte della domanda. Se c’è ancora qualcuno disposto a spendere 27 euro per un cd dei Genesis con ben (tono ironico) due tracce bonus, il commerciante (in senso ampio) non rinuncerà mai a massimizzare il suo mark-up. S’e questa politica di prezzi viene reiterata senza alcuna considerazione della domanda (che oscilla) come hanno fatto le major musicali per anni, avviene che il consumatore medio si disaffeziona e rimane solo una nicchia di appassionati. A questo punto, con una struttura di costi fissi, tocca mungere la vacca.
            Mettici dentro che nel frattempo la tecnologia ha dato la possibilità di procurarsi il prodotto gratis, anche se illegalmente e di qualità inferiore (mp3), e la frittata è fatta.
            Apple ha capito l’andazzo e che il consumatore si era stancato di pagare 20 euro per un cd che conteneva una parte di canzoni che veramente avrebbe desiderato e così è riuscita a imporre un sistema rapido ed economico, anche senza supporto fisico.
            Così se n’è andato a farsi benedire il disco, il libretto con i testi, la copertina, parte di un concept legato alla musica.
            Praticamente ci danno di meno, di qualità inferiore e ce lo fanno pagare al prezzo che noi avremmo speso con piacere per il prodotto fisico. Vincono sempre loro.
            Nei videogiochi e, siamo agli inizi, nell’editoria sta succedendo lo stesso. L’industria risparmia, ci propone un prezzo più basso perché è una versione “ridotta”, noi lo compriamo pure di non farne a meno e, con il passare degli anni, i prezzi aumenteranno e noi ci ritroveremo con degli insulsi file nei nostri hard-disk e, addirittura, senza manco quelli grazie allo streaming.
            Aridateci il walkman!

  2. Grazie per aver colto e trasmesso lo spirito che ci anima!

  3. Mike ha detto:

    Sono sincero, non mi aspettavo di ricevere i complimenti da Ernyaldisko in persona! Mi sento molto onorato! Grazie a voi per la vostra professionalità e disponibilità.

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