Two Sisters

Pubblicato: 7 febbraio 2017 da The Butcher in Film e Serie TV, Recensioni Film
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In questo articolo vorrei spostarmi brevemente sul versante orientale e parlare di un’opera coreana. Questa sarà la prima volta che parlo di un film dell’oriente, nonostante ci avessi pensato cento volte, e solo oggi pubblico la mia prima recensione su ciò.

La pellicola in questione è Two Sisters, horror uscito in Corea nel 2003 e in Italia nel 2004, diretto da Ji-woo Kim e ispirato al romanzo Janghwa Hongreyon-jon.

Trama:
Le due sorelle Soo-yeon e Soo-mi tornano dopo molto tempo a casa dal padre. Insieme a lui però ci sarà anche la loro matrigna, Eun-joo, che entrambe detestano e temono. Dopo il loro ritorno nella casa sembrano succedere degli strani eventi di cui sono protagoniste le tre donne mentre il padre sembra non accorgersi di niente.

Ho definito Two Sisters un horror ma non è solamente quello. E’ anche un thriller psicologico realizzato in maniera eccelsa. Iniziamo con ordine.
La regia di Ji-woo Kim è molto curata. Riesce a descrivere bene la situazione in cui si trovano i personaggi narrando una storia con un montaggio lento e mai noioso.
La storia che ci viene narrata è interessante anche perché non parla semplicemente di eventi sovrannaturali in una casa, ma parla del contesto familiare. La famiglia in questione è molto frammentata. Soo-mi odia a morte la matrigna che non accetta come sua nuova madre e allo stesso tempo disprezza il padre per aver portato quella donna nella loro vita. La matrigna stessa sembra essere disgustata dalle due ragazze e non appena ne ha l’occasione si vendica sulla minore, Soo-yeon. Il padre è una figura interessante che però sembra essere tagliato fuori dalla situazione tra le figlie e la nuova moglie e ciò che sta succedendo intorno.
In questo caso però non è come in certi horror in cui la figura maschile sembra non accorgersi di niente perché ha dei prosciutti sugli occhi, ma è come se ciò che succede alle ragazze non potesse in alcun modo raggiungerlo.

Si parla parecchio dei personaggi, anzi possiamo dire che sia basa quasi completamente su di essi. E tutto questo grazie a una sceneggiatura scritta bene e a degli attori che fanno bene il loro lavoro, che non recitano solo delle battute imparate a memoria, ma che si muovono nelle inquadrature entrando perfettamente nei personaggi. Le loro interpretazione sono di alta qualità, tutti quanti risultano veri e realistici nei propri ruoli.
Attori che si calano in una famiglia che cerca inutilmente di sembrare la classica famiglia felice, di far finta che vada tutto bene, ma così non accade. Ci provano poco e falliscono miseramente. Alla fine saranno l’odio e la diffidenza a prevalere.
Solo le due sorelle riescono ad andare d’accordo, a essere sincere e felici insieme. Ci affezioneremo molto a loro due in quanto unici elementi che possiamo considerare positivi.

Tornando alla storia invece ci saranno molti elementi horror e misteriosi che pian piano prenderanno forma. La parte horror non è predominante ma quando fa mostra del suo potere di certo non te la dimentichi.
Nella prima parte ci faremo tante domande: C’è davvero qualcosa di sovrannaturale? Perché il padre sembra così distante? Cos’è successo davvero alla famiglia? Ci faremo spesso queste quesiti e quando sei sicuro di aver capito più o meno dove vuole andare a parare la pellicola, ecco che arriva il colpo di scena. Un plot twixt semplice ma congegnato veramente bene che cambierà le carte in tavola. Un colpo di scena che per fortuna non è forzato in quanto alcuni indizi ci erano già stati dati in certe scene durante la visione.
Da questo punto in poi le cose si fanno complesse, gli eventi saranno confusi per i protagonisti e la storia non procederà più in modo cronologico ma inizieranno ad esserci alcuni flashback che spiegheranno cosa stia realmente accadendo. Se non si è abbastanza attenti si potrebbero perdere alcuni particolari interessanti. Una seconda visione del film è d’obbligo per cogliere tutti quei dettagli che sicuramente sono sfuggiti la prima volta, soprattutto alcune simbologie davvero belle.

Non credo che ci sia altro da aggiungere. Tecnicamente è curato sotto ogni punto di vista (fotografia ottima, inquadrature azzeccatissime e movimenti della macchina lenti e ben fatti) e la sceneggiatura è molto interessante.
La vera componente horror in quest’opera non sta nelle entità sovrannaturali ma nel contesto familiare. Molte volte parlare di argomenti legati alla vita vera possono essere più terrificanti di mostri o altro. Dover affrontare i demoni interiori, affrontare la dura realtà, sono questi gli argomenti che valorizzano quest’horror.

Giusto per farvelo sapere, è stato fatto un remake americano di questo film nel 2009; il film si chiama Uninvited ed è stato diretto da Charles e Thomas Guard. Vi posso dire tranquillamente che Two Sisters è proporzionalmente bello alla bruttezza di questo remake. Neanche ci provano a fare le cose per bene.

Grazie mille di essere passati e ci vediamo al prossimo articolo.

[The Butcher]
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commenti
  1. redbavon ha detto:

    Grande Butch! Davvero grande! Quando leggo dei film che non ho visto, sono sempre sul punto di mollare tutto per paura che nella foga del racconto l’autore (anche non volendo) si lasci scappare elementi che distruggano il fattore “scoperta”. Nel tuo caso, vado sul sicuro! Diamine, mi ha tenuto sul filo della suspense fino alla fine, come se fossi alla proiezione del film. Bravo!
    I film horror orientali che ho visto hanno questa caratteristica di “sembrare” lenti, differente dai nostri film horror. La “lentezza” (che trovo insopportabile in grande parte nella cinematografia francese) è invece qui un modo per immergere lo spettatore nella storia, per poi dargli un colpo quando meno se l’aspetta. Non sempre riesce il “giochetto”, ma l’approccio mi piace.
    Two Sisters finisce nel Listone della Spesa.
    Che te l’ho detto “bravo”? Ah sì? Aribravo!

    • The Butcher ha detto:

      Ti ringrazio tantissimo! Gli horror orientali mi affascinano parecchio e spero di far altre recensioni su queste pellicole (ma non solo horror). Comunque la lentezza non è un difetto se sai farlo bene. In questo caso ci stava perfettamente ma certi film lo utilizzano per provare a dare un tono serio o drammatico alla storia e molte volte falliscono.
      Grazie ancora per i complimenti!

  2. rapideyesmovement ha detto:

    Grande Butcher, c’è anche un terzo remake non dichiarato……sono sicuro che avrai capito quale sia il film

  3. gianni ha detto:

    Bello.
    Ne riparlerò in un mio futuro contributo horror… una sorta di spin-offone di Del Ragno il Veleno.

  4. fashonme ha detto:

    Adoro film e drama coreani, andrò sicuramente a cercarlo online!!! KAMNSAMNIDA

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