Garm Wars – L’ultimo druido

Pubblicato: 10 marzo 2017 da The Butcher in Film e Serie TV, Recensioni Film
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Probabilmente questo film l’hanno visto in quattro persone e solo la metà di queste l’avranno apprezzato, tra cui il sottoscritto.
La pellicola in questione è Garm Wars – L’ultimo druido, opera fantascientifica diretta da Mamoru Oshii e uscita nelle sale italiane nel 2016.

Trama:
La storia è ambientata nel mondo di Annwn, un mondo abitato da otto tribù che da secoli, dopo la scomparsa del loro Creatore, sono in guerra. Dopo molte battaglie solo tre tribù sono sopravvissute: i Briga, i Columba e i Kuntak. Queste tre formano il Garm, ovvero un codice di comportamento e di appartenenza. Le cose sembrano cambiare quando i Columba catturano un Kuntak insieme a un Druido, un essere in grado di parlare con il Creatore.
Saranno Khara, una Columba, e Skellig, un Briga, ad accompagnare il Druido e il Kuntak alla ricerca della verità.

Garm Wars era un’idea che Oshii voleva realizzare ormai da tantissimo tempo e che solo nel 2014 è riuscita a vedere la luce. Con questa pellicola il regista inaugura anche il suo primo lavoro in lingua inglese.
Purtroppo però non è stato apprezzato né dal pubblico né dalla critica, che lo hanno entrambi bocciato.
I motivi del fallimento di Garm Wars si possono riscontrare a livello di sceneggiatura e di effetti visivi. Sono il primo a dire che la pellicola di Mamoru Oshii ha dei difetti abbastanza visibili ma nonostante tutto l’ho apprezzato parecchio.

A livello di sceneggiatura può lasciar basiti il fatto che a fine visione si hanno più domande che risposte. Oshii ha cercato di creare un intero universo narrativo con delle popolazioni che hanno delle regole ben precise ma dei misteri che riguardano la loro esistenza. Alcuni di questi misteri verranno risolti mentre altri rimarranno ancora un’incognita e questo a mio avviso non è per niente un difetto ma una scelta registica che può piacere come può non piacere. Il problema vero e proprio sono alcune forzature presenti a livello di sceneggiatura, sul come accada un determinato evento e sui motivi per cui un determinato personaggio fa una certa scelta che non è del tutto convincente. Questi sono a mio avviso i veri errori nella scrittura di questa pellicola, errori che però si possono anche accettare visto che non vanno a compromettere o contraddire quello che l’opera cerca di dirci. Ovviamente sono cose che dovrebbero essere sempre evitate ma non sono così gravi da dire che la sceneggiatura di un determinato prodotto sia orrenda.
D’altro canto l’opera scritta da Oshii e Geoffrey Gunn si dimostra eccellente per quanto riguarda i personaggi. La protagonista della storia, Khara23, non è altro che uno dei tantissimi cloni creati per servire la sua flotta. Qualcosa però accadrà e iniziaerà ad avere dei propri pensieri e rendersi conto di essere un essere pensate e a fare moltissimi domande sul Garm, sulla loro esistenza e sulla scomparsa del loro Creatore.
Ciò oltre a mostrare un’ottima crescita della protagonista (e non solo) ci permette di riallacciarci anche ad altri film di Mamoru Oshii e di come sia rimasto fedele al suo pensiero. Basti prendere come esempio i suoi lavori più famosi ovvero i film di Ghost in the Shell. In questo caso avevamo come protagonisti dei cyborg che col passare del tempo iniziavano ad avere più consapevolezza di loro stessi e porsi domande interessanti.
Poche volte mi capita di vedere un regista così attaccato al suo pensiero e sono felice che Oshii abbia intrapreso questa strada nonostante mille avversità.

Sul lato tecnico vorrei soffermarmi in particolare sull’utilizzo della CGI. Purtroppo si vede bene che la CGI è finta e in certi punti ha dei livelli davvero bassi di qualità. C’è da dire che il budget della pellicola era abbastanza effimero per la storia che voleva raccontare ma che comunque non giustifica la grafica da vecchio videogioco. Se a livello tecnico la computer grafica non fa miracoli, rimango sorpreso ogni volta nel vedere il design delle navi e dei mezzi da combattimento. Quest’ultimi sanno essere veramente originali e al cinema oggetti così particolari se ne sono visti poche volte. Se immagino delle navi o dei carri armati del genere realizzati con un budget superiore mi viene la pelle d’oca.

Troviamo nella colonna sonora uno dei punti di forza di Garm Wars. Le musiche composte da Kenji Kawai sono molto ispirate e riescono ad abbinarsi con perfezione alla magnificenza dei paesaggi e alle sensazioni che provano i personaggi.

Garm Wars alla fine è un film che riesce a fare il suo dovere nonostante dei difetti che non vanno in alcun modo dimenticati. La sensazione che provi alla fine della visione è di aver visto un prologo di qualcosa di molto più grande, cosa che è effettivamente vera. Oshii ha detto chiaramente che questa pellicola era solo un prologo e che vorrebbe girare il seguito.
Non so però se questo suo obiettivo potrà essere realizzato visto che critica e pubblico hanno criticato il suo operato, anche se a suo avviso il secondo capitolo dovrebbe avere un budget dieci volte superiore.

Io spero che Oshii riesca a trovare qualcuno che gli permetta di portare avanti questo progetto (anche se mi pare un’impresa molto ardua). Potrebbe rivelarsi davvero interessante e originale.

Vi ringrazio di essere arrivati fin qua e ci vediamo al prossimo articolo!

[The Butcher]

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commenti
  1. redbavon ha detto:

    Mi intriga parecchio anche se ha “buchi” di sceneggiatura, ma è stato realizzato in un’ottica (forse troppo ambiziosa) di approfondire in un seguito e magari un terzo, insomma creare una nuova saga. A Oshii darei senz’altro una seconda chance. Io lo recupererò in Dvd o Blu-Ray, sono davvero curioso.

    • The Butcher ha detto:

      Il progetto era molto ambizioso e lo.si vede appena inizia il film. Mi dispiace per i problemi che ha avuto ma un secondo capitolo vorrei davvero vederlo.

      • redbavon ha detto:

        Se continuano a sfornare Kong, qualcuno che rischia qualcosa di nuovo dovrebbe essere preso in considerazione, ma mi pare di capire che nemmeno la critica usa questo parametro

        • The Butcher ha detto:

          Già ed è un vero peccato. Non gli hanno dato possibilità. A volte la critica si dimostra troppo severa verso quei film che osano ma non riescono al 100%. Se non funziona perfettamente allora è da bocciare. E ci credo poi che ripropongo sempre la stessa cosa. Almeno lì vanno sul sicuro.

          • redbavon ha detto:

            È’ un’industria in cui girano taaaanti soldi e il rischio significa pericolo di perderli. La critica non credo ne esista una più indipendente e, spesso, segue le mode assecondandole o andando contro a prescindere

  2. abctheron ha detto:

    Un genio come Mamoru Oshii, proprio per le caratteristiche produttive del Giappone, non ha mai goduto di quei finanziamenti stellari di cui spesso godono i colleghi americani e ne è dimostrazione la povertà degli effetti speciali, già nel suo capolavoro live-action (a mio modesto giudizio) di Avalon…
    Tuttavia egli ha sempre avuto dalla sua la creatività e l’ingegnosità della narrazione, anche se basterebbe ciò che ha fatto in campo animato per metterlo nell’olimpo (tra Ghost in the Shell e Jin-Roh non saprei dove scartare!!!).
    Ho amato questo tuo pezzo, Butcher, soprattutto perché quesata opera mi manca e tu sei sempre di più per me non solo un guru ed un mentore, ma anche una voce della coscienza: recupererò assolutamene ed ancora complimentoni!!!

    • The Butcher ha detto:

      Avalon è un’opera davvero affascinante che dovrei trattare prima o poi. Mi piacerebbe vedere qualcuno dare un budget decente a Oshii. Sa essere originale e possiede una grande fantasia (oltre che a narrare le sue storie bene).
      Ti ringrazio tantissimo per il tuo commento e per il tuo sostegno :)

      • abctheron ha detto:

        Non mi viene in mente nessuno che saprebbe parlare con cura di Avalon meglio di te, anzi, considerando la tematica FPS del soggetto, potresti addirittura costruire un posto a quattro mani con Shiki, in modo da circoscrivere a circumnavigare l’aspetto videoludico, quello sarebbe bellissimo leggervi! antropologico ed infine quello cinematografico…
        Sarebbe bellissimo leggervi!

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