Spiral & Ring 0: Birthday – la quadrilogia giapponese (seconda parte)

Pubblicato: 30 aprile 2017 da The Butcher in Film e Serie TV, Recensioni Film
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Ed eccoci nella seconda parte dell’articolo dedicato alla saga giapponese di The Ring.
Il prossimo film di cui tratteremo è Spiral, diretto questa volta da Joji Iida.
La particolarità della pellicola è che uscì nello stesso anno di Ring e viene considerato anch’esso come un secondo capitolo. Purtroppo fu un flop al botteghino e non ricevette ottime critiche e per questo motivo venne considerato come un capitolo a se stante, una specie di What If.
Spiral non è un brutto film, alcune tematiche e idee qui presenti sono molto interessanti, ma purtroppo è un’occasione mancata e l’anello debole dei quattro film di The Ring.

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Trama:
Mitsuo Andou è un patologo che tenta più volte il suicidio dopo la morte di suo figlio, ma, quando ci prova, non ha il coraggio di andare avanti. Un giorno gli viene chiesto di fare l’autopsia al cadavere di Ryuji Takayama, un tempo suo amico. Durante l’autopsia però Ryuji avverte Mitsuo e gli lascia un indizio che lo porterà a una videocassetta maledetta.

Spiral purtroppo non vanta di grande successo tra i fan, nonostante abbia un potenziale che poteva essere sicuramente sfruttato meglio. Questa pellicola è ispirata all’omonimo libro scritto sempre da Koji Suzuki. Sfortunatamente non ho letto l’opera in questione ma informandomi ho scoperto che la pellicola se ne discosta abbastanza anche se riprende alcuni argomenti che mi hanno affascinato durante la visione.

Le tematiche in questione sono quelle del virus e della rinascita. Nel primo caso si parlerà di come la maledizione di Sadako si diffonda in vari modi, non solo attraverso le videocassette, ma anche tramite qualsiasi contatto con le vittime e di come queste diventino a loro volta portatori del virus (che in questo caso ricorda molto quello del vaiolo).
Sarebbe bello approfondire la tematica inerente alla rinascita ma così rischierei di rivelare troppo al pubblico. Sta di fatto che ha una grande importanza per il film anche se non viene spiegato perché succede una certa cosa (cosa che nel libro invece c’è). Per via di questa mancanza la questione mi ha convinto a metà nonostante l’argomento sia stato utilizzato molto meglio di The Ring 3 (e questa è una cosa che non perdonerò mai a quel film).

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I grandi difetti di Spiral sono a mio avviso le scene troppo lente. Non fraintendetemi, anche le altre tre pellicole sono lente ma nel loro caso è un punto di forza mentre qui no. Alcune sequenze sono troppo lunghe e inutilmente lente e rendono certi momenti davvero pesanti soprattutto nei momenti chiave, cosa ancor più grave. Anche il finale, che davvero poteva essere qualcosa di grandioso, stucca per via della lentezza e della lunghezza dell’intera scena.

Altro fattore negativo è la figura di Sadako. Non trovo sbagliato il voler “evolvere” una figura come la sua ma quest’evoluzione si è dimostrata abbastanza superficiale facendo perdere molto interesse nei confronti di un personaggio centrale.

Nonostante tutto continuo a dire che Spiral non sia un brutto film e ciò lo si può vedere attraverso il protagonista, Mitsuo, probabilmente il personaggio meglio caratterizzato dei quattro film oltre che quello più umano.
Lui è depresso, soffre parecchio per la perdita di una persona a lui cara e tenta più volte il suicidio senza però riuscirci. Oltre ciò si dimostra anche molto egoista. L’esempio lampante è il comportamento che ha verso Mai Takano. Non vuole stare insieme a lei perché la ama, ma perché ha paura e ha bisogno di qualcuno che lo rassicuri. Questo egoismo esplode poi in un punto importante della storia dando un lato estremamente umano (e negativo) del personaggio.

La pellicola poteva essere resa molto meglio ovviamente, ma non per questo è da dimenticare o disprezzare visto che ha dei momenti in cui sa splendere.

Per finire ora parliamo di Ring 0: Birthday, uscito nel 2000 e diretto da Norio Tsuruta e basato sul romanzo breve Lemonheart di Koji Suzuki.

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Trama:
Gli eventi sono ambientati prima della morte di Sadako e avranno lei come protagonista. Vedremo il suo periodo trascorso a Tokyo quando era ancora in vita e la sua entrata in una compagnia teatrale dove si innamorerà di un membro di quest’ultima. Purtroppo la sua non è una vita normale come quella degli altri e la compagnia teatrale si accorgerà di questa sua stranezza e inizieranno ad avere paura di lei. Come se non bastasse una giornalista sarà sulle tracce di Sadako, ossessionata da lei.

Se dovessi trovare un modo per poter descrivere questa pellicola, credo che la definirei una tragedia. D’altronde sappiamo tutti, arrivati a questo punto, cos’è successo a Sadako ma nessuno sa com’era in vita e come conducesse la sua esistenza. Per questo immagino che molti saranno sorpresi di vederla come una ragazza timida e chiusa che fa fatica a relazionarsi con le persone.
Il suo problema sono i poteri che ha, poteri che non riesce a controllare ma non c’è solo questo. Il suo vero problema è “l’altra” Sadako. Cosa voglio dire con questo? Guardatevi il film e capirete.
Oltre ciò avrà delle difficoltà con gli altri membri della compagnia perché, come ho detto in precedenza, questi avvertiranno qualcosa di strano in lei, come se fosse un’anomalia e ne sono spaventati. Quando poi inizieranno ad accadere eventi particolari, gli occhi di tutti cadranno su di lei, trasformando così la loro paura in odio.

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Una parte centrale del film, oltre alla tematica dell’odio, sarà la storia d’amore tra Sadako e Hiroshi Tôyama, un ragazzo della compagnia. Non sarà di certo una relazione originale ma il rapporto e l’affetto dei due si dimostra realmente sincero e innocente, cosa che apprezzo parecchio.
La storia però è una tragedia e, se avete visto gli altri film, potete immaginare come andrà a finire. Forse, se avessero cercato di capire Sadako, le cose sarebbero andate diversamente e avrebbero potuto vedere una persona capace di aiutare gli altri e invece hanno creato un mostro ricolmo di odio e rancore, con l’intento di diffondere il suo dolore.

Birthday non è esente da difetti. Alcune spiegazioni sono state raccontate un po’ in fretta mentre il personaggio della giornalista ossessionata da Sadako non darà alcuna motivazione per quello che farà. Quest’ultimo però è un difetto soggettivo. Forse hanno voluto volontariamente omettere i motivi che la spingono ad agire (anche se sul libro viene spiegato), ma personalmente avrei preferito dei chiarimenti.

E con questo si conclude sia l’articolo che l’argomento The Ring. E’ stato un progetto davvero affascinante da portare sul nostro blog e penso che lo rifarò con altri titoli.
Spero che questi articoli vi siano piaciuti!

 

[The Butcher]

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commenti
  1. redbavon ha detto:

    Ottimo post e davvero interessante l’approccio che hai scelto. Continua con altri perché riescono a inserire i vari film in una cornice più ampia e una visione più completa del corpus filmico, chiamiamolo così. Riesci a non rivelare particolari, eppure a trasmettere un’idea chiara di cosa aspettarsi dal film. Aspetto la prossima.

  2. gianni ha detto:

    Tanta roba… L’articolo è un bel pezzo di cultura cinematografica orientale. Tnks

  3. Idreim ha detto:

    Concordo con redbavon quando dice, e uso le sue parole testualmente a questo punto “Riesci a non rivelare particolari, eppure a trasmettere un’idea chiara di cosa aspettarsi dal film”.
    IN questo sei davvero bravissimo, in questo articolo lo sento in modo particolare, e lo apprezzo moltissimo, complimenti ^_^

    • The Butcher ha detto:

      Grazie mille! Cerco sempre di fare del mio meglio per non fare spoiler sui film e a far capire alle persone cosa può trasmettere quella determinata pellicola.
      Grazie ancora per il commento!

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