Lorenzo Urciullo, in arte Colapesce, è stata per il sottoscritto una delle scoperte più folgoranti dell’anno appena trascorso. Mi è bastato ascoltare il suo ultimo lavoro discografico per innamorarmi della sua musica e delle sue liriche. Prima di allora non avevo ascoltato nulla di lui, sebbene il suo nome era rimbalzato più volte ai miei occhi leggendo le varie riviste di musica indie. Per un motivo o per un altro non mi ero mai preso la briga di andarmelo ad approfondire, fino a quando un giorno voglioso di ascoltare qualcosa di nuovo, mi imbattei nel suo Infedele. Fu amore a primo ascolto.

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Questo disco mi ha accompagnato per tutta la fine del 2017 ed è entrato nella mia personale classifica dei migliori ascolti dell’anno. Sicuramente è stata una delle uscite più interessanti del mercato italiano, come non se ne vedevano da un pezzo. Urciullo è un ragazzo dal grande talento ed in questo album sfodera il meglio di sè, distaccandosi completamente dalle sonorità dei dischi precedenti per intraprendere un nuovo percorso sonoro. Un lavoro che fin dalle prime note osa di più e si permette di spostare l’asticella un po’ più in la.

Il primo aspetto che catalizzò la mia attenzione ancora prima di ascoltare le canzoni, fu per l’appunto la curatissima copertina del disco, ad opera di Alfredo Maddaluno. Una foto su sfondo rosa mostra un giovane Colapesce nell’atto di prendere la prima comunione. Come lui stesso ha detto, questo scatto “appartiene a tutti e a lui solo”. La prima volta che rimirai questa fotografia si palesò nella mia mente un’altra copertina iconica: il Battiato adolescente in giacca e cravatta di Fisiognomica. Semplice coincidenza? Probabilmente no, dato che l’influenza del maestro siculo si fa sentire anche a livello compositivo. Pantalica, la canzone che apre il disco, ne è un perfetto esempio. Si parte da un beat costante e ripetitivo fino a sfociare in una vertigine di sperimentazione sonora dai toni quasi prog, dove a emergere è un’emozionante intervento di sax ad opera di Gaetano Santoro. La voce di Urciullo non può non ricordare quella del cantautore catanese. Già questa prima traccia mette ben in chiaro le carte in tavola: veniamo a conoscenza di un lato dell’artista inedito, mai mostrato prima. Non si fa del semplice pop, ma piuttosto un pop costruito su diversi livelli di lettura.

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Se il primo momento del disco disorienta l’ascoltatore più fanatico, conducendolo verso lidi remoti e a lui inesplorati, stessa cosa non si può dire delle due canzoni successive. Non potevano mancare i momenti più danzerecci e ballabili e per questo giungiamo ai due singoloni di punta. Totale, in origine scritta e pensata per Luca Carboni, nonostante rappresenti un passo indietro rispetto alla traccia iniziale, risulta godibile nel suo insieme e perfettamente orecchiabile. Ci sono tutti gli ingredienti per farne un ottimo pezzo da radio: ritmo vivace, ritornello che ti rimane impresso e varie sfumature di colore. Il pezzo, scritto in collaborazione con il collega siciliano Dimartino, esce accompagnato da un simpatico videoclip. La stessa leggerezza la ritroviamo anche nel secondo singolo dell’album, la vivace Ti attraverso. Anche questa godibile ma che non aggiunge niente all’opera.

Il lato A si chiude con quello che è, molto probabilmente, il vero gioiello di tutto il quadro. Vasco da Gama non è altro che un viaggio esotico dal sapor portoghese. Impossibile da descrivere. Va rigorosamente ascoltato. Procedendo con l’ascolto, si arriva al momento più intimistico, quello di Decadenza e panna, ballata in pieno stile De Gregori, con soltanto una chitarra e la voce delicata di Urciullo a cullarci. Breve ma intensa. Segue Maometto a Milano, dove il nostro Colapesce mescola politica e religione a ritmo di discoteca (“Siete tutti felici/siete tutti risolti”).  A chiudere ci pensano l’esemplare Compleanno, che fonde l’eurodance con la musica brasiliana (i rimandi al Battisti di Anima latina sono assai espliciti) e il conclusivo Sospeso, che come dice il titolo, non chiude definitivamente il disco ma, lascia l’ascoltatore “in sospensione”. Un finale che non soddisfa completamente e lascia un po’ con l’amaro in bocca.

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Nelle intenzioni del suo autore il disco in realtà doveva contenere circa una ventina di canzoni (doveva uscire come doppio) ma la casa discografica non era d’accordo. Molti dei pezzi originariamente composti vennero scartati e si decise per mantenerne soltanto otto. Sicuramente uno dei punti forti di Infedele sta nel lavoro di produzione svolto in maniera impeccabile dal talentuoso Jacopo Incani (alias Iosonouncane, autore del meraviglioso Die del 2015). La sua mano si sente, specialmente nel brano Compleanno. Inutile dire che il suo lavoro di produzione ha giovato molto al progetto e mi auguro fortemente che entrambi possano presto tornare a collaborare insieme. Vi esorto quindi, se non lo avete ancora fatto, a recuperare anche i due lavori solisti di quest’ultimo se non li conoscete.

Prima di lasciarvi volevo parlarvi di un progetto musicale molto importante che è approdato su Youtube negli ultimi mesi. Il canale si chiama Vinilicamente ed è dedicato al mondo del vinile e della musica in generale. Vengono trattate diverse rubriche (recensioni di dischi e libri, interviste agli appassionati del vinile ecc…) ed è gestita da tre ragazzi di Livorno, con grande passione, semplicità e molta competenza. Se volete, andate a dare un’occhiata anche alla loro pagina Facebook. Merita davvero!

Questo è tutto. In fondo trovate la classifica dei dieci migliori ascolti del 2017 secondo il sottoscritto. Alla prossima!

TOP 10 ALBUM 2017 di Mike

1. Paolo Benvegnù – H3+
2. Edda – Graziosa Utopia
3. Kamasi Washington – Harmony of Difference
4. Protomartyr – Relatives in Descent
5. Ulver – The Assassination of Julius Caesar
6. Ariel Pink – Dedicated to Bobby Jameson
7. Lcd Soundsystem – American Dream
8. Kendrick Lamar – Damn
9. Colapesce – Infedele
10 . Steven Wilson – To the Bone

 

[Mike]

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commenti
  1. redbavon ha detto:

    Interessante. Ero proprio alla ricerca di qualcosa del genere. Non sono amante della musica italiana ma mi sono riavvicinato grazie all’ultimo album dei Brunori sas. Cercherò questo album e anche esplorerò la tua top. Grazie!

    • Mike ha detto:

      Grazie a te redbavon! Colapesce è stata una gran bella scoperta anche per me e un talento come il suo conferma ancora una volta che nel panorama italiano c’è ancora gente che vale e che merita di essere presa in considerazione. Ti auguro buon ascolto!

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