Archivio per la categoria ‘Recensioni Serie TV’

Ormai oltre tre anni fa, esordii nel mio articolo su Avatar – La leggenda di Aang dicendo che non sapevo come classificare questa opera: cartone o anime? Il dubbio rimane in quanto è una serie animata di origine occidentale ma con un grande inquinamento dalla cultura orientale (anche se qui, in Korra, vedremo ottimi tributi all’America degli anni 20/30). Alla fine decisi, erroneamente, di considerarlo un anime. Ora posso andare sul sicuro e classificare entrambi come una serie tv, così evitiamo sbagli.
Un’altra cosa che farei è prendere il precedente articolo (che vi ho linkato sopra) e riscriverlo daccapo (così come vorrei fare con ogni cosa che ho scritto dal 2015 in giù, almeno…) ma siccome qui in questo blog ogni cosa rimane, come prova del nostro percorso di crescita, mi limiterò a concludere il tutto parlando brevemente di Korra per poi, in futuro (non so quando), scrivere uno o più articoli ben più approfonditi, anche full spoiler, per mostrare quanto davvero ha da dire la saga di Avatar (compresi i fumetti, inediti in Italia).

La leggenda di Korra viene trasmessa per la prima volta su Nickelodeon il 14 aprile 2012. È stata creata da Michael Dante Di Martino e Bryan Konietzko. Racconta le imprese di Korra, Avatar successiva ad Aang, settanta anni dopo la fine della guerra dei cento anni.

Trama:
Korra, alla morte piuttosto prematura di Aang, nasce come successivo Avatar nella Tribù dell’Acqua del Sud. Già a soli quattro anni si rivela un prodigio nel campo del dominio dell’Acqua, del Fuoro e della Terra. Fino all’età di diciassette viene tenuta al sicuro e addestrata all’arte del combattimento, dimostrandosi molto brava e preparata a livello fisico; ma il suo addestramento da Avatar è ben lungi dall’essersi concluso. Ancora non riesce a dominare l’Aria, elemento ostico per lei (come lo era stata la Terra per Aang) e non è capace di comunicare con gli spiriti, accedere al loro mondo e di entrare nello Stato dell’Avatar. Volendo diventare un Avatar completo ma anche impaziente di vedere il mondo ed essergli utile, Korra segue Tenzin (l’ultimo figlio su tre di Katara e Aang, nonché l’unico nato come dominatore dell’Aria) a Città della Repubblica, che sorge su parte del terreno che era tempo parte del Regno della Terra, una grande città all’avanguardia fondata da Aang e il Signore del Fuoco Zuko, dove dominatori e non dominatori di ogni nazione possono vivere in pace e armonia. Ma, al contrario di come potrebbe sembrare, nei sobborghi oscuri della città, sotto le imponenti ombre gettate dagli enormi palazzi, in un luogo che simboleggia la pace tanto agognata e un futuro di innovazione, terribili organizzazione tramano per sconvolgere tutto questo in nome di una causa giusta ma totalmente distorta.
Korra, ragazza impaziente ed energica, ingenua e buona di spirito, scoprirà come non tutti al mondo amino l’Avatar, ma che piuttosto agognano alla sua distruzione.


La leggenda di Korra è composta da 52 episodi ed è suddivisa in quattro stagioni (mentre quella di Aang ne ha 61 ed è divisa in tre stagioni):

  • Book One: Air – 12 Episodi
  • Book Two: Spirits – 14 Episodi
  • Book Three: Change – 13 Episodi
  • Book Four: Balance – 13 Episodi

Parto subito per esporre la mia idea sulla decisione di suddividere così la serie e il suo utilizzo da parte degli autori.
Nella serie di Aang avevamo tre stagioni da venti episodi l’una (21 l’ultima) e nonostante ci fossero degli episodi tranquilli, divertenti e/o di svago, i tempi erano ben gestiti per dare alla trama il giusto ritmo.
Con questo cambio di rotta gli episodi per raccontare una data vicenda si sono letteralmente dimezzati e questo ha portato a una “leggera” confusione sulla gestione del tempo nelle prime due stagioni di Korra. Infatti, tra le quattro, possono risultare quelle meno riuscite in quanto i fatti di trama prendono il via troppo lentamente e si concludono troppo velocemente, il ché è un vero peccato in quanto le ritengo comunque molto valide e di qualità. Dalla terza stagione invece hanno capito come sfruttare bene il tempo a loro disposizione regalandoci due stagioni davvero di alto livello narrativo e registico, a discapito però, secondo me, di quei piccoli momenti di pausa in cui era possibile rilassarsi un po’ e nel frattempo approfondire alcuni dettagli più leggeri legati al mondo di Korra e ai personaggi che lo popolano. Con questo voglio dire che mi dispiace che non abbiamo mantenuto il precedente setting di venti episodi per stagione (non mi sono informata a proposito, quindi non conosco il motivo di questa decisione, anche se ho una vaga idea…). Nonostante ciò, risulta una serie all’altezza della precedente.

Con impronte steampunk, La leggenda di Korra è piena di tributi, oltre che alla cultura orientale, all’America degli anni 20 e 30, con Città della Repubblica sede principale del progresso tecnologico dove vediamo circolare elettricità unita all’energia a vapore, in un connubio di macchine all’avanguardia davvero in linea con lo stile dei primi decenni del secolo scorso. Assistiamo anche alla nascita del “cinema”, così come in precedenza della fotografia e tantissime altre cose, persino cose terribili come armate corazzate in platino.
Ogni cosa è totalmente cambiata negli scorsi settantanni ma il sistema è ancora giovane e instabile. Tutto questo si riverserà su Korra che dovrà affrontare i terribili tumulti di questo nuovo mondo. Da questo punto di vista posso dire con certezza che ciò che dovrà affrontare Korra sarà alla pari di ciò che ha affrontato Aang durante la guerra, anche se in modo diverso.
Aang ha assistito con impotenza, con un ritardo di cento anni, al genocidio della sua gente, catapultato a soli dodici anni in un mondo scosso da un secolo di guerra.
Korra passerà da un’ambiente protetto al mondo reale, giovane e in tumulto, e la sua convinzione che il mondo voglia farsi aiutare dall’Avatar sarà messa a dura prova; l’ingenuità si trasformerà in paura e la sicurezza in timore. Diversi cellule contorte minacceranno la sua esistenza, sia fisica che spirituale, in un mondo che rischia di cadere in balia del comunismo, la teocrazia, l’anarchia e la dittatura.
Personalmente ho avuto più momenti di forte tensione guardando Korra, piuttosto che Aang. Ma credo che sia anche legato al mio legare molto con questa giovane, impulsiva e ingenua ragazza, nella quale ho rivisto me stessa sia in passato che ora, in tutta la sua evoluzione.

 

[Shiki Ryougi 両儀 式]

Annunci

Questa sarà una recensione particolare e insolita rispetto alle precedenti. Come molti di voi sapranno il prossimo anno ritornerà sui piccoli schermi una delle serie televisive più amate di sempre e tra le più attese. Non una serie qualunque ma la capostipite delle serie tv di qualità: Twin Peaks appunto. A dare l’annuncio è stato lo stesso David Lynch il 6 ottobre del 2014 su Twitter, scatenando l’entusiasmo di tantissimi fan che avevano perso quasi del tutto la speranza di poter rivedere le vicende dei loro beniamini preferiti dopo il brusco finale della seconda stagione. Un evento televisivo dunque che si prospetta essere il più importante del 2017 non solo per il semplice fatto che sono passati più di vent’anni dalla messa in onda dell’ultima puntata ma anche per il ritorno effettivo alla regia del maestro Lynch, il quale questa volta dirigerà tutti gli episodi. Ad accompagnarlo come sempre nel lavoro di produzione il fido Mark Frost, co- autore della serie nonché autore del libro “The Secret History of Twin Peaks” pubblicato il 18 ottobre (in Italia sarà pubblicato dalla Mondadori a ridosso della messa in onda della nuova stagione). Per la felicità di tutti ritroveremo quasi tutto l’intero cast originale al completo insieme ad altre nuove entrate tra attori, musicisti e cantanti. Non un ritorno alla “Dallas” ma in grande stile come testimonia anche il brevissimo seppur emozionante teaser trailer uscito qualche giorno fa con protagonista l’immenso Angelo Badalamenti intento a suonare il tema famoso della serie al pianoforte mentre sullo sfondo aleggiano i boschi di Twin Peaks e il ritratto della defunta Laura Palmer. D’altronde non poteva essere diversamente: sarebbe impossibile immaginare la serie senza l’apporto musicale di Badalamenti. Chi ha visto e conosce perfettamente l’opera di Lynch sa bene che la musica riveste un ruolo quasi primario rispetto a qualsiasi altro prodotto televisivo poiché ricopre circa il 90% di ogni episodio. Musica strumentale studiata al dettaglio per esprimere al massimo suggestioni e stati d’animo dei personaggi ma anche per dar maggior risalto alle ambientazioni (basti pensare alla sigla d’apertura di ogni puntata con le sue “montagne gemelle”, i folti boschi, la segheria e la magnifica cascata che si apre ai piedi del Great Northern Hotel). Una colonna sonora tra le più belle mai realizzate e che ha contribuito notevolmente al successo della serie stessa.

Per tanto in questo mio articolo cercherò di esporvi alcune mie riflessioni riguardo il finale aperto della serie. Devo però avvertirvi che non posso evitare di fare SPOILER perciò se non avete ancora visto la serie e il film che ne segue (Fuoco Cammina Con Me)  fareste bene a recuperarle prima di addentrarvi nella lettura. Prima di cominciare volevo ringraziare il mio carissimo amico The Butcher che mi ha incoraggiato più volte alla stesura di questo articolo.

* Bwuii * Shiki e The Butcher fanno versi carini…

Image and video hosting by TinyPic

Prima di affrontare con voi alcune riflessioni trovo sia utile spendere alcune righe sulla trama della serie e sulla sua genesi.

Trama

La tranquilla cittadina di Twin Peaks, situata nello stato di Washington ai confini del Canada, viene profondamente scossa dal ritrovamento del cadavere di Laura Palmer, la liceale più popolare della scuola nonché studentessa modello apparentemente benvoluta da tutti in paese. Ad aiutare gli agenti di polizia nelle indagini viene chiamato ad investigare l’agente speciale dell’FBI Dale Cooper, uomo dalla spiccata intelligenza e sensibilità, dotato di una profonda saggezza nonostante la sua giovane età. Durante la sua permanenza a Twin Peaks Cooper fa la conoscenza degli abitanti del posto salvo poi scoprire che ognuno di loro sembra in qualche modo legato alla vittima. Per risolvere il difficilissimo caso il giovane agente si servirà di ogni mezzo in suo possesso, trovando nei sogni del suo subconscio la risposta alle sue domande. Una volta archiviato il caso Palmer il giovane agente si ritroverà a fare i conti con il suo doloroso passato e a confrontarsi con le sue vere paure in un’esperienza al di fuori del reale, dove tra la vita e la morte non vi è altro che un confine molto labile.

>DA QUI INIZIANO GLI SPOILER<

Quando a David Lynch fu chiesto per la prima volta di produrre una serie televisiva per l’emittente americana ABC, in quel periodo intenta a riprendersi dal drastico calo di ascolti dei suoi palinsesti, quest’ultimo nutrì seri dubbi a tal proposito a causa dei suoi pregiudizi verso la televisione, da egli stesso definita un “medium orrendo”. Tuttavia grazie all’insistenza del suo agente Tony Kravitz accettò l’incarico e insieme al produttore Mark Frost cominciò a lavorare al progetto. Dopo il successo del controverso film Velluto Blu (Blue Velvet), thriller-noir con protagonisti Kyle Maclachlan e Isabella Rossellini, il regista decise di riproporre una storia che avesse come perno centrale una città all’apparenza tranquilla ma che al suo interno celasse i più macabri segreti. L’idea di partenza era quella di un corpo nudo avvolto in un telo di plastica ritrovato alla riva di un lago. Da questa piccola bozza presero forma la trama e i personaggi. Per l’ambientazione fu scelto il Nord Ovest statunitense, zona ricca di folti boschi. Alla fine degli anni ottanta soap opere del calibro di “Dallas” e “Dinasty” avevano riscontrato un grandissimo successo tra i telespettatori e per questo Mark Frost pensò bene di fondere la soap opera con il genere poliziesco da lui tanto amato. Twin Peaks è il risultato definitivo dell’unione tra questi differenti generi e non solo: al suo interno è possibile riscontrare elementi tipicamente noir ma anche horror e persino comici. Un mix che si allarga anche al soprannaturale e alla love-story in maniera del tutto originale. Per tale motivo ancora oggi Twin Peaks rimane un prodotto televisivo più unico che raro e assai difficile da imitare. L’avvento della serie agli inizi degli anni novanta ha rivoluzionato completamente il modo di fare televisione, stravolgendo i canoni tradizionali e imprimendosi nella mente di tanti spettatori attraverso quella domanda-tormentone alla quale sembrava non esserci risposta: Chi ha ucciso Laura Palmer? Uno slogan talmente potente da assicurare il successo della prima stagione e da confermarne una nuova. Ma è proprio durante la seconda stagione che l’impazienza dei fan viene meno, pressando l’emittente televisiva affinché l’identità dell’assassino venga finalmente svelata. Nelle intenzioni di Lynch tale identità  sarebbe dovuta rimanere segreta per sempre ma i dirigenti dell’ABC non glielo permisero, costringendolo ad un improvviso cambio di rotta della trama. A metà stagione viene posta la parola fine al caso Palmer ma ad un terribile prezzo: l’abbandono di David che aveva completamente perso interesse per lo show e il critico calo di ascolti.

Image and video hosting by TinyPic

Parte del successo dello show è dovuto in particolar modo agli attori e ai personaggi da loro interpretati. Per la terza volta Lynch richiama il suo “attore feticcio” Kyle Machlachlan a lavorare con lui (egli era già apparso in due pellicole cinematografiche del cineasta, “Blue Velvet” e il fantascientifico “Dune”). Sarà proprio Twin Peaks a dargli la giusta consacrazione grazie ai panni dell’affascinante agente speciale Dale Cooper, mandato dall’FBI ad investigare sull’omicidio della giovane Laura Palmer. Grazie alla sua caparbietà e ai suoi particolari metodi deduttivi (primo fra tutti il metodo tibetano) riuscirà di puntata in puntata ad avvicinarsi alla verità muovendosi tra imprenditori senza scrupoli, criminali incalliti ed entità provenienti da una dimensione alternativa. A dargli man forte nelle sue indagini il leale e sincero sceriffo Harry Truman e gli agenti di polizia Andy Brennan e Hawk. Durante la sua permanenza a Twin Peaks il giovane agente scoprirà che nessuno è veramente innocente e che la razionalità non sempre può giustificare certi avvenimenti. La presenza di entità misteriose provenienti da una dimensione ultraterrena conosciuta come Loggia Nera, influenzano pesantemente la vita degli abitanti del posto. A cominciare da BOB, entità demoniaca risalente all’antichità che trova piacere nel provocare dolore e disperazione nelle sue vittime (nella simbologia della serie la sofferenza viene rappresentata attraverso della semplice crema di mais chiamata Garmonbozia, alimento con il quale si nutrono gli abitanti della Loggia). La Loggia Nera non è altro che una realtà parallela alla nostra, abitata da spiriti dalla natura imprecisata che operano attraverso una precisa gerarchia. A capo di questa sembra esserci “il mago che desidera vedere” che nella serie ha le sembianze di un bambino che pratica giochi di magia accompagnato da una donna anziana, la signora Tremmond. Entrambi compaiono per un lasso di pochi secondi per poi ricomparire nel film prequel Fuoco Cammina Con Me, diretto dallo stesso Lynch. Gli altri spiriti della Loggia sono il Nano e il Gigante, il cui aiuto è decisivo per permettere a Cooper di risolvere il caso, sebbene la loro natura sia tutt’altro che amichevole. Tenebrosi segreti emergeranno riguardo la defunta Laura, la cui morte si scoprirà essere legata ad un turbine di droga e prostituzione senza possibilità di salvezza. L’ambiguità è la caratteristica principale degli abitanti del posto: ognuno ha una doppia faccia e un doppio fine. Il tema del doppio è assai ricorrente nella serie a cominciare dal titolo stesso (Twin Peaks significa “montagne gemelle”) e tornerà in maniera evidente nel delirante finale della serie. Una volta archiviato il caso Palmer, Dale infatti dovrà affrontare i misteri legati alla Loggia con il sostegno di due personaggi chiave della serie: la Signora Ceppo e il Maggiore Briggs. Entrambi infatti dichiarano di essere entrati in contatto con essa dato che sono entrambi scomparsi girovagando tra i boschi.

Image and video hosting by TinyPic

David Lynch tornerà a mettere le mani su Twin Peaks in occasione dell’ultimo episodio, il più surreale e complesso a livello di interpretazione. Un episodio tipicamente lynchiano è il caso di dire. Cooper riesce ad entrare nella Loggia Nera per mezzo dell’olio prestatogli dalla Signora Ceppo e comprende che il tempo non segue un preciso ordine cronologico. Spazio e tempo non seguono un andamento lineare. Inoltre durante il suo cammino incontra diverse conoscenze come Laura e il padre Leland, la sua amata Caroline e Maddy Ferguson. Tuttavia questi esseri non sono altro che “doppelganger” ossia dei doppi dei rispettivi personaggi. Nella mitologia antica il “doppio” sta ad indicare un presagio di morte o un qualsiasi evento di natura negativa come una malattia. Se ricordiamo le parole di Hawk riguardo agli spiriti della Loggia, soltanto coloro che dimostreranno di essere coraggiosi potranno elevarsi e uscire da essa. Quelli che falliranno finiranno per essere polverizzati. Quando Cooper si specchia nel suo “doppio” non supera la prova poiché cede alla paura a causa dei dolori del suo passato che si riversano sul presente (la morte della sua amata Caroline e la paura di non riuscire a salvare Annie). Di conseguenza quando prova a fuggire dalla Loggia finisce per esserne intrappolato mentre quello che riesce a uscire è il suo doppio impossessato da BOB. Il Maggiore Briggs invece si suppone sia riuscito a superare tale prova: lo dimostra il fatto che abbia raggiunto un posto noto come la Loggia Bianca e che sia riuscito a tornare a casa sano e salvo. Quanto alla profezia di Laura Palmer l’unica spiegazione possibile sta nel fatto che solamente dopo 25 anni i pianeti Saturno e Giove torneranno a essere in congiunzione e l’accesso alla Loggia si riaprirà. Il personaggio del Maggiore Briggs sarebbe dovuto essere un elemento chiave nel salvataggio di Cooper nella terza stagione che poi non fu più realizzata a causa del crollo degli ascolti. Se ricordate bene l’unica persona con cui Cooper riuscì a mettersi in contatto dalla Loggia fu proprio lui tramite la madre di Laura. Dato che l’attore è morto non sappiamo come Lynch abbia risolto la faccenda. L’unica cosa certa è che la risposta per salvare il giovane agente è contenuta in un solo oggetto: il diario segreto di Laura Palmer.

Ora ci sono ancora moltissime questioni rimaste irrisolte e bisogna attendere la nuova stagione per poterle colmare. Il libro di Frost ci aiuta a comprendere meglio la storia delle Logge partendo dalle tribù indiane dell’Ottocento ma da poche risposte riguardo al futuro dei personaggi della serie. Con questo articolo ho voluto semplicemente esporre delle mie riflessioni riguardo il finale e alcune plausibili ipotesi. Mi sarebbe piaciuto parlare di tante altre cose ma è tecnicamente impossibile parlare di Twin Peaks in un solo articolo. Come del resto quando si parla di tutte le opere del maestro Lynch!

Ps: nella nuova stagione potrebbero esserci possibili collegamenti con Mullholand Drive e la cosa mi affascina parecchio! Alla prossima!

 

[Mike]

Parto subito dicendo che non so come classificare questo “cartone”.
Avatar – La leggenda di Aang (in inglese: Avatar: The Last Airbender, letteralmente: L’ultimo dominatore dell’Aria) è un cartone animato statunitense ma dopo averlo guardato concorderete con me nel pensare che ha molto poco di occidentale. Per me è un Anime, punto.
Dopo questo splendido (xD) inizio parliamo seriamente di questo capolavoro.
Esso è costituito da tre stagioni, ognuna composta da una ventina di episodi di durata classica (24 minuti) per un totale di 61 episodi. Esiste anche una seconda serie, La leggenda di Korra, che vedrò in futuro e tratta degli eventi che avvengono settant’anni dopo la fine della prima serie.
In lingua italiana la serie è stata mandata in onda per la prima volta su Nickelodeon tra il 2005 e il 2010.

Trama:
La storia è ambientata in un mondo in cui la popolazione è suddivisa in quattro grandi nazioni: Fuoco, Terra, Acqua e Aria.
In ognuna di queste nazioni esistono i dominatori, cioè persone in grado di controllare un dato elemento. L’Avatar è l’unica persona in grado di controllare tutti e quattro gli elementi. E’ un personaggio considerato sacro e quando muore rinasce per ricominciare una nuova vita, in una delle quattro nazioni, in un ciclo che ha visto circa 1000 reincarnazioni.
Però, cento anni prima dell’inizio delle vicende narrate nel cartone, la nazione del Fuoco decide di attaccare, mettendo a dura prova l’equilibrio tra gli elementi e ponendo fine alla pace. Successivamente decidono di sterminare tutti i Nomadi dell’Aria, sapendo che il prossimo Avatar sarebbe nato tra loro.
Il primo episodio ci catapulta nella tribù dell’Acqua del Sud, dove due giovani fratelli, Sokka e Katara, trovano un ragazzo intrappolato dentro a un iceberg, insieme a un bisonte volante. Lui si chiama Aang e si dimostra subito un dominatore dell’aria molto capace, meravigliando i due fratelli in quanto i dominatori dell’aria si sono estinti da cento anni.
Presto scopriranno che è lui l’Avatar, fuggito insieme al suo bisonte (ormai estinti) subito dopo averlo scoperto per poi venire risucchiato in mare da una tempesta e nel tentativo di salvarsi ha congelato, inconsapevolmente, l’acqua, restando lì dentro per il secolo successivo, sfuggendo così al massacro compiuto verso la sua gente, dalla nazione del Fuoco.
Lui non conosce il dominio degli altri elementi e saranno Sokka e Katara ad accompagnarlo in giro per il mondo, alla ricerca di maestri che lo prepareranno allo scontro decisivo contro il Signore del Fuoco, Ozai.

Precisamente la serie si suddivide in tre stagioni chiamate:

  • Libro primo: Acqua
  • Libro secondo: Terra
  • Libro terzo: Fuoco

Stanno proprio a indicare l’ordine in cui Aang imparerà il dominio degli altri elementi.
Molto interessante è anche notare come i movimenti delle varie tribù, mentre esercitano il dominio e combattono, siano presi proprio da vere arti marziali cinesi, di stili diversi:

  • Il Tai Chi per il Dominio dell’acqua.
  • Lo stile Hung Gar per il Dominio della terra.
  • Lo stile Shaolin della Cina settentrionale per il Dominio del fuoco.
  • Lo stile Ba Gua Zhang per il Dominio dell’aria.
  • Lo stile Chu Gar della Mantide Religiosa del Sud, che utilizza un particolare movimento dei piedi, viene utilizzato da Toph Bei Fong per compensare la sua cecità, contraddistinguendola con uno stile di Dominio della terra unico.
  • Lo stile Shequan (o ‘pugilato del serpente’) viene invece utilizzato per le tecniche di combattimento della principessa Azula.

Un’altra nota interessante è che nella sigla d’apertura ogni elemento è accompagnato da due caratteri: un carattere in Cinese antico sulla sinistra, e uno in Cinese moderno sulla destra:

  • L’acqua (水) è associata con la benevolenza e l’adattabilità (Cinese: 善; Pinyin: shàn).
  • La terra (土) è associata con la forza (Cinese: 强; Pinyin: qiáng).
  • Il fuoco (火) è associato con l’intensità, la vita e la ferocia (Cinese: 烈; Pinyin: liè).
  • L’aria (气) è associata con la pace e l’armonia (Cinese: 和; Pinyin: hé).

Avatar – La leggenda di Aang, oltre a essere ricco di dettagli come questi, è caratterizzato da una storia travolgente con personaggi a dir poco molto interessanti e ben strutturati, che affrontano un crescita interiore.
Aang e i suoi amici risulteranno molto simpatici e divertenti ma dovranno affrontare dei fardelli troppo grandi per la loro giovane età. Soprattutto il protagonista, un giovane Avatar di soli 12 anni, deve riuscire a imparare e padroneggiare bene tutti i domini per poi sconfiggere il Signore del fuoco, nel minor tempo possibile, prima che il danno diventi irreparabile.

Mentre i primi episodi della prima serie risulteranno più introduttivi e forse meno interessanti dal punto di vista della trama, andando avanti l’azione si farà sempre più frenetica e incontreremo molti personaggi favolosi, oltre ad assistere al cambiamento e alla crescita interiore di altri.
Soprattutto del combattuto principe Zuko, figlio esiliato del Signore del fuoco.
Non posso dire altro perché le nostre recensioni sono semplicemente finalizzate a far conoscere i nostri pareri senza dilungarsi troppo e evitando spoiler.
Consiglio a tutti di vedere questa serie, perché vale davvero.

Ora vado a sorseggiare un po’ di tè con i nostri amici.
Ciao :D

[Shiki]