Archivio per la categoria ‘Racconti’

Dopo tanto tempo mi accingo a scrivere e specialmente a pubblicare un racconto più complesso e lungo del solito a cui vi ho fin ora abituati. Tutto questo nasce da un incubo che ho fatto alcune settimane fa; mi ha terrorizzato ma l’ho trovato anche affascinate
per lasciarlo svanire nei meandri della mia memoria. Prendendo quindi ispirazione dalla serie TV Dark e dalle opere di Howard Phillips Lovecraft, cantandone le lodi, è nato quanto vi accingete a leggere.

Sperando che sia di vostro gradimento, vi auguro un buon viaggio nell’Incubo

Ancora prima di sapere cosa vi fosse alla fine, ero consapevole che avrebbe per sempre
dannato la mia vita. Mi sarei affacciata a una conoscenza senza pari, destinata a pochi eletti,
cadendo nel tormento fino al momento della mia morte. Lo sapevo ma non mi fermavo.
Stavo percorrendo la strada a cui fin dalla nascita ero stata destinata.

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[Shiki Ryougi 両儀 式]

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In occasione dell’anniversario della nascita di Hans Asperger, ricorre la giornata mondiale della Sindrome di Asperger.
Non mi metterò a scrivere un poema, raccontando la storia e descrivendo le caratteristiche di una persona asperger, soffermandomi sulla differenza marcata che esiste tra maschi e femmine e i loro punti in comune.
Non voglio nemmeno parlare ulteriormente di me; l’ho fatto abbastanza tramite articoli, racconti e discussioni.
Alcuni link per chi è curioso:

Tanto meno voglio fare discorsi assurdi sul come affibbiarsi un’etichetta al giorno oggi venga ritenuto così cool.
La mancanza di personalità e di conoscenza sul proprio essere può portare a perdersi in un oceano fatto di informazioni più o meno vere e nicchie accanite come sette religiose in cui ogni parola viene pesata e marchiata a fuoco sulla tua pelle. E questo vale per così tante cose che ora non ho nemmeno la forza di elencare. Autismo, gender, fandom, ansia, depressione, ecc… tutto questo è troppo immenso, dispersivo e inutile. Non aiuta. Non serve. Non mi serve.
Cosa mi serve? Cosa mi aiuta?
Uscire dalla pellicola invalicabile in cui sono rinchiusa: plastica pesante, densa e soffocante.
Questo post è inutile ma volevo scrivere qualcosa prima di cadere nel buio per mesi (tranne rare eccezioni).

[Shiki Ryougi 両儀 式]

[Blade Runner] Come gocce di sangue

Pubblicato: 14 dicembre 2017 da Shiki Ryougi 両儀 式 in Racconti
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Non amati, non desiderati, non nati.
Creati, usati, poi dimenticati.
I raggi del sole filtravano debolmente attraverso le spesse nuvole scure, illuminando con
poco calore il viso perfetto di colei che apparentemente doveva avere poco più di vent’anni.
Un fiore sbocciato in mezzo al nulla, una rara meraviglia; questo avrebbero detto di lei,
all’infinito come una macabra cantilena che ti accompagna fin dentro al nulla.

Questo breve racconto è collocabile tra gli eventi del primo e del secondo film, un anno prima del Black Out del 2022. Per comprenderlo appieno è consigliabile averli visti entrambi. Inoltre ho introdotto un concetto non discusso nei film (se ne parla nel romanzo “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” di Philip K. Dick da cui sono tratti i film Balde Runner e Blade Runner 2049), cioè la palta (kipple), il caos, l’inesorabile entropia che sta sommergendo ogni cosa.

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[Shiki Ryougi 両儀 式]