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Introduzione:
Siamo giunti alla penultima tappa del nostro viaggio insieme a Lain, l’anti eroina che si è fatta strada in un mondo dove ormai il confine tra la realtà e il wired è quasi totalmente scomparso, sfociando in situazioni che affondano le loro radici nelle teorie del complotto, nel pensiero scientifico e parascientifico; ci si ritrova in un oceano di citazioni, rimandi, suggestioni e omaggi. Tanto è stato detto e scritto per ogni singolo argomento che va a comporre la bibliografia immaginaria di SEL, arrivando a una fantascienza moderna, più spinta sul versante del cyberpunk, in cui si cade negli abissi della mente, degli inganni tecnologici e sociali, dove la distopia è insidiosa ma tangibile perché si espande a macchia d’olio come un’ombra tinta dalle tonalità del network. Un perfetto bilico tra illusioni dorate e orrore concreto. Questo è un viaggio che ci condurrà lontano, nell’inconscio collettivo (mi piace pensare alla Scatola Empatica ben descritta nel libro di Philip K. Dick “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”), mettendo in contatto parti delle componenti che ci rendono umani, così come farebbero i grandi teorici della rete d’informazione globale, non a caso citati.

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layer: 07 “SOCIETY”
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Contenuti Speciali – Art gallery

Knights of the Eastern Calculus
Considerando che da ora in poi se ne parlerà molto, è ora di gettare un po’ di luce su questa società segreta che domina il wired.
I Knights non esistono, è solo uno scherzo di uno studente americano. [cit]
Molti credono che sia solo un’ideale, una messainscena opera persino di un ragazzino americano, oppure semplice fantasia nata come una leggenda negli intricati corridoi del wired.
In realtà esistono e sono un gruppo di Hacker/Otaku eterogenei, passando da una madre casalinga, a un uomo in affari probabilmente donnaiolo e arrivando a un grasso Hikikomori (termine che indica degli individui che hanno scelto di vivere una vita da reclusi, fenomeno largamente diffuso in Giappone ma che ha preso piede anche in molte altre parti del mondo; è un decisione che spesso nasce dal mal riuscire a sopportare la vita frenetica che la società ci costringe a intraprendere – diventa quindi facile sentirsi al sicuro e superiori agli altri rinchiusi tra quattro mura con un terminale che si affaccia sul “mondo”) che vive nella propria spazzatura, mentre crede di essere migliore di tutti quei poveri utenti del network.
Loro, oltre a causare problemi nel wired consoni ai propri comodi mentre vendono e comprano merce illegale (software, hardware e molto altro), professano un credo ben specifico che mira a fare del mondo un’unica e sola realtà.
Lain è il fulcro del loro credo e anche la chiave di volta per il raggiungimento di questo obbiettivo.
(Ricordate che, usando il Kids, hanno incanalato il potere latente dei bambini per materializzare un’immagine divina di Lain nel cielo)
Parlando del simbolo che usano, esso è palesemente ispirato a quello della Massoneria, visto e non scontato che entrambi hanno, almeno in parte, la loro origine dall’ordine dei Templari (come si fa cenno anche nell’anime). Ritroviamo anche rimandi al Tempio di Salomone, che si pensa fosse la sede dei Templari, al Sacro Graal e all’Occhio della Provvidenza. Interessanti poi sono i quindici simboli in alto, con quello al centro che potrebbe rappresentare il Dio del Wired, crocifisso, metafora di Cristo. Gli altri potrebbero essere le persone menzionate nel layer 09, coloro che hanno contribuito alla nascita del Settimo Protocollo che domina e regola il wired.

Forse più banali, ma non per questo meno importanti, sono le similitudini tra il simbolo del Navi e quello dei Knights: questo potrebbe significare molte cose, come per esempio che i Laboratori Tachibana (di cui si parlerà più avanti) sono/sono stati sotto il controllo di questi hacker o che comunque entrambi gli enti sono venuti a contatto, anche implicitamente e tramite vie laterali, contribuendo allo sbocciare del moderno network e dei terminali che ne permettono l’utilizzo.
Una risposta concreta sarà impossibile averla ma andando avanti potremo parlarne più ampiamente, approfondendo il discorso sul Protocollo, i Laboratori Tachibana e Dio.

layer: 07 .AND. 08 “SOCIETY” & “RUMORS”
Society
Chi è Lain?
Presto cominceremo ad avere diverse risposte ma anche altrettante domande.
Nel frattempo gettiamo luce sul significato del suo nome.
玲音 = rei in
La pronuncia corretta è quindi Reiin, ricordando che la R in giapponese assomiglia più a una L.
Una traduzione letterale può essere “the sound of jewels” in quanto
玲 = suono dei gioielli e 音 = suono, rumore. Inoltre ha un’assonanza con la parola inglese line. Di certo il tutto gira intorno alla linea elettrica, al rumore e su quanto lei sia preziosa, fulcro del credo di una vera e propria religione.

L’episodio inizia con l’ormai più che familiare sequenza di scene che mostrano le notturne e frenetiche strade di Tokyo.
A questa nostra società, cosa l’aspetta?
Le appendici del Navi di Lain fuoriescono persino dalle pareti della casa, ricordando una pustola virulenta. Lei parla in rete, discutendo di come a volte sente di non essere più se stessa, mentre la sorella si affaccia alla porta, emettendo strani suoni, dando l’impressione di star cercando di comunicare da un luogo molto lontano e quindi ciò che giunge a noi sono solo suoni confusi e disturbati (quasi solo versi gutturali). Da quando ha subito l’attacco dei Knights è ridotta a uno stato semi-vegetativo che persino Lain a mala pena nota.
Ultimamente la mia sorellina è molto cambiata.

La nostra attenzione viene spostata su un uomo dall’aspetto trasandato, che cammina per le affollate strade della città con in spalla un enorme zaino. All’interno vi è un Navi a cui lui è collegato tramite dei cavi, un visore e un microfono. Blatera di aver varcato il confine tra mondo reale e il wired, acquisendo il potere di poter far fluire la sua coscienza ovunque. Crede di essere degno di entrare a far parte dei Knights; ne è così ossessionato da essere riuscito a trovare la loro rete privata. È pronto, o anzi degno, di diventare un loro adepto?

Di seguito vengono mostrati alcuni dei Knights (forse i più importanti), tra cui un uomo in affari, una casalinga con un figlio e un Hikikomori con un forte senso di superiorità. Qui è lampate come siano un gruppo eterogeneo unito, oltre che da un forte credo, dal senso comune di essere degli umani dotati del favore del Dio del Wired.
Da notare la frase che la donna dice al figlio: “Non giocare ai videogame – e qui una persona potrebbe anche cadere nell’inganno di star ascoltando il tipico rimprovero che fa una madre al proprio figlio – ma perché invece non giochi nel network (?)”.

Il mondo reale non è affatto reale.
A scuola Alice mostra la sua preoccupazione a Lain – sembra essere l’unica persona, sia in classe che nell’ambiente familiare, a preoccuparsi per lei, manifestando interesse e curiosità per come si comporta e per la sua vita -, temendo di averla in qualche modo infastidita ma quest’ultima nega tutto. Mostrano affetto l’una per l’altra, dando vita a un’amicizia che sembra pura luce nello scenario buio che circonda Lain.

In tanto si parla di un attacco informatico, probabilmente opera dei Knights, ai danni del Dipartimento Informatico che getta il wired in totale confusione (le notizie potrebbero essere ricevute domani o persino in data di ieri).
Una cosa è certa, loro vogliono Lain, perché Lain è potente.

Tornando a casa da scuola, Lain viene prelevata dai MIB che la invitano a seguirli, promettendo spiegazioni.
Arrivano in un palazzo chiamato: “Centro ricerca Tachibana” e la fanno entrare in una stanza vuota inondata dal caldo colore del tramonto dove un uomo è impegnato, senza successo, a far funzionare un vecchio Navi. Lain lo aiuta, riuscendo poi ad accenderlo. Questo si collega immediatamente alla linea dei Knights.
Nel frattempo l’uomo con lo zaino che gira per le strade di Tokyo, chiedendo ai Knights di farne un membro devoto come voi, vede Lain.
Comincia a tempestarla di domande, chiedendo se fa parte dei Knights e se può farlo entrare ma quella, che è la Lain del Wired, lo insulta, per poi andarsene.
Assistendo da terminale a tutto ciò, la Lain del mondo reale è sconvolta perché è venuta a diretto contatto, per la prima volta, con l’altra se stessa che gira per il Wired.
L’uomo che le sta accanto spegne il Navi e comincia a parlarle, spiegando che la presenza di Lain nel Wired è un qualcosa di enormemente anomalo e fuori controllo, tanto da aver attirato l’attenzione dei Knights.
La ragazzina è sempre più sconvolta, rifiutandosi di ascoltare e dicendo di non capire.
Il colore della stanza ha cambiato tonalità, gettandosi sul freddo blu, mentre l’uomo comincia a fare domande a Lain e sulla sua famiglia, domande che normalmente dovrebbe saper rispondere; alla fine diventa chiaro che la famiglia con cui vive non è la sua vera famiglia e che lei non ha alcun ricordo della propria infanzia.
A questo punto entra in scena la Lain del Wired e l’uomo continua a parlarle dicendole che la barriera tra il mondo reale e il network sta man mano cadendo e che presto per connettersi non servirà nessuna periferica (device).
La Lain del Wired reagisce con interesse e poi se ne va accompagnata dall’avvertimento di uno dei MIB, che cioè anche lei sarà in pericolo se la barriera collassa.

L’episodio finisce facendoci vedere l’uomo con lo zaino riverso a terra, probabilmente morto, mentre sul suo visore è ben visibile il logo dei Knights.

Parlando di Famiglia e Suicidio, che giocano un importante ruolo in SEL;
1) Famiglia – Lain è sempre trascurata e non consolata dalla sua famiglia che sembra una recita pubblicitaria. Aggiungendo altri (pochi) esempi di famiglie nell’anime, ci avviamo a questa conclusione: l’idea di famiglia è fonte di sicurezza e stabilità e in SEL questa visione viene capovolta. Questo contribuisce all’idea di come la realtà sia inaffidabile e fragili le connessioni tra le persone.
2) Suicidio – semplicemente è un atto molto comune nel mondo di SEL ed è spesso inteso come un abbandonare le carni mortali per accedere a un livello superiore della realtà e cioè il wired.

Rumors
Da questo episodio in poi l’argomento sul concetto di identità assumerà un peso tale che non potremo più ignorare. Sappiamo ormai che Lain manifesta diverse personalità che assumono delle vere e proprie sembianze anche nel mondo reale tanto che è stato più volte possibile vederne due (o più) in posti differenti. Lei si chiede ripetutamente “Chi sono io?” per poi rispondersi “Io sono me stessa. Sono Lain”. Ma è ormai chiaro che di Lain – o meglio, di Lain intesa come identità singola – non ce n’è solo una e quindi la risposta alla domanda “Chi è Lain?” non è più così immediata, specialmente per la stessa protagonista, che reagirà sempre con più rabbia e shock man mano che sarà messa a faccia a faccia con la realtà.

Lain parla con Taro che in tanto è impegnato a giocare al PHANTOMa in cui lui è un PK (Player Killer – solitamente un giocatore che nei giochi online uccide gli altri in modi sleali e per guadagno personale). Lei cerca informazioni in riguardo al Dio del Wired ma secondo lui importa davvero a pochi se esista o meno un’entità simile.
Prima di andarsene Lain gli chiede cosa ci trova di così interessante nell’uccidere altri giocatori e lui non sa darle una risposta certa: “Nessuno sa cosa ci sia di divertente e perché”.
Subito dopo Lain si mette a ripensare al Laboratorio di Ricerca Tachibana e si disconnette dal gioco. Comincia a parlarne con diverse persone nel wired per racimolare informazioni ma a livello legale non sembra esserci nulla però girano delle voci: parlando del Protocollo che regola la distribuzione delle informazioni nel Wired, le viene detto che la versione attuale presenta delle stringhe del precedente (il settimo protocollo).
Dal punto di vista economico, dominare il protocollo equivale a dominare il Wired.
I Laboratori Tachibana si occupano in gran segreto di regolare la situazione.

Lo stato della situazione in casa di Lain ha ormai subito una brusca e inquietante virata; Mika è in condizioni pessime e i genitori sono seduti senza fare nulla, come in attesa di qualcosa. Il “gioco alla famiglia” sta giungendo al termine.
Lain parla con loro degli uomini in nero che l’hanno portata via, raccontandole cose “assurde” come il fatto che questa non è la sua vera famiglia. Che lei non ha una famiglia.
Sta chiaramente cercando supporto e smentite ma ciò che ottiene è un freddo silenzio, sotto lo sguardo penetrante di coloro che un tempo erano la sua mamma e il suo papà.

A scuola Lain viene fermata da Alice che ha un’espressione terribilmente seria dipinta sul volto. Le amiche l’accusano di aver sparso la voce in giro nel wired, di aver detto qualcosa che non avrebbe dovuto dire in riguardo ad Alice e che ora tutti lo sanno.
Lain, sconvolta, è sul punto di piangere, negando il tutto e Alice decide di crederle.

In classe Lain, usando il suo HandiNAVI, fa ricerche nel wired (la sua esclusione dall’ambiente che la circonda viene evidenziata dalla scelta dei colori).
Lì, la Lain del Wired, sente parlare centinaia di voci che insieme dicono di tutto, ma ciò che ben si distingue sono discorsi in riguardo a un giovane professore infatuato con una studentessa (Alice?), del bug nel settimo protocollo che ha gettato il wired nel caos e di un bambino/a che con un maglione a strisce verdi e rosse spia una ragazza nella sua camera (sempre Alice?).
E questo può spiegare le urla di una ragazza che negli episodi precedenti diceva nel wired di essere spiata.
Questo costante parlare (nel wired non c’è mai silenzio, ma sempre rumore) fa arrabbiare Lain che urla a loro di stare zitti ma una voce la interrompe: “Perché? Non ti diverte?”.
Si tratta del Dio del Wired, che la mette in crisi sulla propria identità, facendole presente che il suo corpo fisico è un mero ologramma. Lei è un’entità del Wired.

Quando si disconnette dal Wired la Lain del mondo reale si accorge che tutti in classe la stanno fissando, sussurrando parole come: “Lain è una spiona”.
Sconvolta, fugge da scuola, pensando all’unica persona che le è rimasta, cioè Alice.
Non ascoltare le voci.
Cosa ha fatto la Lain che non conosco?

Qui assistiamo a una scena che può essere interpretata in molti modi, ma non avendo io delle informazioni precise accennerò solo la mia idea: ricordando quanto è accaduto quando Lain ha rotto il dispositivo oculare del MIB, ferendolo anche, ciò può far pensare a come il suo potere nel wired, e di conseguenza nel mondo reale, stia crescendo esponenzialmente, permettendole di creare e manifestare illusioni o veri e propri atti di distruzione.

La sera ci ritroviamo in camera di Alice, mentre si masturba pensando al professore che ama ma poi si accorge di essere spiata da qualcuno che è seduto sul suo letto.
Si tratta di Lain che la guarda beffarda e ride di lei.
“Lain, chi sei in realtà?” domanda in lacrime Alice, sotto lo sguardo crudele di questa nuova Lain. (Il Doppelgänger inteso come gemello malvagio, anche detta Evil Lain)
Ormai Lain ha perso la sua unica speranza di essere amata da qualcuno.

lain_DEVE _RESTARE_SOLA

Lain è a casa, sconvolta da tutto quello che è accaduto e da ciò che ha appresso, sotto le coperte in camera sua. Il suo navi, i cavi elettrici, ovunque, tutto è scosso dallo scorrere di una possente forza elettrica e lei è terrorizzata. Ha inizio la sua crisi d’identità.
La sua ombra nel network accresce (pura energia digitale) con la sofferenza che la dilania mentre la Lain del Wired si ritrova a faccia a faccia con il Doppelgänger.
La Lain del Wired è arrabbiata e vuole che l’altra svanisca, tanto che tenta di strangolarla, apprendendo così che lei è vera, che lei ha una consistenza, che esiste sul serio. Che è viva.
Penso che finirò con il suicidarmi.
La verità è che sono tutte Lain in quanto lei esisteva già prima, come presenza onnipresente che pervade il wired.
Di conseguenza ogni informazione che Lain percepiva veniva automaticamente condivisa in quanto il Wired è fatto per questo e ogni cosa deve essere nota a tutti.
Lain è sempre accanto a ogni individuo che si connette al wired. Non esistono segreti.
Tramite questo lei apprende che ha il potere di modificare ed eliminare i ricordi delle persone (ma questo influisce anche sui fatti reali, arrivando a non modificare solo i ricordi ma anche quanto è accaduto nel mondo reale e virtuale).

A scuola, il giorno dopo, tutti hanno davvero dimenticato ogni cosa ma la Evil Lain prende il suo posto.

Lain è Lain, quindi IO SONO LAIN.

Tutto questo spiega la scena in cui Lain distrugge le copie di se stessa: ogni persona che si connette al wired genera una personalità di Lain collegata a quella suddetta persona che automaticamente distribuirà le informazioni apprese. Lain, essendo un’entità del wired, non ha una sola e unica identità.
Qui il concetto di Parmenide: l’essere è e non può non essere si trasforma in cenere in quanto per Lain non vale più, non avendo lei un’unica identità.
Tutte loro sono Lain.

[Gli altri due layer saranno discussi nella seconda parte dell’articolo (plugin_2)]

close the world open the next
[Shiki Ryougi 両儀 式]
PS: Immagini tratte dall’artbook “An Omnipresence in Wired”,
dal dvd e dagli episodi discussi.
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Introduzione:
Siamo al secondo appuntamento di questo progetto dedicato a Lain, alla sua storia e a ciò che lei ha fatto, perché il suo ruolo crescerà sempre più, layer dopo layer, in questo mondo cyber-filosofico veicolato da atmosfere cupe e opprimenti.
Un viaggio che questa timida e introversa ragazza ha cominciato mossa dalla curiosità (o forse non è solo per questo – davvero il suo unico obbiettivo è trovare Chisa?) che la condurrà a scoprire verità orribili sul mondo reale, sul mondo della rete, sulla politica, gli uomini in nero e lei stessa; il suo ruolo nel cosmo.

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layer: 03 “PSYCHE”
layer: 04 “RELIGION”
layer: 05 “DISTORTION”
layer: 06 “KIDS”

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Contenuti Speciali

layer: 03 .AND. 04 “PSYCHE” & “RELIGION”
Psyche
Lain del Wired.
Chi era la Lain che ha parlato al ragazzo, poco prima che si suicidasse?
Dopo quanto è accaduto al Cyberia, Lain viene riportata a casa dalla polizia visto che i genitori non rispondono al telefono; infatti, una volta entrata, lei si rende conto che non c’è nessuno. L’abitazione è completamente vuota e questo probabilmente accade spesso, senza che se ne sia mai accorta.
Un importante particolare è la camera da letto dei genitori in cui si vedono due letti singoli invece che un matrimoniale.
Diventa sempre più evidente come non solo l’ambiente familiare di Lain siano strano ma anche coloro che lo compongono; tutto sembra preconfezionato e freddo, distante e recitato, come in una pubblicità.
Nella camera di Lain l’unico segno di vita viene dal NAVI, ormai sempre acceso. I peluche in ombra confermano ancora di più il come questo ambiente ovattato e protetto sembri una messa in scena degna delle migliori campagne pubblicitarie distopiche.
La mattina seguente una luce quasi accecante inonda la camera di Lain. La vita in quella casa sembra aver ripreso il suo normale corso; la madre prepara una ricca colazione e rimprovera Lain perché si è svegliata tardi. Nessun cenno alla loro sparizione notturna nonostante la ragazza abbia provato a chiedere timidamente delle spiegazioni.
Quando esce per andare a scuola incrocia una macchina totalmente nera, ferma davanti alla sua abitazione, con i vetri oscurati da cui si scorge una singola luce rossa. Lain si spaventa e fugge. Dentro il treno sente una voce che nessun’altro sembra udire e questa voce parla proprio a lei: “Non sei sola”.
A scuola si nota come tra Lain e Alice sia nata una sorta di intesa.
Quindi, in parole povere la vita va avanti come sempre ma i primi cambiamenti si stanno facendo largo pesantemente, pezzo dopo pezzo, modificando dettagli sempre più importanti. Prima tutto era sempre uguale (ogni episodio inizia con la stessa inquadratura sulle luci della città; la vita frenetica di ogni giorno) ora invece una barriera si sta facendo sempre più sottile, rivelando oscure alternative.
Navi: terminale specializzato in applicazioni di rete che permette l’accesso al wired. Ma in realtà è troppo poco potente per avere una minima libertà di movimento e per metaforizzare anche solo buona parte del proprio corpo. Il processore Psyche può ovviare a questo problema.
Psyche: permette il totale accesso al wired. Attraverso la psiche l’uso del computer diventa analogo a parte dei processi del pensiero umano. Ha probabile origine dai Knights (?)
Durante la lezione i fantasmi del wired continuano a parlare a Lain confidando come prima la loro esistenza nel mondo reale fosse priva di significato e limitata dal corpo materiale.
Ha senso avere un corpo?
Nel frattempo, la voce che prima Lain ha udito nel treno domanda: “Chi è Lain?”.
Esatto, chi è Lain?
Finita la scuola, nel suo armadietto Lain trova una bustina con dentro uno strano oggetto; le sue amiche non hanno idea di cosa si tratti.
Camminando da sola verso casa, accompagnata dal rumore dei cavi elettrici che quasi probabilmente solo lei sente, in un rettangolo illuminato dal sole, delimitato da ombre contorte, Lain pronuncia il nome dello strano oggetto: PSYCHE.
A casa, ascoltando le voci che vengono dal wired, si sente parlare chiaramente degli KNIGHTS (inoltre sembra di sentire la voce di Alice, che sente di essere spiata).
Chi sono?
Sperando di trovare nel padre delle spiegazioni, gli chiede cos’è l’oggetto e a che serve; lui, freddamente (e ovviamente mente), dice di non saperlo. A questo punto capisce che l’unico posto in cui può trovare spiegazioni è il Cyberia.
Lì incontra tre ragazzini che le spiegano cosa sia lo Psyche e come funziona.
Sia uno di loro che un uomo, riconosco Lain, la Lain del Wired, che però sembra essere in realtà l’opposto di colei che ora hanno di fronte.
Ormai è chiaro che esistono almeno due personalità diverse della stessa Lain Iwakura, quella del mondo reale e quella del network.
I tre ragazzi dicono che è normale mostrare in rete una parte di se stessi diversa da quella che mostriamo tutti i giorni ma il cambiamento di Lain è troppo netto.
“Io voglio la Lain scatenata” dice Taro, uno dei ragazzini.
Penso che non ci sia molto da specificare, soprattutto ai giorni nostri dove ora siamo sempre tutti connessi, ovunque ci troviamo, e abbiamo a che fare ogni giorno con persone che nella rete mostrano un’aggressività che nella realtà tengono ben celata.
Una delle tante dimostrazioni come ciò che viene discusso in Lain sia attuale ai giorni nostri. In distanza di quasi vent’anni, hanno predetto una versione ben più oscura del nostro presente.

Religion
Gli esseri umani sono soli.
Il terminale di Lain cresce man mano che lei lo migliora; comincia a occupare tutta la camera con le sue appendici. Il padre sembra essere apparentemente preoccupato.
Ha commesso un errore nel comprare un nuovo navi a Lain e incitandone l’utilizzo?
I genitori di Lain sanno qualcosa che Mika, la sorella maggiore, ignora; lei trova che la ragazza sia strana ma la ignorano completamente, manifestando una particolare intesa.
A scuola si parla sempre di più di casi di omicidio e Lain appare diversa anche agli occhi delle sue compagne; Alice dimostra una certa preoccupazione mentre le amiche scherzano sul fatto che lei sia diventata ormai un Hacker perché sta modificando il suo navi.
Le voci che circolano sul wired discutono di un gioco online (network game) a cui sembrano essere collegati i casi di suicidio, il PHANTOMa (ispirato a giochi come “Might and Magic” e “Dungeon Master”).

Adesso ci spostiamo in una sequenza particolare e inquietante: un ragazzo fugge terrorizzato, sembra essere inseguito da qualcosa che noi non possiamo vedere. È bloccato in una visione in cui il wired interferisce con il mondo reale: il gioco è fuori dal network e lui non sa come uscirne, nonostante abbia anche distrutto il proprio navi portatile. Lain prova a raggiungerlo virtualmente ma non ci riesce e lui uccide una bambina, credendo che sia un mostro.
Sembra che un buco nel protocollo del programma abbia creato problemi, facendo interferire il PHANTOMa con un gioco da Guardie e ladri per bambini. Si dice che sia opera dei Knights, una potente società segreta informatica.
I cavalieri del Dio del wired?
È lui che ha parlato a Lain?

Il padre di Lain un giorno entra in camera sua (restando stupido da ciò che come un cancro è cresciuto in quella camera – non solo semplicemente le appendici del navi stanno invadendo tutto ma vanno anche a ricordare qualcosa di più organico, con tanto di fluidi corporali) e decide di lasciarle un avvertimento: “Il wired serve solo per comunicare. Nasce per scambiare informazioni. Non deve essere confuso con il mondo reale”.
Ma Lain controbatte: “No, ti sbagli, il confine non è così netto. Tra poco potrò connettermi metaforizzando completamente il mio corpo. […] Non ti devi preoccupare perché io rimarrò sempre me stessa”.
“Ne dubito” fa il padre, prima di andarsene.
Già, internet serve solo per acquisire informazioni e comunicare ma anche oggi questo concetto viene spesso accantonato.

Come ultimo atto di questa prima parte, navigando nel wired Lain viene a conoscenza che i Knights sono visti come una sorta di religione che predica precisi ideali, ma viene interrotta dalla luce rossa degli uomini in nero che la pedinano. Sono due, appostati fuori, sotto alla sua finestra, con delle tecnologie oculari sul viso che emanano questa luce rossa.
Lei, furiosa, si affaccia e intima loro di andare via e il suo navi reagisce, emettendo luci e suoni mentre una forza misteriosa (?) distrugge una delle tecnologie oculari dei due uomini. Questi decidono di fuggire.
Le facoltà di Lain hanno quasi definitivamente superato la barriera tra il mondo virtuale e reale. Il suo navi si sta estendendo così come il suo potere sul mondo, sempre e costantemente collegato ma solo.

layer 05 .AND. 06 “DISTORTION” & “KIDS”
Distortion

Gli esseri umani sono ormai incapaci di continuare a evolversi. Hanno raggiunto il massimo possibile e sono condannati a rimanere creature dall’esistenza effimera, destinate solo alla soddisfazione dei propri desideri carnali.
Ma hanno anche creato la propria scappatoia: il network, il wired, dove Dio li attende.
Lain, sola nell’oscurità della propria camera, dialoga con diverse strane figure. In questo frangente vi è la totale assenza dei cavi elettrici e dell’ormai enorme e ingombrante navi. C’è solo Lain, seduta per terra, vestita da bambina, e le entità con cui dialoga.
Alla prima (una bambola) chiede di narrarle una storia che lei non conosce ma le viene detto che ciò che Lain non conosce non esiste. Aggiunge, prima di sparire, che ogni fatto è sempre preceduto da una profezia.
Chi è che fa le profezie?
Nel frattempo Tokyo è scossa da degli incidenti che hanno coinvolto il traffico e i pedoni; errori nei sistemi che regolano i semafori hanno fatto sì che questi smettessero di funzionare adeguatamente, provocando vittime a Shibuya.
Mika, la sorella di Lain, si trova nei paraggi e riceve una salviettina per le mani; aprendola trova un’inquietante frase scritta in rosso: “L’inferno è pieno di morti. I morti vagheranno”.
Immediatamente dopo assiste a due fatti singolari:
1 – Vede Lain in mezzo alla strada, dove macchine non curanti sfrecciano a tutta velocità di fianco alla povera ragazza, che in uno stato di trance, sussurra “Amatemi”.
2 – Vede per un attimo il viso di Lain sullo schermo gigante che si trova nell’incrocio, come se quest’ultima fosse china davanti al monitor del terminale (tutti hanno visto il volto di Lain nel wired ma lei non sembra ricordare cosa sia successo).
A questo punto si torna nella realtà in cui la Lain bambina fa domande a strane entità.
Ora c’è una maschera nera, enorme e inquietante. Le dice: “Attua la profezia”, continuando poi con un discorso in cui afferma che la storia è fatta di punti che vengono collegati da delle linee.
“Chi li tiene collegati?”, a questa domanda di Lain, la maschera svanisce.
Dopo abbiamo l’incontro con la madre di Lain o qualcosa che ne ha assunto la forma; afferma che il wired è un layer superiore al mondo reale. La carne è solo un’ologramma in quanto ogni cosa è contenuta nel network.
Il corpo è un semplice oggetto che serve per accettare la propria esistenza.
Alla domanda di Lain sul fatto se lei sia davvero sua madre, questa scompare.
Ritornando da Mika, quest’ultima è diventata sospettosa nei confronti di Lain e durante la cena chiede a lei se fosse stata a Shibuya ma immediatamente dopo Mika si ritrova in mezzo alla strada, sotto l’ombra del simbolo dei Knights. In qualche modo hanno raggiunto la sua essenza più profonda e la perseguitano con la frase: “Attua la profezia”, che è diventata virale nel wired (persino Alice ha detto alle proprie amiche di non poterne più di vedere arrivare email con questo messaggio).
(Si parlerà dei Knights e del loro simbolo solo più avanti)
Mika fugge terrorizzata ma finirà con il perdere la propria anima.
Tornando per l’ultima volta nella stanza di Lain bambina, vediamo che sta dialogando con un’entità che sembra suo padre. Come tutti gli altri, anche lui ignora le domande della piccola sul fatto se sia davvero suo padre.
Le dice invece che il wired sembra andare ben oltre al solo uso di scambi di informazioni. Assomiglia di più a un mondo nuovo, anche se lui non condivide del tutto questo pensiero.
Aggiunge che nel mondo reale Dio è un concetto astratto mentre nel wired esso diviene concreto, assomigliando di più a Zeus; un qualcuno, quindi, con effettive sembianze umane che però detiene il potere e sembra volerlo espandere tramite l’attuazione di una profezia.

Kids
La vita avrebbe più senso se le persone si collegassero. Acquisirebbe significato, profondità ed eternità.
La stanza di Lain è ormai ricoperta dalle ramificazioni del navi, anche con la sovrabbondanza di strani liquidi, probabilmente impiegati per il raffreddamento della macchina; sembra qualcosa di deforme e malato.
Lei è completamente assorbita da non notare nemmeno la presenza del padre, che sembra sia preoccupato e spaventato.
Nel frattempo Lain discute nel wired con i Knights che si rivelano stranamente gentili e cordiali con lei. Sfruttando la solitudine della ragazza, conquistano la sua fiducia.

Andando a scuola Lain nota un bambino con le braccia rivolte verso il cielo, mentre le ombre e i fili elettrici si fanno sempre più opprimenti, evidenziando come il mondo virtuale si stia fondendo con quello reale.
Quando esce con le amiche rivede altri bambini con le braccia rivolte al cielo e tra le nuvole compare una figura divina che sembra essere proprio Lain; tutti la vedono.
A casa in tanto vediamo come ormai Mika sia ridotta a una stato vegetativo, sotto gli occhi indifferenti della madre che ha notato stranezze anche in Lain ma sembra accettare la cosa passivamente.
Tornata a casa, Lain scopre che ovunque si è vista la sua figura nel cielo e quindi decide di indagare nel wired, dove incontra un utente che vuole a tutti i costi aiutarla; ormai lei è capace di metaforizzare completamente il suo corpo, mente questa persona ha materializzato solo la bocca (cosa ritenuta notevole tra gli utenti normali).
Lain ora è diversa, è quella sicura di sé e aggressiva; scopre che il gioco che va di moda tra i bambini, il PHANTOMa, è tratto da un vecchio progetto denominato KIDS, dove morirono un sacco di bambini.
Riesce a incontrare il professore che vi lavorò ormai quindici anni prima (Hodgson). Si vedono nel wired perché ormai lui è un vecchio morente. Lì lui le racconta tutto.
Consisteva in un metodo per raccogliere e convogliare l’energia psichica latente nei bambini in un sistema chiamato KIDS per poterne sfruttare il potere. Purtroppo però venne sprigionata un’energia spaventosa che uccise tutti i bambini partecipanti.
Il professore distrusse tutto ma qualcuno deve aver recuperato i dati, facendo del gioco PHANTOMa un nuovo modo per sfruttare il potere dei bambini (i Knights hanno fatto apparire la figura di Lain nel cielo, usando il KIDS). E con ciò hanno anche sfocato il confine che vi è tra il mondo reale e il wired.
Qui assistiamo alla sovrapposizione di due delle personalità di Lain, una sconvolta per quanto è accaduto ai bambini e una arrabbiata.
Salutandosi con il professore, ormai prossimo alla morte, lei capisce come i Knights l’abbiano solo sfruttata, rendendo tutto una specie di gioco.
In quel momento nota di nuovo le luci rosse degli uomini in nero nella sua camera; decide di scendere in strada per parlare con loro, essendo convinta che facciano parte dei Knights, ma grazie a questa azione si salva la vita perché la camera esplode.
I Knights avevano manomesso con un virus il suo impianto di raffreddamento.
Accompagnata dalle parole degli uomini in nero, lei li osserva andarsene nella notte.
Di chi si può fidare, Lain?

 

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[Shiki Ryougi 両儀 式]
PS: Immagini tratte dall’artbook “An Omnipresence in Wired”,
dal dvd e dagli episodi discussi.

Introduzione:
Riprendendo brevemente quanto detto nella parte introduttiva di questo progetto (che trovate qui: CLICK!), da ora in poi tutto quello che dirò sarà in totale full spoiler e quindi adatto solo a chi ha già visto l’anime in questione.
Ho organizzato il lavoro in base a come sono stati divisi gli episodi nei vari dvd in mio possesso (che sono appunto quattro) e da oggi ci si addentrerà quindi nel vivo della discussione.
Un consiglio che vi do è di vedere o comunque rivedere gli episodi man mano che andremo avanti con l’analisi a modo di avere ben in mente ciò di cui andremo a parlare (ed è strettamente consigliato aver già visto almeno una volta tutto l’anime per conto proprio).

lif.01 (DVD 1)
layer: 01 “WEIRD”
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device#01 EYE
device#02 MOUTH

Contenuti Speciali

Una cosa che mi è davvero piaciuta tanto è l’interfaccia grafica del menù del DVD perché ricrea la navigazione in un vero e proprio NAVI (che ricordo essere la versione dei personal computer nel mondo futuristico di Lain) con tanto di autorizzazione e login vocale da parte della protagonista (con il doppiaggio originale giapponese).
Dopo aver fatto un rapido giro nei contenuti speciali (come il game spot del gioco per playstation – il quale non tratteremo minimamente in quanto non ne conosco gli eventi – e lo spot del CD con le canzoni originali composte per l’anime) si parte, addentrandoci insieme a Lain nel Wired (ovvio anagramma della parola weird = strano).

layer: 01 “WEIRD”
L’inizio non lascia spazio a equivoci: assistiamo in diretta al terribile atto di suicidio da parte di una giovane studentessa delle medie. È notte e ci troviamo nelle affollate strade di Tokyo, illuminate da luci quasi disturbanti; la ragazza, Yomoda Chisa, sale fino alla cima di un palazzo e si lancia di sotto. Poco prima di buttarsi lei sembra felice, uno strano sorriso le dilania il viso. Perché la sua morte non sarà semplicemente tale, ma un’ascesa. O almeno è questo ciò che lei pensa in quei pochi attimi prima di schiantarsi al suolo, davanti agli occhi della gente.
Il corpo non le permetterà mai di connettersi realmente, allora perché non abbandonare questa vita che non ha motivo di andare avanti?
Strane luci nel frattempo entrano in contrasto con le ombre gettate dalla città, come un virus che serpeggia tra le persone.
«Cosa si prova a morire?»
«Mi ha fatto male», ride.

Questo circola nella rete, accompagnato dall’incessante ronzio dei cavi elettrici che inglobano il paesaggio in una fitta ragnatela.
La mattina seguente veniamo introdotti nella vuota e assordante vita di Iwakura Lain, ragazzina delle medie taciturna e solitaria. Possiamo capire come lei non percepisca mai il silenzio quando è in mezzo alla gente perché un brusio incessante l’assorda durante il viaggio in treno che fa ogni giorno per andare a scuola. Mostrando una personalità che già ci appare insolita, intima alle persone di fare silenzio. Il problema è che solo lei sente il brusio della rete.
Generalmente appare per lo più apatica, disconnessa dagli altri, con una personalità che può sembrare timida e introversa. In realtà è molto meno di così: il più delle volte Lain è semplicemente vuota. Sembra anche più piccola rispetto alle sue coetanee, senza interessarsi minimamente alle cose che piacciono alle adolescenti, come l’andare a ballare, il trucco e i ragazzi.
Quella mattina i suoi sensi registrano strani eventi ai quali reagisce confusa ma con basso interesse; qualcosa sta succedendo e solo lei riesce a vederlo ma al tempo stesso lo ignora (percezioni distorte, corpi evanescenti).
In tanto viene finalmente a conoscenza del suicidio di una studentessa di quella scuola e dello sconcertante evento che ne ha fatto seguito: tutti hanno incominciato a ricevere email dalla defunta.
Lain dice di non intendersene di pc, sotto lo sguardo perplesso di Mizuki Alice (una sua compagna di classe) che la incoraggia al mettersi al passo con i tempi: ormai tutti si connettono al wired e dovrebbe farlo anche lei.
Tornata a casa, ci viene subito fatto notare da certe inquadrature come l’ambiente familiare di Lain sia ordinato ma freddo. Non c’è niente che possa farla chiamare “casa propria” perché è comune a tutte le case standard che si potrebbero vedere in uno spot pubblicitario.
Per lo più non c’è nessuno.

La ragazzina si rintana in camera sua (sembra essere la stanza più vuota in assoluto: rettangolare e molto grande, è arredata solo da un letto, una piccola scrivania e un armadio a muro). La scrivania è in disordine, e sommerso da oggetti per bambini (come peluche) e quaderni di scuola c’è il vecchio navi di Lain che probabilmente non ha mai acceso.
Incuriosita dalla questione di Chisa decide di avviarlo e, come previsto, anche lei trova un’email da parte della defunta.
Lain non reagisce sconvolta come è successo alle sue compagne; risponde e avvia una breve chat in cui chiede alla ragazza perché ha deciso di uccidersi.
La risposta è: «Perché qui c’è Dio».
A questo punto potrei lasciare e chiudere qui l’articolo per quanto è sconcertante questa frase… ma abbiamo molto altro di cui parlare e siamo soltanto all’inizio.
Chisa era una ragazza socialmente incapace, solitaria e impacciata. Connettendosi pienamente al wired ha avuto la possibilità di oltrepassare questi suoi limiti. Probabilmente era anche presa in giro; una situazione piuttosto comune anche ai giorni nostri quindi, dove giovani adolescenti possono costruirsi una nuova vita nella rete. Ma questo mi ha anche fatto pensare a un fatto molto inquietante, cioè alle odierne catene di challenge online che portano alla morte moltissimi giovani instabili o comunque facilmente ingannabili.
Proseguendo con Lain, per riuscire a incontrare Chisa si interessa ad avere un buon accesso al wired, così per la prima volta entra nello studio del padre, il quale rimane piuttosto sorpreso, e chiede di poter avere un nuovo navi.
Il wired serve per collegarsi ma non bisogna confonderlo con la vita reale.
Il giorno seguente la catena di suicidi continua, qualcuno si butta sulle rotaie del treno e assistiamo a una scena alquanto simbolica e inquietante: il sangue che gocciola dai cavi elettrici, proprio sopra allo sguardo sgomentato di Lain.
Le visioni aumentano a dismisura, tormentando la protagonista che cade in un incubo in cui assiste al suicidio della ragazza che si è buttata sotto il treno, dove, poco prima di venir travolta, vediamo sul volto illuminato ben tre espressioni precise che si alternano: felicità ritrovata, orrore e morte. Subito dopo la povera Lain si sveglia in classe, in un bagno di sudore.
Accedendo per la prima volta il navi lei ha dato ai morti la possibilità di perseguitarla, tramite apparizioni, scritte e visioni.
Una cosa precisa vogliono: che lei venga nel wired.
Ha aperto le porte di un altro mondo (aldilà) che solo lei può vedere appieno.
Il Dio del wired la chiama.

Un breve accenno ai device#**: in italiano è la parola che indica le periferiche che vengono connesse al computer per vari utilizzi. In SEL rappresentano il promo dell’episodio successivo e portano sempre come titolo una parte del corpo: il rapporto tra un device e il processore è infatti messo in paragone al legame che c’è tra il corpo materiale e la mente.

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Di notte, nel locale molto in voga tra i giovani, il Cyberia, un ragazzo compra l’Accela, una sorta di stupefacente elettronico.
Cyberia: locale in voga tra i giovani che può essere interpretato come un luogo in cui tutti si connettono. Ma la connessione avviene in maniera distaccata e fredda. E perdere troppo velocemente il contatto con il confine che c’è tra la realtà e il wired può sconvolgere in maniera irreversibile una persona perché la porterà a smarrire il proprio io nella moltitudine che è il network –> Altro tema attuale anche oggi, sempre associabile all’assuefazione che dona la rete, portando a contatti spesso asettici, con il rischio che la quantità di informazioni che riceviamo ci renda in realtà vuoti.
Accela: definita una “smart drug”, è un nano microorganismo elettronico che stimola la produzione di un ormone. Questo porta il cervello dell’individuo a percepire le cose in maniera “accelerata”. Dona una maggiore velocità di calcolo e assimilazione delle informazioni. Dopo un giorno viene espulsa dal corpo.
Una interessante interpretazione può essere legata al:

  • la “macchina” è una “droga” perché permette alla coscienza umana di superare limiti inimmaginabili.
  • le “droghe” sono “macchine”, suggerendo che le droghe sono progressi tecnologici, sempre alla ricerca dello “sballo migliore”.

Dopo averlo ingerito il ragazzo comincia a sentirsi male, il che ci viene mostrato, tra le altre cose, attraverso inquadrature sfuocate in cui si intravvedono tre delle compagne di classe di Lain che chiacchierano allegramente (tra cui Alice) e una ragazza identica a Lain che attacca brighe con dei ragazzi. Ma non può essere lei perché il suo atteggiamento e il suo modo di vestire sono esattamente l’opposto rispetto alla natura passiva e infantile della protagonista.
Il mattino seguente, uscendo di casa per andare a scuola, Lain incrocia un uomo completamente vestito di nero che la fissa (Men In Black). Fugge spaventata.
Una volta a scuola incontra le sue compagne di classe, le tre che erano presenti al Cyberia la sera precedente. Due di loro (Kato Juri e Yamamoto Reika) insinuano che fosse Lain la ragazza che hanno visto al locale ma Alice non sembra essere d’accordo. Lain nel frattempo rimane completamente confusa e smarrita dalla discussione perché non è per niente al corrente di ciò che stanno parlando.
(Ci sono più Lain?)
Alla fine Alice le propone di uscire con loro pensando che così possa riuscire a divertirsi un po’. Dopo varie insistenze da parte della ragazza, accetta.
Purtroppo le visioni continuano, con apparizioni che sembrano essere sia di spiriti dei morti (la ragazza morta suicida sulle rotaie del treno) che di utenti collegati al network, che invece appaiono indefiniti e senza una forma precisa.
“Tutti gli esseri umani sono collegati…”

A casa incontra il corriere che deve consegnare dei pacchi: questi contengono il nuovo navi per Lain, una macchina di ultima generazione che permette un accesso illimitato al wired.
Penso che sia un concetto alquanto difficile da capire appieno le prime volte: noi tendiamo a pensare al nostro internet e al come funziona l’accesso online. Nel mondo di Lain la questione è più metaforica. Gli utenti indefiniti che vede Lain nelle sue apparizioni sono infatti persone che hanno un accesso limitato. Meno ci sono confini e più è possibile materializzare il proprio corpo e quindi connettersi senza limiti.
I morti lo fanno senza bisogno di un navi.
Lain continua a mostrarsi passiva davanti al corriere che reagisce con sgomento alla sua apatia ma non appena torna a casa il padre la ragazza chiede a quest’ultimo di montargli subito la nuova macchina.
La sera, avendo ceduto all’insistenza in buona fede di Alice, Lain va al Cyberia, entrando dal retro per eludere la sorveglianza.
Le tre ragazze, vedendola vestita in modo piuttosto infantile, hanno ormai la conferma che colei che avevano visto la sera prima non poteva essere la Lain che loro conoscono.
Mentre parlano di questo, sotto le luci accecanti e la musica assordante, uno sparo getta il panico. Le persone fuggono e Lain resta indietro, osservando i corpi riversi a terra e il presunto assassino, il ragazzo che aveva preso l’accela.
Sembra completamente fuori di sé ma quando scorge il volto di Lain cade nel terrore puro cominciando a urlare frasi apparentemente insensate.
“Non centro nulla con il tuo assurdo Dio! Il wired non deve interferire con il mondo reale!”
A questo punto Lain si avvicina al ragazzo con un’espressione totalmente fredda e crudele. Non è la solita Lain. Mentre ha la pistola puntata contro, dice: “Ovunque si trovino le persone, esse saranno sempre connesse”.
Il ragazzo si spara alla bocca sotto lo sguardo sgomentato di Lain, che sembra essere tornata in sé.
Chi è Lain?

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PS: Immagini tratte dall’artbook “An Omnipresence in Wired”,
dal dvd e dagli episodi discussi.