Posts contrassegnato dai tag ‘theremin’

E’ da un po’ di tempo che ci penso e devo dire che non ho quasi mai parlato dei film di Tim Burton (a parte il sottovalutato Dark Shadows). Burton è un regista che è sempre riuscito a colpirmi per il suo stile particolare, che prende spunto dall’espressionismo e lo modifica a modo suo, e anche per i personaggi delle sue pellicole; bizzarri, emarginati e non compresi ma che possiedono una grande umanità.

Il film di oggi ha tutte queste caratteristiche: ecco a voi Ed Wood, film del 1994.

ed-wood

Trama:
Edward D. Wood Jr. è un artista che sta cercando in tutti i modi di sfondare nel mondo del cinema come regista. Quest’occasione gli si presenta quando un produttore dichiara di star cercando un regista per fare la biografia di Christine Jorgensen (una delle prime persone al mondo a fare il cambio di sesso). Ed Wood decide di cogliere l’occasione essendo lui un crossdresser, purtroppo l’incontro è un nulla di fatto ma mentre sta tornando a casa si ritrova davanti Bela Lugosi.

Sono sicuro che in molti conoscano bene il regista Ed Wood ma, per chi sentisse questo nome per la prima volta, ecco un piccolo riassunto.
Edwad Davis Wood Jr. era un regista, sceneggiatore, produttore e attore divenuto famoso per essere il “regista peggiore di sempre” e per il suo film più famoso, Plan 9 from the outer space. Le sue pellicole avevano un budget misero, scenografie tremendamente finte, attore per nulla bravi e una regia alla “buona la prima”. Insomma come regista era un po’ un incompetente ma amava veramente il cinema e qualcosa ne capiva (come dice nel film, adorava Orson Wells e il suo Quarto Potere).

Prima di ogni cosa complimenti per l’interpretazione di Johnny Depp. Con un personaggio come Ed Wood c’era il rischio di creare una macchietta o uno sciocco e invece sono riusciti a dar vita a un vero sognatore anche se inetto. L’amore che prova il protagonista per la settima arte è puro e sincero, lo dimostra la forza di volontà che ha impiegato per trovare i soldi e i contribuenti per le sue pellicole. Il fatto che facesse anche crossdressing (adorava in particolare modo i golfini d’angora da donna) lo rende ancor più affascinante specialmente per gli anni in cui le vicende sono ambientate. E’ un emarginato, una persona fuori dal comune che combatte per i suoi sogni nonostante i vari problemi. E’ un personaggio a cui è impossibile non affezionarsi.
Tra l’altro è stato anche il primo a portare sul grande schermo la tematica del crossdressing, conoscendo bene l’argomento e mostrandolo con una certa sensibilità. Certo, il film è veramente brutto però almeno ci ha provato.

ed-wood-de-tim-burton

Il personaggio che però più di tutti colpisce è sicuramente Bela Lugosi interpretato alla stragrande dal compianto Martin Landau. Nonostante i lineamenti di Landau non siano per niente simili a quelli di Lugosi, il lavoro svolto da Rick Baker con il trucco è stato stupendo, rendendo l’attore molto simile al Conte.
Anche se il trucco è stupendo, si rimane meravigliati per la bravura dell’attore. Se ne avete l’opportunità, guardatelo in lingua originale per sentire come Landau riesce a utilizzare l’accento ungherese di Lugosi. Come disse in un’intervista, ciò che cercava di fare non era quello di usare quell’accento ma tentare di nasconderlo (Bela ha sempre provato a velare il suo accento visto che gli creava problemi con il lavoro).
Inoltre quello che ci viene proposto è un Lugosi ormai vecchio e stanco, piegato dai fallimenti e dalle droghe. Una visione del personaggio molto triste ma che riesce ad essere anche buffa e divertente (la scena in cui parlano di Karloff e lui si arrabbia insultando l’attore mi ha fatto ridere tanto). In ogni caso non è una caricatura dell’attore che fece Dracula, ma un’omaggio dolce e rispettoso.
L’amicizia che nasce tra Ed Wood e Bela è veramente bella con il primo che continua ad ammirare l’attore nonostante tutto e il secondo che trova un po’ di volontà per andare avanti.

La regia e la fotografia sono sicuramente tra i punti di forza della pellicola. Burton decide di adottare il nero e bianco per raccontare la storia di Ed Wood. Una scelta a mio avviso molto intelligente dato che il tipo di fotografia utilizzata avrà un taglio fortemente espressionista. Come ho detto all’inizio, Burton utilizza questo stile nelle sue pellicole (uno stile che poi ha modificato) ma qui è davvero perfetto in quanto elogia sia gli anni ’50 sia un tipo di filmografia caro a lui e allo stesso Ed Wood (tra l’altro è ottima quando compare Lugosi). Quindi vedremo un contrasto molto forte e un uso prepotente delle luci.

Questo lato espressionista contagerà anche le scenografie in quanto, certi modellini rappresentanti Hollywood saranno deformati. E’ divertente vedere anche lo sforzo fatto dallo scenografo per rendere al meglio le scenografie che Ed Wood usava nei suoi film.
Il problema di quest’ultime risiede nel fatto che erano piatte, senza profondità e con colori uniformi.
Immagino che Tom Duffeld, lo scenografo, si sia divertito a dover “sbagliare” per una volta.

edwood-768x413

Le musiche sono stupende (di stampo tipicamente anni ’50 e jazz), ma questa volta alla colonna sonora che Howard Shore e non Danny Elfman (quasi sempre presente nei film di Burton). Molto interessante il fatto che per realizzare le musiche dai “toni alieni” sia stato utilizzato il Theremin. Per chi non lo sapesse, il theremin è uno strumento musicale elettronico inventato in Russia negli anni ’20 da Léon Theremin. Si basa su oscillatori che producono dei suoni sul principio fisico del battimento (la frequenza che si ottiene dalla sovrapposizione di grandezze periodiche). Devo dire che questo strumento è stato utilizzato davvero bene.
Nei momenti drammatici con protagonista Lugosi sarà presente un riarrangiamento de Il lago dei cigni di Tchaikovsky (questa musica era all’inizio del film su Dracula). Una cosa molto dolce.

Questo è Ed Wood. La storia di un sognatore incapace e di un attore decaduto, circondati da personaggi bizzarri e simpatici ma anche da un mondo che non crede in loro. Continuerò a considerarlo sempre come uno dei migliori film realizzati da Burton e, se ancora non l’avete visto, vi consiglio di farlo il prima possibile.

Qui finisce il primo articolo del 2019. Spero che vi sia piaciuto. Alla prossima!

 [The Butcher]

Annunci

Bentornati e benvenuti a una nuova recensione!
Quest’oggi torno a parlare di film (era da un po’ di tempo che non ne recensivo uno).
Il film in questione è Io ti salverò (in inglese Spellbound che dovrebbe significare “incantato”) diretto da Alfred Hitchcock nel 1945 e tratto dal romanzo di Francis Beeding, La casa del dottor Edwardes.

La trama è la seguente: La protagonista della storia, la dottoressa Constance Peterson (Ingrid Bergman), lavora in una clinica psichiatrica, chiamata Villa Verde, e lì apprende dell’arrivo imminente di Anthony Edwardes, un noto scienziato che dovrà sostituire il direttore della clinica, il Dr. Murchison, in quanto quest’ultimo ha avuto un esaurimento nervoso.
Constance  si innamorerà subito di Anthony, ma la situazione degenererà quando scoprirà che lui in realtà è John Ballantine, un uomo che soffre di amnesia e che crede di essere l’assassino del vero Edwardes (è importante aggiungere che lui ha il terrore di vedere linee scure parallele su un fondo bianco, fattore che sarà fondamentale nel film).
Lei però non crede che si stato lui ha compiere l’assassinio e farà di tutto per scoprire la verità e salvare il suo amato.

Ci sarebbero tante cose da dire riguardo quest’opera e inizierò parlando della protagonista. Il personaggio di Ingrid Bergman mi è piaciuto molto, in quanto si è dimostrata una donna forte e coraggiosa che, al contrario di quanto dicessero gli altri, ovvero che l’assassino era John, ha continuato a difendere la persona amata fino alla fine e, attraverso le sue conoscenze nel campo della psicanalisi, ha cercato in ogni modo di far ricordare tutto l’accaduto a John. Mi piace vedere nei film donne forti e intelligenti e in questo qui sono stato accontentato.

Il lato tecnico è realizzato con molta cura (come in ogni film di Hitchcock). La regia è molto precisa e ci propone interessanti inquadrature (mi è rimasta in mente una delle scene più famose e belle del film, dove la protagonista bacia per la prima volta John e nella sua mente vediamo aprirsi sette porte che dovrebbero rappresentare l’amore sbocciato tra i due).

La parte migliore però la troviamo quando Ballantine racconta il sogno che ha fatto a Constance e al Dr. Brulov, mentore della protagonista, il quale è stato realizzato con l’aiuto di Salvador Dalì, massimo esponente del Surrealismo. Apro una piccola parentesi: questa cosa non dovrebbe sorprende in quanto il Surrealismo è nato proprio grazie alla psicanalisi di Freud e, in particolar modo, al libro L’interpretazione dei sogni che incantò molte persone tra i quali André Breton, fondatore del movimento.
Tornando al film, il sogno ha proprio caratteri onirici e surreali, oltre che citazioni alle opere dello stesso Dalì (la ruota distorta fa pensare subito al dipinto La persistenza della memoria).

Un’altra sequenza rimasta nella storia la si trova nel finale, con l’inquadratura della pistola puntata contro la protagonista. Una scena piena di tensione e ansia, ma anche molto originale e ben fatta.

Un’altra nota positiva va alla colonna sonora diretta da Miklós Rózsa e che gli è valsa il suo primo Premio Oscar alla migliore colonna sonora (negli anni seguenti ne vincerà altri due). Essa riesce infatti a darti sensazione di tranquillità e gioia (le scene romantiche tra i due protagonisti) e altre piene di tensione e di profonda drammaticità. Ciò è dovuto anche all’uso del theremin, un strumento musicale elettronico che verrà utilizzato in altri film (come Ultimatum alla Terra o Qualcuno volò sul nido del cuculo)

Infine posso dire che  Io ti salverò è un film veramente ottimo, una bellissima storia d’amore con una donna forte e grande tensione dove possiamo ritrovare temi cari a Hitchcock, come ad esempio il senso di colpa,

C’è solo una piccola nota negativa in quest’opera, ovvero la guarigione del protagonista. Nella realtà riprendersi da una forte amnesia richiederebbe molto più tempo e sarebbe anche più faticoso, ma questi sono dei piccoli dettagli e non cambia la mia opinione che questo film è da guardare assolutamente.

Detto questo chiudo e vi lascio in pace almeno fino al nostro prossimo articolo!

[The Butcher]

P.S. Io e Shiki abbiamo visto Dragon Trainer 2 e ci è piaciuto molto. Come ha detto Shiki, era più maturo del precedessore.
P.P.S. E’ uscito Kara no Kyoukai: Mirai Fukuin! Era da un sacco di tempo che aspettavamo la sua uscita. Mi sento realizzato!